REINDUSTRIALIZZAZIONE

La bielorussa Bmz e Pittini in prima fila per il futuro di Bekaert

di Matteo Meneghello

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Crisi aziendali, torna la Cigs per cessazione

Raggiunto al ministero del Lavoro un accordo per un anno di cassa integrazione alla Bekaert, in vista dell’avvio del piano di reindustrializzazione concordato con lo stesso ministero e con la proprietà (che ha manifestato la volontà di cessare l’attività) nei mesi scorsi. A oggi sono state sondate già duecento realtà per trovare una risposta industriale alla crisi dell’azienda in provincia di Firenze. «Sono state individuate molte aziende interessate alla reindustrializzazione - conferma il ministero in una nota -: per una ventina di esse sarà necessario un approfondimento; per quattro invece la trattativa è promettente e già in stato avanzato». Si tratta della bielorussa Bmz e di altri tre player italiani (secondo fonti industriali avrebbero manifestato interesse il gruppo Pittini, il gruppo Adler ed Eusider): Bmz e Pittini sono, sempre secondo le stesse fonti, le piste al momento giudicate più concrete.

Al termine dell’incontro il vicecapo di gabinetto del Mise, Giorgio Sorial, ha espresso soddisfazione per la complessità della trattativa. «Siamo partiti da una situazione particolare, molto difficile, che avrebbe determinato il licenziamento immediato dei lavoratori e nessuna copertura di ammortizzatori».

Loading...

«Abbiamo dato una copertura di reddito con la cassa integrazione per cessazione» evidenzia Ferdinando Uliano segretario nazionale della Fim Cisl. Si tratta di una causale che, ricorda il sindacalista, «è stata reintrodotta nella nostra legislazione dopo la lotta dei lavoratori Bekaert: questo periodo ci deve servire per reindustrializzare area e dare una risposta occupazionale a tutti così come abbiamo previsto nell'accordo dello scorso 5 ottobre». Il presidio dei lavoratori, lo scorso 18 agosto, era stato visitato anche da Sting: il musicista inglese risiede per lunghi periodi all’anno in una casa in zona e non aveva fatto mancare il suo sostegno alla causa dei lavoratori, suonando alcune canzoni per attirare l’attenzione sul problema.

L’incontro, spiega la Fim in una nota, è stata l’occasione per fare una analisi dettagliata delle azioni messe in campo fino a oggi per individuare nuovi soggetti industriali che abbiamo solidità finanziaria, e che siano in possesso di un progetto industriale in grado di avere un significativo impatto occupazionale in tempi brevi.

L’azione di scouting in corso ha coinvolto circa 200 aziende, 30 i contatti sviluppati, 26 contatti attualmente attivi. Il ministero ha illustrato ai rappresentanti dei lavoratori le quattro più rilevanti. L’interessamento più concreto, afferma la Fim in una nota, è quello di Bmz, società bielorussa con oltre 11mila occupati. «Allo stato attuale - spiega la Fim - il ministero per lo sviluppo economico italiano ha aperto un’interlocuzione con il ministero bielorusso per avere una conclusione positiva nei primi mesi del 2019».

Un altro soggetto siderurgico italiano con circa 450 dipendenti avrebbe espresso il proprio interessamento per la produzione di filo tubo e occuperebbe solo un’area dello stabilimento. Un terzo interessamento è riconducibile a un gruppo italiano con oltre 9mila dipendenti (dovrebbe trattarsi del gruppo Adler), che è invece interessato a sviluppare nel sito di Figline Valdarno la produzione di componenti di alluminio nel settore automotive. L’identikit del quarto soggetto, un importante gruppo italiano siderurgico con 1.800 dipendenti, corrisponderebbe infine a quello del gruppo friulano Pittini, intenzionato, secondo le fonti, a verticalizzare il business per produrre il filo di acciaio. Quest’ultimo contatto appare il più concreto tra gli italiani.

«Continua l’azione sul territorio per cogliere le opportunità lavorative anche per la ricollocazione esterna - prosegue la nota della Fim -. Sono stati completati i contatti e colloqui con tutti i lavoratori e sono già partite le attività e le prime opportunità di lavoro attualmente sono pari a 30. Grazie all’accordo sindacale le aziende del territorio che offriranno lavoro potranno ricevere 10mila euro per ogni assunzione, oltre ai vantaggi già previsti da leggi nazionali e regionali.
La nostra azione sindacale si concluderà positivamente quando le soluzioni messe in campo concretamente daranno risposte a tutti i 257 lavoratori attualmente in forza, siamo solo all’inizio». Il sindacato ha inoltre definito con azienda anche un accordo che aggiunge ulteriori tutele prevedendo un anticipo di un’erogazione economica di 3.200 euro, riconoscimento maturazione per premio anzianità e copertura del fondo sanitario.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti