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La Borsa crede al risiko delle torri: via al dossier Ei Towers-Rai Way

di Andrea Biondi e Carlo Festa

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3' di lettura

Il settore delle torri di trasmissione da tempo è in cerca di una chiave per raggiungere l’obiettivo di un necessario consolidamento. Piazza Affari ha così accompagnato l’annuncio dell’Opa di Mediaset e F2i su Ei Towers – controllata al 40% di Mediaset – con una decisa pacca sulle spalle delle società potenzialmente coinvolte in un riassetto delle attività italiane sia legate al business televisivo sia legate a quello delle telecomunicazioni.

Titoli in grande spolvero, quindi, dopo la notizia ufficializzata nella tarda serata di lunedì. L’operazione avverrà attraverso la costituzione di una newco – 2iTowers – che lancerà un’offerta anche sul restante 60% di Ei Towers. Mediaset reinvestirà poi nell’operazione. Infatti proprio la società di Cologno Monzese dovrebbe mantenere più o meno la stessa quota (40%) all’interno della società veicolo. Al contrario, F2i dovrebbe avere il controllo di 2iTowers con il restante 60 per cento. L’offerta sarà finalizzata al delisting di Ei Towers.

La società guidata da Guido Barbieri a Piazza Affari ieri ha segnato una crescita del 15,1%, a un prezzo di riferimento vicino ai 57 euro dell’offerta pubblica. A impennare sono state anche le azioni di Rai Way, l’altro player delle torri tv, a loro volta balzate del 20,6%, ai massimi da febbraio. Del resto, sull’asse fra le due towerco si sono concentrati i ragionamenti di investitori e analisti. Anche perché quelli di Ei Towers e Rai Way sono percorsi che nel tempo si sono intrecciati. Risale al 2015 infatti il tentato blitz con l’Opa di Ei Towers sul 100% di Rai Way. Quell’operazione fallì per l’obbligo di legge che prevede che il 51% di Rai Way resti in mano pubblica. Ora con l’ingresso in partita di F2i (operatore infrastruttrale in cui partecipa come azionista la Cdp) – e l’aumento dell’indipendenza di Ei Towers da Mediaset – si potrebbero riaprire i giochi. Mediaset, il cui titolo ieri è salito del 3,48%, è stata esplicita nella sua nota evidenziando come con questa operazione la towerco potrà acquisire «il ruolo di operatore indipendente, uno status che consentirà di partecipare più agevolmente al processo di consolidamento del business delle torri broadcasting e di quelle telefoniche in atto a livello nazionale e internazionale». In serata è arrivato il commento della controllata di Viale Mazzini: «La posizione di Rai Way rispetto al consolidamento del settore non cambia. La società conferma la razionalità industriale di un progetto di aggregazione che, peraltro, non potrebbe prescindere dal coinvolgimento dei propri asset».

Advisor dell’operazione che si è sostanziata nel lancio dell’Opa di Mediaset e F2i su Ei Towers sono stati Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Credit Suisse e Unicredit. L’operazione sarà finalizzata con un prestito di un pool bancario formato da Unicredit, Intesa Sanpaolo e Mediobanca, tutti con ruolo di global coordinator. Advisor legali sono stati Giliberti Triscornia, Legance, Clifford Chance e Pedersoli. Certo, il focus del ragionamento si è spostato anche oltre il fronte delle torri tv andando a planare sul discorso delle torri per le tlc. Su un altro riassetto azionario, quello della spagnola Cellnex, la famiglia Benetton con Edizione sta costruendo una grande piattaforma europea di consolidamento con il piano Connect: ricca della nuova liquidità apportata, cercherà infatti acquisizioni di torri soprattutto in Europa oltre che in Italia. Tra i confini casalinghi potrebbero ad esempio aprirsi opportunità di acquisizione per Cellnex nel caso di una fusione futura tra la stessa Ei Towers e Rai Way, che potrebbe portare alla dismissione del piccolo pacchetto di torri utilizzate per le Tlc in pancia alla stessa Ei Towers (1.000 su 3.300). Non è detto però che della partita non voglia in quel caso essere Inwit, la controllata di Telecom il cui titolo ieri è salito del 2,3%, raggiungendo il nuovo massimo storico di 7,02 euro.

Nel frattempo grandi manovre sono in corso da parte di Edizione. L’obiettivo è aprire il capitale della newco Connect a due fondi sovrani che possano portare risorse, ma anche sinergie. Molto probabilmente, a quanto risulta al Sole 24 Ore, saranno scelti un fondo asiatico e uno del Middle East: quindi i maggiori candidati sarebbero Adia, fondo sovrano di Abu Dhabi, e Gic, fondo sovrano di Singapore, che sarebbero stati preferiti al fondo Mubadala, alla Caisse de dépôt et placement du Québec e al fondo sovrano giapponese Incj.

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