Nautica

La barca con le ali e accesso smart per disabili Gerrisboats cerca investitori per la eco navetta

di Raoul de Forcade

Propulsione green. L'imbarcazione potrà essere full electric (batterie) oppure avere configurazione a idrogeno, a Gnl o a fuel cell

4' di lettura

Una barca per il trasporto passeggeri pensata per “volare”, grazie ad ali immerse, sull’acqua dei laghi e delle lagune come Venezia ma adatta anche a essere un tender per grandi yacht. Con in più la caratteristica di avere una propulsione green, il 60% del peso realizzato in materiali riciclabili e di essere di facile accesso per i disabili in sedia a rotelle, visto che è possibile regolare l’altezza dello scafo sull’acqua e quindi allineare perfettamente l’accesso alla navetta col livello della banchina di attracco.

Il progetto, brevettato, è di una startup genovese nata nel 2021: la Gerrisboats, che prende il nome dal gerride (gerris in inglese), un insetto in grado di pattinare sugli specchi acquei. E l’invenzione si deve a due ingegneri meccanici: Massimo Verme e Roberto Rossi, che hanno progettato insieme la navetta con l’obiettivo di realizzare il primo prototipo nel 2022. Per questo stanno mettendo insieme i finanziamenti e hanno allargato la compagine societaria a un folto numero di soci sostenitori, scelti per competenze tecniche, commerciali e manageriali. Intanto la navetta Gerrisboats si è aggiudicata, a settembre, il Design innovation award del Salone nautico di Genova.

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Il progetto

La barca, pensata di 38 piedi (11,5 metri), è una piattaforma nautica con uno scafo senza eguali nel panorama tecnico attuale, costituito da un siluro propulsivo sommerso, dotato di ali (foil) e flap, due o tre scafi laterali mobili (a seconda del modello), che scorrono su montanti, e un corpo centrale. La sovrastruttura, quella destinata a ospitare i passeggeri, è intercambiabile e può quindi essere considerata una sorta di allestimento.

Il siluro include tutti i componenti di propulsione, che può essere full electric (con batterie) oppure avere configurazione a idrogeno, a Gnl o a fuel cell. Grazie a questo tipo di carena, la barca, assicurano i progettisti, presenta caratteristiche molto particolari: bassa resistenza all’avanzamento, anche a velocità contenuta; esigua formazione di onde a qualunque velocità; regolazione del pescaggio e dell’altezza d’imbarco; forte controllo del rollio a barca ferma, che permette, a maggior ragione, un’elevata accessibilità per i disabili.

Caratteristiche che consentono anche di realizzare un’eventuale versione della navetta nell’allestimento idroambulanza, con imbarco agevole, laterale, per una barella. Anche se l’idea iniziale è stata quella di creare un taxi-boat, in grado di surclassare i competitor norvegesi Seabubble e Candela, anche questi con propulsione elettrica e foil.

L’innovazione

A spiegare nei dettagli il progetto Gerrisboats è Verme: «Il siluro che abbiamo pensato per la navetta non è del tutto nuovo: è già stato utilizzato su una navetta in Giappone. E consente di avere bassa resistenza e di produrre poca onda. Le ali provengono dell’Aliswath ideato da Alcide Sculati, che ha fatto volare gli aliscafi dei cantieri Rodriquez di Messina. Solo che quello scafo pescava 5,5 metri: troppo per le nostre esigenze. Così abbiamo pensato di dotare la nostra piattaforma nautica di tre scafetti mobili che stanno sopra il siluro e che permettono di regolare il livello di pescaggio, alzando e abbassando due degli scafetti. In realtà abbiamo anche ideato una versione di Gerrisboat con due soli scafetti e un siluro telescopico che si può, a sua volta, ritrarre, posizionandosi in mezzo agli stessi scafetti laterali. Questo ci ha permesso di progettare una versione tender della navetta, in cui scafi e siluro si ritraggono e consentono di caricare la barca all’interno di uno yacht».

Tutti questi accorgimenti permettono a Gerrisboats, prosegue Verme, «di decollare sull’acqua già a soli 8 nodi di velocità, per volare a 10-12 nodi. Mentre il competitor Candela, ad esempio, per decollare ha bisogno di arrivare a 17 nodi e per volare deve raggiungere i 22. Il fatto che la navetta abbia bisogno di meno di potenza per innalzarsi la rende una barca ideale per navigare in piena operatività in acque come la laguna di Venezia, dove vigono stringenti limiti di velocità. Giova anche il fatto che Gerrisboat, a qualsiasi velocità, produca onde inferiori alla media del 40-50%. Inoltre, grazie agli scafetti laterali, in caso di emergenza durante una “volata” si può staccare la propulsione e ammarare agevolmente: lo chiamiamo safe foiling. Inoltre, sempre in caso di problemi al motore del siluro, siamo in grado di cambiare l’intero siluro nell’arco di otto ore, rimettendo la barca in navigazione entro quello spazio di tempo».

Il finanziamento

Per quanto riguarda il finanziamento del progetto, Verme chiarisce che, in un primo tempo, è stata tentata la via del crowdfunding, senza successo. «Abbiamo provato con tre diverse piattaforme – afferma - ma non è andata come speravamo. Poi abbiamo preso contatto con Intesa Sanpaolo, che ci ha concesso un finanziamento da 800mila euro ma condizionato all’ingresso di nuovi investitori che portino nel capitale circa 400mila euro. Servono infatti 1,2 milioni per l’ingegnerizzazione del prototipo e la sua costruzione». Verme a questo punto si ferma. Ma rumors di mercato dicono che la società abbia due trattative in corso con altrettanti big della nautica: Ferretti, che sarebbe disposto a mettere un gettone per la ricerca; e Azimut che, se Gerrisboats dimostrerà di avere consumi energetici ridotti, potrebbe essere interessata a finanziare la produzione del modello tender.

L’obiettivo di Verme, comunque, è «di avere un prototipo tecnico della navetta entro il 2022: potrebbe essere pronto per il prossimo Salone nautico di Genova».

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