OVERTOURISM

La battaglia di Praga contro il turista maleducato: “Non siamo solo una party city”

di Giambattista Marchetto


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5' di lettura

C'era un tempo in cui Brno veniva irrisa dai praghesi per la sobrietà al limite della monotonia. Oggi invece è facile che in un sabato sera qualunque il centro del capoluogo moravo sia invaso da risate e schiamazzi a notte inoltrata, tra la birreria Na Stojáka (dove si beve in piedi, anche all'esterno) e uno dei cocktail bar che sono oggi un'eccellenza riconosciuta (la novità è il Panda's Circus).

Il coprifuoco in città
Nel frattempo, a Praga è diventato rigoroso il “coprifuoco” per il servizio all'aperto dopo le 22 ed è passato il divieto di portare i boccali all'esterno, mentre la polizia cittadina è impegnata ogni notte a quietare feste rumorose o a verificare i decibel di qualche locale notturno. Per chi ha conosciuto la capitale boema qualche lustro fa è quasi sorprendente l'attuale ipersensibilità di chi vive in centro storico e delle istituzioni cittadine per l'invadenza e la maleducazione dei milioni di turisti che ogni anno affollano le rive della Vltava.

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Questione di overtourism
Il fenomeno overtourism incombe sulle principali città europee e lo studio “Protecting your city from overtourism” firmato dalla società di consulenza strategica Roland Berger colloca Praga (con Bordeaux, Bruges e Salisburgo) tra le “mass trapp” schiacciate dal crescente flusso di turisti alla ricerca di city breaks a basso costo. Ecco dunque spiegata l'ipersensibilità: quando i numeri si fanno pesanti non è facile gestire gli ospiti, che peraltro si concentrano soprattutto nell'area centrale – tra Mala Strana e la Città Vecchia. Passando al setaccio 52 città in Europa, Roland Berger ha incrociato due fattori: il numero di pernottamenti rispetto agli abitanti e il valore economico generato dal turismo. Il risultato è preoccupante, ma gli input essenziali sono orientati ad una migliore distribuzione dei flussi valorizzando le aree urbane meno presidiate dai visitatori e destagionalizzando le visite turistiche. E in questa direzione si sta muovendo la capitale della Repubblica Ceca – 5,8 milioni di arrivi nel 2018.

La Party city per un pubblico maschile
Nonostante la sovrabbondante offerta di esperienze culturali, la città rimane ancora una delle destinazioni più gettonate per i city breaks (soprattutto maschili) a base di birra e sballo, con l'attrazione di una certa liberalità nell'uso di droghe e una fama (a tratti esagerata) di “party city” che non dorme mai. Il risultato sono voli low cost da UK, Germania, Danimarca, ma pure da Italia e Spagna, pieni di turisti mordi e fuggi che iniziano a bere appena atterrati e riprendono l'aereo a fine weekend con i postumi della sbornia. Gli effetti si fanno sentire per i residenti del centro storico, che tempestano polizia e municipio di proteste definendo il cuore della capitale “insignificante, rumoroso e un museo a cielo aperto”. “In certi periodi dell'anno Praga soffre di sovraffollamento, ma il problema non è solo nel numero – conferma Chris Oldroyd, editore della rivista Prague Visitor –. Il punto è che in paesi come la Germania o il Regno Unito siamo conosciuti come il posto dove andare per bere birra a buon mercato e incontrare belle ragazze, insomma il posto perfetto per un weekend o una vacanza low-cost, magari zaino in spalla. E la domanda determina l'offerta, che oggi punta soprattutto a soddisfare i viaggiatori cheap e gli addii al celibato. Credo invece che non dovremmo concentrarci sulla quantità degli ospiti, ma sul miglioramento della qualità delle esperienze”.

Da expat innamorato della città, Oldroyd riferisce i feedback di visitatori che scoprono Praga per la prima volta. “Ci dicono che la preferiscono a Monaco e pure a Parigi, perché qui hai la possibilità di camminare attraverso strade rimaste intatte nei secoli. È necessario sicuramente spingere sulla cultura e magari aumentare la tassa di soggiorno, oggi bassissima”.

