Vigilanza

La Bce striglia le banche: più trasparenza sul capitale

La lettera di Enria ai 117 grandi istituti europei: opportuno pubblicare le pagelle Srep, cioè i requisiti di capitale minimi richiesti. Le italiane già in regola

di Isabella Bufacchi e Luca Davi

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La lettera di Enria ai 117 grandi istituti europei: opportuno pubblicare le pagelle Srep, cioè i requisiti di capitale minimi richiesti. Le italiane già in regola


3' di lettura

Più trasparenza. Dal suo arrivo nel novembre 2018 in Bce alla presidenza dell’SSM, l’autorità europea di vigilanza bancaria, Andrea Enria non ha fatto segreto di voler puntare su una maggiore trasparenza e rendere più chiaro quello che a investitori e depositanti appare sempre più come un labirintiaco accumulo di regole e di nuovi requisiti prudenziali per le banche europee.

Ed ecco che nel gennaio 2020 l’SSM guidato da Enria passerà dalle intenzioni ai fatti con un giro di vite sulla trasparenza relativa allo Srep («processo di revisione e valutazione prudenziale» o supervisory review and evaluation process), e cioè ai requisiti prudenziali di secondo pilastro che ricadono per l’appunto sotto la responsabilità della Bce/SSM.

Direzione trasparenza
Secondo quanto appreso da Il Sole 24 Ore, il 18 dicembre scorso Enria ha inviato alle 117 banche significative sotto la propria diretta supervisione una lettera invitandole a compiere due passi nella direzione della trasparenza, ed a farlo in tempi stretti: 1) pubblicare l’anno prossimo di propria iniziativa i requisiti di secondo pilastro per il 2020, in seguito all’esito degli Srep 2019; 2) autorizzare l’SSM a pubblicare a fine gennaio l’esito Srep 2019: un’iniziativa che non ha precedenti e che comunque anticipa di un anno quanto disposto dalla direttiva sui requisiti di capitale CRD5 che obbligherà le banche a pubblicare i requisiti di Pillar2 nel 2021. Al momento il 70% delle banche europee, e praticamente il 100% delle italiane, pubblica le pagelle Srep: quel rimanente 30% da gennaio avrà vita dura, perché finirà nella lista “nera” delle banche meno trasparenti.

Nessuna nuova stretta
La tempistica di questa operazione trasparenza coincide con una buona annata nel complesso per le banche europee, e italiane: in base a fonti bene informate l’esito complessivo su scala europea degli Srep 2019 per il 2020 è stabile, a indicare che in media sulle banche europee non è arrivata una nuova stretta. Questa stabilizzazione dei requisiti di secondo pilastro non va letta come un allentamento della vigilanza SSM ma piuttosto come il risultato della pressione esercitata dalla vigilanza per ridurre il profilo di rischio delle banche: il calo dei RWA, del leverage e dei NPLs soprattutto per le banche italiane si riflette in Srep stabili e che tendenzialmente potranno ridursi in linea con un calo ulteriore delle sofferenze e dei RWA. La riduzione del profilo di rischio si riflette nella stabilizzazione dello Srep 2019: il sistema bancario europeo è più solido rispetto agli anni che hanno preceduto la Grande Crisi.

Il caso Deutsche bank
Va anche detto però che per quelle banche che non sono riuscite a ridurre il profilo di rischio, per esempio Popolare di Sondrio che dovrà soddisfare uno 0,75% di capitale prudenziale Pillar 2 in più per non aver ridotto gli NPLs come indicato dalla vigilanza, il requisito di capitale nello Srep 2019 è salito. Un altro esempio di riduzione dei rischi e dei requisiti Pillar2 è stato quello di Deutsche bank: l’avvio del calo dei RWA (risk weighted assets) nel piano di ristrutturazione in corso ha portato, nello Srep 2019, a un ritocco all’ingiù dei requisiti di secondo pilastro pari allo 0,25%, dal 2,75% al 2,50% per il 2020.

Le informazioni per investitori e depositanti
L’obiettivo della lettera targata SSM, che esorta le banche ad anticipare la pubblicazione dei requisiti del secondo pilastro, è in linea con gli obiettivi della direttiva CRD5 ovvero fare in modo che investitori e depositanti «siano sufficientemente informati» sulla solvibilità della banca. La pubblicazione degli esiti Srep consente agli investitori di “prezzare” al meglio i bond subordinati e i nuovi bond cuscinetto, potendo valutare con esattezza il rischio potenziale di mancato pagamento della cedola. Inoltre dal gennaio 2022 i requisiti di capitale di secondo pilastro cambieranno, in quanto oltre al CET1 nella composizione saranno ammessi anche gli strumenti ibridi non equity come l’Additional Tier1 e il Tier2.

Il nodo della migliore redditività
Quando a fine gennaio l’SSM pubblicherà gli Srep per i quali ha ottenuto l’autorizzazione dalle banche più significative, il quadro del sistema bancario europeo confermerà una sostanziale solidità. Spetta ora alle banche risolvere un altro requisito, questa volta proveniente dagli investitori e non dalla vigilanza: una migliore redditività.

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