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La bellezza made in Italy vince nel mondo

L’Italia conquista il mondo tra creme, rossetti e profumi: più della metà del makeup che arriva nel globo è, infatti, made in Italy. Protagoniste, una miriade di aziende che si sono aggiudicate il titolo di eccellenze produttive e creative a colpi di investimenti in ricerca e sviluppo

di Marika Gervasio


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3' di lettura

Tra creme per il viso e per il corpo, rossetti, profumi e saponi, l’Italia conquista il mondo: non è un’esagerazione, perché più della metà del make-up che arriva nel globo è proprio made in Italy. Protagoniste, una miriade di aziende che si sono aggiudicate il titolo di eccellenze produttive e creative a colpi di investimenti in ricerca e sviluppo - con tassi medi sui ricavi doppi rispetto al resto del manifatturiero nazionale (7% contro 3%) - tra biotech, fisica, chimica e medicina, ma anche con la capacità di cogliere e anticipare le tendenze.

Un settore anelastico, innovativo e altamente competitivo tra quelli con le migliori performance economiche. Le previsioni dell’associazione di categoria Cosmetica Italia per fine anno indicano una crescita del fatturato del 2,8% con un valore che tocca gli 11,7 miliardi di euro trainato dalla domanda estera, stimata in aumento del 4,5% con un valore vicino ai 5 miliardi: il trend porterebbe il saldo commerciale all’ennesimo risultato record di quasi 3 miliardi mantenendo salda la terza posizione dopo due settori del manifatturiero tra i più performanti come vino (nel 2018 a quota 5,4 miliardi, +3,8%) e moda (5 miliardi, stabile).

Dalla Francia alla Germania passando per Stati Uniti, Hong Kong ed Emirati Arabi, l’estero è la componente più importante del valore della produzione di cosmetici made in Italy con esportazioni che registrano un andamento positivo ormai da oltre vent’anni - nel 1996 il valore delle esportazioni di cosmetici supera quello delle importazioni - ad eccezione di due flessioni rilevate nel 2003 e nel 2009. Ancora, come si legge nel Beuty Report 2019 di Cosmetica Italia, dal 2008 al 2018 l’incidenza dell’export sul fatturato della produzione è cresciuto costantemente passando dal 28% al 42,9%, il valore più alto dell’ultimo decennio favorito dal miglioramento delle vendite nei grandi mercati europei da cui arriva la domanda dei principali marchi di cosmetica mondiali come quelli francesi, ma anche da un forte sviluppo di “nuove” destinazioni nelle aree mediorientale e asiatica.

Francia, Germania e Stati Uniti concentrano più di un terzo (1,7 miliardi, dati 2018) delle vendite all’estero. Nella maggior parte dei casi si tratta di cosmetici realizzati dalle nostre aziende terziste per i marchi dei Paesi da cui poi vengono importate. In particolare, nella classifica dei nostri partner più fedeli la Francia è sicuramente il più importante con 613 milioni di euro di prodotti made in Italy acquistati - pari al 12,8% dell’export totale - e una crescita del 2,9%. Seguono Germania con 552 milioni (+7,1%) e Stati Uniti con 499 milioni e un incremento importante del 19,9%, l’unico a doppia cifra assieme a Hong Kong, sesto, con un valore di 244 milioni e un salto del 23,1%.

Ma quali sono i cosmetici italiani più apprezzati nel mondo? I profumi in assoluto con una quota del 23,4% sul totale delle vendite estere e un valore che supera gli 1,1 miliardi di euro (+5,4% rispetto al 2017) con la Germania apripista. Seguono i trucchi con 963 milioni (+3,3%) molto amati dai francesi, primi importatori; e i prodotti per il corpo con 960 milioni (+7,2%) con Hong Kong primo mercato. Tre categorie che, insieme, concentrano quasi due terzi dell’export totale.

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