Un “sindaco della notte”
A governare il sovraccarico di turisti, ma soprattutto a muovere le leve di un nuovo progetto urbano capace di cambiare il volto “maldetto” di Praga, è ora chiamata l'amministrazione della città guidata dal giovane primator Zdeněk Hřib, espressione – sembra un paradosso – del partito Piráti. Una delle scelte strategiche adottate a fine gennaio dalla nuova leadership praghese è la creazione di una speciale “commissione notturna” che analizzerà la situazione e proporrà soluzioni sistemiche. A capo della commissione il giovane Jan Štern, il primo “sindaco della notte” mai eletto in città (sul modello di Amsterdam). “Riteniamo che la vita notturna sia una risorsa importante per la città e per i suoi abitanti, ma causa anche problemi che devono essere affrontati – ha dichiarato all'insediamento Štern - Per come la vedo io, il nostro lavoro non è regolare, ma coltivare”.

La città dei teatri
Ovvero spingere su un nuovo volto di Praga: non solo paradiso di birrerie, locali notturni e strip club, ma soprattutto cultura, arte, eventi. Limitare il traffico e imporre una stretta sugli orari dei locali notturni può servire fino a un certo punto, la proposta culturale è forse più importante della repressione. Non che l'offerta per il turista culturale manchi. La bellezza della città, dei palazzi e dei monumenti, lascia senza fiato mentre si percorrono le strade del centro di giorno o dopo il tramonto. E se la “densità” di teatri per abitante è la più alta in Europa una ragione ci sarà. Certo l'obiettivo è attrarre quel turismo più qualificato e qualificante capace di valorizzare queste esperienze.

Due quartieri cool da scoprire Holešovice e Karlín
La Galleria Nazionale non ha nulla da invidiare ad alcune delle più prestigiose aree espositive europee e il rinnovato Museo Nazionale, ripulito e riaperto in cima a Piazza Venceslao, può diventare un polo d'attrazione. E poi ci sono l'Opera, una programmazione concertistica d'eccellenza per palati raffinati e una tradizione jazzistica tra le più ricercate nel vecchio continente. La parola d'ordine è dunque qualità. “Per attrarre turismo di qualità è necessario offrire qualità – osserva Antonello Pranteddu, che con Ichnusa Botega Bistrò propone a turisti e residenti un'ottima cucina sarda – Al di là dei cafè storici e di alcuni ristoranti tradizionali, in centro domina l'offerta medio-bassa, proprio per rincorrere le folle di turismi mordi e fuggi, che portano solo sporcizia e schiamazzi”. In effetti, molte delle nuove aperture più interessanti sono fuori dal centro (inteso in chiave turistica) e due quartieri su tutti vengono indicati, anche dalle guide, come le destinazioni più cool: Holešovice e Karlín. Holešovice pullula di spazi culturali come DOX e Chemistry Gallery per l'arte contemporanea o Jatka 78 per il circo-teatro, ma anche di caffè hipster in stile berlin-newyorchese come Vnitroblock o Café Jedna e Bar Cobra, Home Kitchen, o Cross Club. A Karlín il fermento è costante, con nuove aperture e proposte curiose. Merita una sosta lo spazio recuperato della Kasárna Karlín, dove si può prendere una birra tra una mostra d'arte e un film, si può pattinare d'inverno e giocare a beach volley d'estate.

Tra gli incantevoli palazzi storici del quartiere, si segnalano poi alcuni spazi per bere e mangiare nel segno della qualità: i cafè Můj šálek kávy e Bistro Proti Proudu, Veltlin e Deli Shop per un bicchiere di vino e uno stuzzichino, il nuovissimo Avocado Gang e il Bib Gourmand Eska. Sembra dunque che Praga sia già piuttosto avanti sulla strada indicata da Roland Berger. Forse è tempo che i turisti se ne accorgano.

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