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La Belt&Road riparte da Hong Kong con venti nuovi progetti di investimento

Alleanza con aziende cinesi per il rilancio dell'iniziativa di Pechino in Europa e nei Paesi Asean

di Rita Fatiguso

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Alleanza con aziende cinesi per il rilancio dell'iniziativa di Pechino in Europa e nei Paesi Asean


4' di lettura

Hong Kong, assediata dalle proteste pro-democrazia e dalle ondate del coronavirus, fiaccata nei fondamentali dell'economia, “aggancia” le opportunità offerte dal 5° Belt & Road Forum - organizzato online a causa della pandemìa -, dal Governo della Regione amministrativa speciale HKSAR con l'Hong Kong Trade Development Council (HKTDC).

Nuovi grandi progetti in arrivo

Il vertice che si è appena concluso conferma il ruolo di pivot ricoperto da Hong Kong nell'ambito della strategia geopolitica cinese della BRI. Hanno partecipato all'evento in oltre 6mila, in rappresentanza di circa 80 Paesi e Regioni.

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Venti progetti di investimento proposti da Paesi e Regioni lungo la Belt and Road sono stati firmati, concentrati su quattro aree: innovazione e tecnologia, trasporto e logistica, energia, risorse naturali e servizi pubblici e sviluppo urbano. Dodici i Paesi e le Regioni coinvolte tra cui Indonesia, Thailandia, India, Arabia Saudita, Kenya, Austria, Francia e Regno Unito.

I progetti di investimento includono, tra l'altro, il progetto “Amata - Hong Kong Smart City” in Thailandia; un progetto integrato su larga scala vicino alla nuova capitale proposta dall'Indonesia (e la presenza al vertice del presidente indonesiano Joko Widodo ha fornito un contributo importante) nel Kalimantan orientale; un nuovo collegamento ferroviario tra la Slovacchia orientale e Vienna; altri progetti relativi a questioni di attualità come la lotta al Covid-19 e le tecnologie verdi. Inoltre, sono stati organizzati 700 incontri di business matching per valutare idee, investitori e fornitori di servizi professionali, con oltre 250 aziende partecipanti.

Carrie Lam conferma gli impegni

Carrie Lam, Chief Executive della HKSAR, ha confermato l'impegno sulla BRI. “Finora, la Cina ha già firmato oltre 200 documenti di cooperazione con 138 paesi e 31 organizzazioni internazionali. La BRI è sinonimo di collaborazione e partnership – ha detto Carrie Lam. Per Hong Kong, data la nostra posizione e i nostri crescenti legami economici con i paesi dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico Asean, le zone di cooperazione economica e commerciale nella regione offriranno ampie opportunità alle imprese di Hong Kong e ai loro partner”.

Anche per il presidente dell'HKTDC, Peter Lam, “la cooperazione internazionale è più importante che mai mentre affrontiamo la sfida di una pandemia globale. Hong Kong è la piattaforma ideale per trasformare i progetti Belt & Road in valide opportunità commerciali, ed è stato qui nel 2016 che è stato concepito il Belt and Road Summit. Crescendo insieme alla Belt and Road Initiative, il vertice è ora il principale evento di affari internazionali per trovare partner, raccogliere fondi e conoscere nuovi sviluppi e opportunità di investimento sulla Belt and Road”.

“ Si aprono interessanti prospettive”, sottolinea Gianluca Mirante, direttore HKTDC di Italia, Cipro, Grecia e Malta: “Il Belt&Road Summit di Hong Kong, quest'anno in versione virtuale, è stato un appuntamento particolarmente efficace nel difficile anno in corso per conoscere gli ultimi sviluppi sull'iniziativa B&R. In particolar modo, sulle prospettive a medio termine e al ruolo importante di HK nella Greater Bay Area e nell'accesso all'Asean”.

Per la prima volta al vertice hanno esposto in forma virtuale 30 aziende locali che rappresentano diversi settori tra cui banche e finanza, infrastrutture, servizi professionali, tecnologia e innovazione.

L'economia post-COVID-19

Paul Chan, financial secretary di Hong Kong, ha ammesso il rallentamento anche della BRI. “La pandemia - ha detto - ha rallentato o arrestato le attività economiche, ponendo sfide alla logistica e al flusso dei clienti. Diverse attività di cooperazione e progetti di sviluppo nell'ambito dell'iniziativa Belt and Road sono stati influenzati in varia misura”.

Ma il panorama è rinvigorito dalle opportunità di investimento nelle rispettive economie, compreso il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), l’ accordo di libero scambio regionale firmato a metà novembre.

Greater Bay Area obiettivo chiave

I mercati derivanti dallo sviluppo della Greater Bay Area del Guangdong-Hong Kong-Macao e della Belt and Road Initiative stanno fornendo preziose opportunità ai settori dell'innovazione e della tecnologia di Hong Kong. La Greater Bay Area offre opportunità da non perdere per il settore della tecnologia digitale. Hong Kong può giocare un ruolo importante anche nella risoluzione delle controversie legali legate alla BRI.

I finanziamenti in arrivo

L’'ufficio per il finanziamento delle infrastrutture dell'Autorità monetaria di Hong Kong (IFFO), il Consiglio per lo sviluppo dei servizi finanziari, l'Associazione delle banche di Hong Kong, l'Autorità assicurativa di Hong Kong e InvestHK hanno affrontato il tema della Global Investment Zone che mette in contatto investitori, proprietari di progetti e consulenti di investimento professionali di 12 paesi e regioni, condividendo le ultime informazioni aziendali ed evidenziando opportunità di investimento.

Anche per questo Hong Kong dimostra di sapersi reinventare. Marco Marazzi, avvocato, a capo del China desk Italia di Baker&McKenzie ne conviene, con una precisazione: “Hong Kong continuerà a restare uno degli snodi importanti per la BRI. E' il posto scelto da molte aziende cinesi in cui costituire le loro holding di investimenti esteri e il mercato finanziario ha una vitalità che non esiste altrove. Certo, con il refocusing della Belt and Road soprattutto su SudEst asiatico non va sottovalutato anche il ruolo crescente di Singapore. E' Singapore, più che Shanghai, a fare vera concorrenza ad Hong Kong”.


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