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La bicicletta punta al futuro sulle ali della pedalata assistita

Le ebike stanno conquistando il mercato: riducono la fatica, semplificano la corsa e risolvono il problema dei furti con sistemi integrati. Scendono in pista anche i marchi auto e moto

di Marco Trabucchi

L'alba sulla Val d'Orcia con escursione in e-bike fino all'Amiata

3' di lettura

Le bici elettriche sono il futuro. In primis hanno permesso di superare gli svantaggi strutturali e ideologici della bici tradizionali. Il fare fatica in primis, specie se spostarsi a due ruote comporta la necessità di percorrere salite. E poi i furti, lo spauracchio del ciclista urbano. Legittimi impedimenti risolti dalla bicicletta elettrica, pedelec o ebike che dir si voglia. Permettono di percorrere tanti chilometri in maniera facile e in salita il motore assiste in maniera efficace, grazie a varie opzioni di velocità. Ovviamente possono essere caricate con robusti portapacchi e quindi sono idonee a portare carichi che con una bici normale sarebbero interdetti, nel caso delle cargo bike.

Certo, il fatto che siano di norma costose le rendono bocconi appetibili per i ladri, ma in questo caso, proprio grazie all’innovazione tecnologica, sono spesso i modelli più difficili da rubare.

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Dal motore alla batteria

Sono numerosi i colossi del motociclismo e automotive, che hanno deciso di provarci con le ebike: Mercedes, Bmw, Peugeot, Ducati, Triumph e persino il marchio che forse più di tutti è sinonimo di rumore e benzina, l’iconica Harley-Davidson. La storica marca di Milwaukee progetta e costruisce le ebike marchiate Serial 1 in una struttura dedicata situata nel suo campus utilizzando gli stessi principi e processi che guidano lo sviluppo delle moto elettriche. Da qualche anno il marchio ha portato al debutto una serie di ebike caratterizzate da un design molto particolare e da soluzioni tecniche raffinate. L’ultima è la collaborazione con Google, che ha portato ad una nuova applicazione dedicata alla nuova Serial 1/CTY. L’app permette di personalizzare al massimo l’esperienza di utilizzo, grazie a una serie di funzioni di sicurezza, a un sistema di navigazione basato su Google Maps e ai dati in tempo reale dei propri spostamenti.

La particolarità della piattaforma Serial 1/CTY di nuova generazione è quella di superare la connettività Bluetooth incorporando un dispositivo Internet of Things che consente la connessione non solo tramite la tecnologia Bluetooth, ma anche utilizzando la rete mobile e capace così di gestire la bici elettrica anche da remoto.

Marchi storici

Anche la varesina MV Agusta – sinonimo di sportività a due ruote - ha annunciato di recente il suo ingresso nella mobilità elettrica, creando una divisione di e-mobility interna con trenta dipendenti. Un progetto ambizioso, che intende seguire i parametri di qualità del marchio, i cui primi frutti sono la gamma “AMO” che conta sette allestimenti e che in futuro si allargherà ad altre proposte gravel e mountain.

Tutte le ebike – basate sullo stesso telaio – assemblate in Italia, si caratterizzano per leggerezza, un aspetto minimal e sportivo, una trasmissione a cinghia in carbonio e il motore sul mozzo posteriore in grado di generare fino a 40 Nm di coppia. La batteria Panasonic ha un’autonomia dichiarata di 75 km – sufficiente per gli spostamenti casa-lavoro - e l’integrazione con l’app dedicata permette di tenere sotto controllo tutti i parametri di viaggio.

La “celeste” elettrica

Un marchio storico della bici come Bianchi ha voluto connotare le sue ebike con una componente tecnologica molto spiccata. Un percorso iniziato un paio di anni fa con E-Suv che prosegue con la linea E-Omnia, city, tour e mountain, che intende migliorare l’esperienza dell’utente grazie a soluzioni all’avanguardia, come le luci integrate anche lateralmente, l’Abs sulla ruota anteriore, la trasmissione a cinghia e il collaudato motore Bosch Performance Line CX che alimenta tutti i modelli della gamma.

È sicuramente il fronte “urbano” quello che punta maggiormente a integrare soluzioni tecnologiche che ambiscono a rendere più sicura l’esperienza d’uso. Tra queste c’è la parigina Angell, nata dalla matita del designer francese Ora ïto e dal fondatore di Meetic, Marc Simoncini. Una smart bike di design che a fronte di un peso di soli 16 kg ha una serie di funzioni davvero sorprendenti. L’ecosistema della francese è solido e curato, con il monitor sul manubrio, che è un vero e proprio cockpit digitale touchscreen capace di dare in maniera rapida e intuitiva informazioni vitali, ma anche le previsioni del tempo, la qualità dell’aria e il navigatore che si imposta sull’app dedicata.

Sicurezza integrata

Sul fronte sicurezza la bici dispone delle frecce sulle manopole, le luci di stop posteriore e l’allarme sonoro integrato con speaker ad alta frequenza, che si attiva quando la bici viene spostata o manomessa. In più, la bici è geolocalizzata grazie ad una Sim Gprs+ integrata che invia i dati relativi alla posizione, con l’app che segnala l’avvio dell’allarme. Deterrenza attiva al servizio della sicurezza che in futuro diventerà sempre più cruciale nella scelta di una bici elettrica.

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