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La beffa verde: lo sconto sulla bolletta diventa un sussidio a chi inquina

Prime contestazioni dal mondo ecologista: lo sgravio sovvenziona le energie fossili, chi inquina paghi. Il catalogo degli incentivi buoni e cattivi

di Jacopo Giliberto

3' di lettura

Sapete che in chiave ecologista lo sconto dell’Iva e degli oneri sulle bollette della luce e del gas è classificato come “sussidio”, e peggio ancora “sussidio ai fossili”?
Dicono : il rincaro dell’energia fossile è positivo, è l’obiettivo delle politiche climatiche, bisogna disincentivare ancora di più gli idrocarburi; il rincaro è effetto anche della valorizzazione della CO2 e della nuova sensibilità sociale che fa mancare gli idrocarburi e allontana dagli investimenti sui giacimenti. Dicono che invece questo sgravio sovvenziona le energie fossili, che sono causa della crisi climatica, e rallenta la transizione ecologica; chi inquina paghi.

Contro il decreto salvabollette i soliti brontoloni cominciano già a tempestare le piattaforme social con la gastrite ecologica dei sussidi che inquinano. Hanno ragione: secondo i criteri ecologisti di classificazione, il taglio dell’Iva per rendere meno pesanti le bollette del metano è davvero classificato come sussidio. Peggio. È un sussidio ambientalmente dannoso. Come sussidi ambientalmente dannosi sono classificati gli altri strumenti individuati giovedì 23 settembre dal Governo per rendere meno amari i rincari della corrente elettrica. Lo affermano alcuni criteri di classificazione.

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Madamina, il catalogo è questo

Il ministero dell’Ambiente — oggi della Transizione ecologica — aggiorna periodicamente il Catalogo dei Sad e dei Saf , cioè i Sussidi Ambientalmente Dannosi e i Sussidi Ambientalmente Favorevoli. La catalogazione di 171 voci nasce dal presupposto etico secondo l’effetto che viene attribuito sull’ambiente tra gli incentivi buoni da premiare (i Saf), le cattive sovvenzioni da punire (i Sad) oppure nel limbo dei sussidi ambietalmente incerti.
Per esempio, benzina e gasolio sono penalizzati da disincentivi fiscali pesantissimi ( circa il 200% rispetto al costo industriale ), ma il disincentivo che colpisce il gasolio è definito “sussidio” pari a 5,15 miliardi perché è un po’ meno severo dell’accisa che penalizza la benzina, ed è raggruppato fra quelli che danneggiano l’ambiente (il motore diesel emette meno CO2 ma più polveri fini rispetto al motore a benzina).

Che cosa dice il decreto salvabollette

Che cosa ha deciso il decreto salvabollette? Per attenuare i rincari furiosi di gas ed elettricità sui mercati internazionali, il Governo ha stabilito di fare scendere dal 10% al 5% per i tre mesi d’autunno l’Iva sulle forniture di gas per «usi civili e industriali».
Per l’elettricità, sono alleggerite le bollette per le famiglie con redditi più bassi .
Per circa 6 milioni di piccolissime e piccole imprese con utenze in bassa tensione per 26 milioni di utenze domestiche con contatori fino a 16,5 chilowatt (quello classico di un appartamento è un contratto da 3 chilowatt) saranno azzerate le aliquote relative ad alcuni oneri generali di sistema.

L’altro vecchio e contestato sussidio sulla luce

Già oggi è contestata la vecchia Iva agevolata al 10% sulla corrente elettrica delle famiglie, classificata come un sussidio del valore di 1,77 miliardi nel 2019.
Dice la scheda del censimento relativa all’Iva agevolata sulla bolletta della luce: «L’applicazione di un’aliquota ridotta dell’Iva sui prodotti energetici (elettricità, gas naturale, riscaldamento, petrolio e carbone) per uso domestico non incoraggia un uso efficiente/ridotto dell'energia, e la relativa produzione, distribuzione e uso domestico dell'energia possono avere un impatto negativo sull'ambiente in termini di emissioni di gas serra, acidificazione, esaurimento delle risorse energetiche non rinnovabili ecc».

Il contestatissimo sussidio sul metano, chi inquina paghi

Il censimento mette tra i sussidi dannosi anche la vecchia e ancora valida Iva agevolata al 10% sul metano, prevista da due norme diverse, cioè «Iva agevolata per somministrazione di gas metano usato per combustione per usi civili limitatamente a 480 metri cubi annui» e «Iva agevolata per gas metano e Gpl impiegati per usi domestici di cottura e la produzione di acqua calda».

Dice la scheda del censimento dei sussidi: «L’agevolazione incentiva i consumi gas di origine fossile. Essa fornisce un segnale di prezzo al ribasso, in controtendenza rispetto all'esigenza – comune a tutti i livelli di consumo di combustibili fossili – di promuovere un uso più razionale ed efficiente del gas. Oggi, infatti, sono disponibili tecnologie ambientalmente più sostenibili, come ad esempio il solare fotovoltaico per la cottura ad induzione di cibi e il solare termico per la produzione di acqua calda. L'agevolazione contrasta con un’equa applicazione del principio chi inquina paga».

I sussidi quelli buoni: gli 11 miliardi alle rinnovabili

Al contrario nel censimento sono considerati Saf favorevoli all’ambiente i sussidi alle fonti rinnovabili di energia, classificate come «Incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico» (5,7 miliardi nel 2019) e come «Conto energia» per il fotovoltaico (5,86 miliardi).

Riproduzione riservata ©

  • Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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