ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùbanca centrale

La Bce ribadisce: «Pronti ad agire». Attesa per il meeting di settembre

Possibile annuncio di interventi a settembre, dal taglio dei tassi al Qe2

di Isabella Bufacchi


Bce, la conferenza stampa del presidente Mario Draghi

3' di lettura

Come ribadito ancora una volta dal Bollettino economico della Bce, in un crescendo draghiano che via via sta conquistando uno ad uno i membri del Consiglio direttivo, la Banca centrale europea è pronta ad adeguare «tutti i suoi strumenti, nella maniera che riterrà opportuna», ed è determinata ad agire con un approccio simmetrico per portare l’inflazione, sia nella realtà che nelle proiezioni, dove ora non è ovvero in linea con il mandato, su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine. Questo ulteriore stimolo della politica monetaria, già ampiamente accomodante per un esteso periodo di tempo, dovrebbe rendersi necessario per via «della crescita più debole nell’area dell’euro nel secondo e nel terzo trimestre » e a causa dell’irrigidimento dei criteri per la concessione del credito alle imprese, «divenuti nel secondo trimestre più restrittivi, segnando la fine di un periodo di allentamento iniziato nel 2014», come evidenziato dal Bollettino mensile.

Qualcosa accadrà. Con un alto grado di probabilità, il prossimo 12 settembre, in una riunione del Consiglio direttivo che si preannuncia densa di novità, la Bce potrebbe decidere una o più delle sue opzioni sul tavolo: tempistica ed entità del taglio dei tassi, accompagnato da misure di attenuazione sulle riserve bancarie; tempistica ed entità del riavvio del QE, accompagnato da eventuali modifiche in dimensione e composizione dei nuovi acquisti netti di attività.

Il crescendo è stato ispirato dal presidente Mario Draghi fin dagli inizi di giugno, quando a Vilnius ha invitato il Consiglio ad essere pronto a cogliere i segnali del rallentamento economico in atto, che si sta rivelando più lungo e più grave di quanto inizialmente previsto. Le proiezioni degli esperti Bce potrebbero indicare già nella riunione di settembre che quella ripresa che a inizio anno era stata messa in conto per il secondo semestre non ci sarà, e la moderazione potrebbe accentuarsi: a causa dei rischi al ribasso che aumentano, dal protezionismo di Donald Trump alla no-deal Brexit di Boris Johnson, all’incertezza che frena l’export e le industrie manifatturiere esportatrici come quelle tedesche e italiane.

Bce, la conferenza stampa del presidente Mario Draghi

Dopo l’allungamento della forward guidance passato da fine 2019 ad almeno tutta la prima metà del 2020, come deciso alla riunione di Vilnius a inizio giugno, e dopo le indicazioni di Mario Draghi a Sintra sulla necessità di una politica monetaria più accomodante, e dopo la riunione del Consiglio ad agosto in occasione della quale è stata introdotta la possibilità di tassi «inferiori» a quelli attuali, a settembre questo crescendo dovrebbe portare ad interventi concreti: resta da stabilire se arriverà prima un taglio dei tassi come si attende il mercato e poi a seguire il QE, oppure se le due misure verranno lanciate in contemporanea, essendo complementari e forse non più così efficaci come nel 2014-2015. Molto resta da decidere nei dettagli: le misure di attenuazione per le banche potrebbero indirizzare gli eventuali risparmi verso una maggiore profittabilità o solidità patrimoniale. Il QE riuscirà ad abbassare la parte lunga della curva dei rendimenti e quindi dei tassi ma non necessariamente potrà contenere gli spread proiettati al rialzo da un aumento del rischio Paese come nel caso dell’Italia. Già in passato l’Asset purchase programme ha mostrato i suoi limiti: quando scatta la fuga verso la qualità e la sfiducia verso uno specifico Paese, la Bce non può parare del tutto il colpo se non con le OMT attivate dopo programma di aiuti dell’ESM.

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...