tecnologia

La blockchain «aperta» di Apio tutela le specialità del made in Italy

La startup, attraverso Trusty, ha avuto l'intuizione di interagire tecnologie, standard aperti e interoperabili

di Gianni Rusconi

3' di lettura

Sfruttare la tecnologia come amplificatore di informazioni a tutela dei prodotti “made in Italy”. All'apparenza banale, il principio che muove i fondatori di Apio è in realtà un disegno ambizioso e consapevole di quelle che sono le potenzialità della blockchain. Con Trusty, una piattaforma realizzata in collaborazione con Var Group (uno dei principali system integrator italiani, che di recente ha acquisito il 10% della società), la startup pescarese vuole sfruttare per l'appunto le capacità della catena dei blocchi per mettere in mano alle aziende del comparto agroalimentare uno strumento avanzato di comunicazione.

Il fine? Rafforzare il legame tra imprese, marchi e consumatori. E in quest'ottica la blockchain diventa il ponte per trasmettere all'utente finale, in modo sicuro e certificato, un ricco bagaglio di contenuti attraverso un semplice gesto, la scansione di un Qr Code apposto sul prodotto

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La storia di questa società, nata nel 2014 e inizialmente focalizzata su progetti di digitalizzazione nel settore dell'energia, si lega oggi a filo doppio con l'evoluzione di un mercato, quello agroalimentare, che coinvolge 1,3 milioni di imprese lungo tutta la filiera (dal raccolto dei campi alla ristorazione) e che anno dopo anno, seppur lentamente, sta abbracciando il digitale per diventare più smart.

Assicurare la tracciabilità dei prodotti, e quindi la qualità di un'intera filiera, grazie a tecnologie come la blockchain è una faccia di questa evoluzione, insieme ai codici a barre e alle app mobili, agli strumenti di data analytics e quelli dell'Internet of Things. Apio, attraverso Trusty, ha avuto l'intuizione di mettere a fattor comune tecnologie, standard aperti e interoperabili (come la piattaforma Ibm Food Trust) e interfacce di interscambio per offrire alle aziende uno strumento democratico e in grado di stimolare l'apertura di un nuovo canale di comunicazione con il consumatore.

Per facilitare tutto questo, l'iscrizione su Trusty è gratuita e a costo zero sono anche tutte le funzioni che permettono di tracciare un prodotto, e quindi la registrazione manuale dei lotti, la pubblicazione delle informazioni di un singolo lotto in un registro blockchain pubblico e la creazione dei Qr-Code da stampare sulle confezioni.

Sono invece a pagamento, e si rivolgono alle aziende con produzioni mensili di un certo volume, una serie di altri servizi che consentono di automatizzare l'inserimento dei dati e l'analisi dei flussi di traffico generato dalle persone che entrano nella piattaforma scansionando il Qr-code, di personalizzare le pagine di visualizzazione e di attivare call to action in modo profilato.

La piattaforma, come confermano al Sole24ore i due co-founder di Apio, Lorenzo Di Berardino e Alessandro Chelli, «opera con un modello di business freemium, tipico di software as a service diffusi su scala internazionale come MailChimp, HubSpot e altri». Trusty ha quindi una natura “ibrida” (in parte gratuita e in parte a pagamento) e ha il valore aggiunto di essere una delle prime piattaforme in campo food in Europa ad abilitare l'uso di diverse tecnologie (Bitcoin, Ethereum, Hyperledger Fabric), sfruttando le peculiarità di ciascuna di esse, per rendere autonomo il grado di certificazione dei dati, rispetto un approccio alla blockchain che Chelli definisce, letteralmente, agnostico.

«Questo valore aggiunto – ribadisce il co-Ceo di Apio - è una conseguenza diretta dell'obiettivo della piattaforma, è cioè fornire un nuovo canale di comunicazione direct to consumer che permetta al produttore di valorizzare le informazioni, come la provenienza, che caratterizzano un prodotto. Trusty non vuole essere solo una piattaforma di tracciabilità, bensì uno strumento per distribuire queste informazioni lungo tutta la filiera».

L'idea di Apio, in tal senso, è sulla carta molto chiara: intercettare una domanda di maggiore trasparenza da parte dei marchi, partendo dall'assunto che per i consumatori di oggi (Millennials e generazione Z in testa) l'importanza dei valori di un brand, come la sostenibilità, supera (spesso) quella di costi e convenienza.

«Chi acquista – osserva infine Chelli – è disposto a pagare un premium price per i brand sostenibili e trasparenti e i produttori devono per questo dare la priorità a fattori come fiducia, trasparenza e tracciabilità».Colli Del Garda Gourmet, storico produttore mantovano di salumi Dop, è solo una delle numerose realtà che ogni giorno, in completa autonomia, utilizzano Trusty. Sulla piattaforma, confermano da Apio, si iscrivono una media di cinque nuove aziende al giorno e fra quelle che stanno portando avanti piani strutturati di innovazione digitale vi sono la veronese Meracinque (allevamento di bovini e produzione di cereali) e la cortinese Azienda Agricola Santer (yogurt).

Per l'inizio del 2021, inoltre, è previsto l'annuncio della collaborazione con un importante pastificio italiano, per un progetto che verte anche sull'integrazione della piattaforma con macchinari intelligenti.

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