CENT’ANNI

La Bentley “3 Litre” a Le Mans mise in crisi anche le sportive di Ettore Bugatti

Oggi valgono dai 250 ai 300.000 Euro: un investimento giustificato da carriera agonistica, possibilità d’uso e potenziale di rivalutazione

di Vittorio Falzoni Gallerani

3' di lettura

Le Bentley oggi sono giustamente percepite come le uniche credibili rivali delle Rolls-Royce nel campo delle berline (ed anche, incredibilmente, dei SUV) di estremo lusso; ciò che recentemente è accaduto alla pur prestigiosa Mercedes Benz con l’iniziativa Maybach 57 e 62 del 2002, auto peraltro eccellenti, crediamo abbiano dissuaso tutto il resto del mondo a cimentarsi in questo settore con un apposito Marchio.

Non tutti sanno, però, che la Bentley nacque nel 1919 come Costruttore di auto molto sportive; precedentemente il Fondatore, Walter Owen Bentley, al culmine delle sue sperimentazioni sull’impiego dell’alluminio nei motori a combustione interna, aveva lavorato in campo aeronautico dove ne aveva concepito uno stellare a nove cilindri che ad un certo puntò sostituì con successo il molto più costoso e meno affidabile Clerget-Blin sotto il cofano dell’aeromobile Sopwith Camel, una delle più utilizzate durante il primo conflitto mondiale.

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Finita la guerra Bentley decise di riciclarsi nell’industria automobilistica allestendo uno stabilimento a Cricklewood, nei sobborghi di Londra, nel quale esordì costruendo un modernissimo quattro cilindri da tre litri con quattro valvole per cilindro, camere di scoppio emisferiche, albero a camme in testa ed alimentazione a due carburatori: per certi versi una sorta di motore Porsche 968 ante litteram che però, non potendo disporre di contralberi di bilanciamento, si rivelò rumoroso e forte produttore di vibrazioni.

Tuttavia, essendo all’inizio degli anni venti del secolo scorso, a nessuno venne in mente di lamentarsi una volta saggiate la sua potenza e la sua affidabilità anche perché altre sue caratteristiche, come la lubrificazione a carter secco, evocavano immediatamente la sua destinazione sportiva; W.O. Bentley, inoltre, mai aveva illuso qualcuno sul fatto che l’auto che questo motore avrebbe equipaggiato, la 3 Litre nata nel 1921, sarebbe stata confortevole.

E mai lo saranno, le Bentley, almeno fino al 1930 quando debuttò la 8 Litre: qual capolavoro che provocò il collasso finanziario dell’azienda e la sua acquisizione da parte della Rolls-Royce nel 1931; il fatto, quindi, che la prima Bentley 3 Litre consegnata ad un Cliente il 21 Settembre 1921, numero di telaio 003, fosse una berlina a due porte carrozzata da Easter è da considerarsi un incidente della storia.

Con l’autotelaio sperimentale EXP2, praticamente definitivo, la 3 Litre aveva infatti già cominciato a vincere quattro mesi prima a Brooklands e non smise di farlo fino a quando non venne superata dalle sue eredi da 4,5 litri nel 1927; non prima, tuttavia, di avere bissato in quell’anno il successo assoluto conquistato già nel 1924 nella 24 Ore di Le Mans con l’equipaggio John Duff e Frank Clement: occasione nella quale essa si guadagnò il soprannome di “camion più veloce del mondo” appioppatole da Ettore Bugatti, stizzito per non riuscire a batterla con le sue agili sportive.

In effetti la 3 litri non è mai stata minuta: disponibile con tre varianti di passo, il più corto misurava già 2,75 metri circa, essa disponeva però, nella versione Super Sport con motore ad alto rapporto di compressione, dei cavalli necessari a proiettarla oltre le 100 Miglia orarie; quasi sempre carrozzata da Vanden Plas in allestimento Tourer a quattro posti decapottabile era la preferita dalla clientela più sportiva oltre che l’artefice dei successi cui si è accennato.

Vi furono certamente, come era d’uso a quei tempi, realizzazioni più ’turistiche’ su telai con passo più lungo ma molto raramente vennero allestite su di essi delle berline e comunque mai delle limousine; quindi tutta un’altra storia rispetto ad oggi come si diceva all’inizio.

L’autotelaio 3 Litre della Bentley è stato costruito in circa 1500 esemplari fino al 1929 dei quali i più appetibili dal punto di vista collezionistico sono quelli a passo corto ed in particolare i cosiddetti “Green Label” dal colore dello sfondo dello stemma che sono quelli dalle prestazioni più elevate; ma anche le altre con stemma blu o rosso sono da posizionarsi comunque ai vertici del collezionismo automobilistico.

Oggi possono arrivare a valere dai 250 ai 300.000 euro, come testimoniato dai risultati d’asta dell’ultimo anno: una quotazione che ci pare del tutto ragionevole se paragonata a quella delle corrispettive Alfa Romeo, tanto per fare un esempio tra le vetture con le quali ci si misurerà in qualsiasi evento; eppure in Italia è una scelta di pochissimi.

È vero che è molto difficile imbattersi in una 3 Litre avente contemporaneamente carrozzeria sportiva e storia limpida ma questo, a nostro parere, non dovrebbe scoraggiarne la ricerca da parte di coloro che possono permettersi acquisti di questo livello: ci pare infatti che l’importanza storica (la prima Bentley in assoluto!), la carriera agonistica, le possibilità d’uso ed il potenziale di rivalutazione siano tutti ai massimi livelli.


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