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La Borsa di Vienna chiama a raccolta le Pmi italiane

di Celestina Dominelli


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(age fotostock / AGF)

2' di lettura

Le big, dall’energia alle tlc fino alle banche, sono già sbarcate un po’ di tempo fa. Tanto da rappresentare ormai un tassello consistente (37) delle quasi 700 aziende attualmente quotate sul listino principale. A conferma dei vantaggi assicurati dalla scelta di puntare su una piazza finanziaria oltreconfine. Ora però la Borsa di Vienna, supportata dalla società di consulenza Spring+ che si occupa di M&A e quotazione sull’Aim (il mercato di Borsa Italiana dedicato alle pmi) vuole ampliare il suo gradimento presso le piccole e medie aziende. A cominciare da quelle della penisola che rappresentano la fetta principale del tessuto economico italiano.

Palumbo (Spring+): iter snello per chi si quota su Vienna
Così ha dato mandato a Spring di organizzare oggi, all’università Luiss di Roma, la tappa romana di un road show che, dopo l’Italia, punta sui paesi dell’Europa dell’Est, a cominciare dai Balcani. «La Borsa di Vienna - spiega al Sole24Ore.com Fabio Palumbo, partner di Spring+ - offre diversi vantaggi per chi sceglie di sbarcare su questo listino dove sono presenti sia fondi di debito che aziende quotate che hanno scelto di quotare debito o equity. Con la possibilità di una procedura snella, rigorosa, più semplice e meno costosa di altre piazze finanziarie».

I vantaggi per le Pmi che scelgono il listino austriaco
I vantaggi, però, non finiscono qui. Tra questi, infatti, figura anche il tempo necessario per ottenere il via libera, non più di 7 giorni, presentando un documento informativo (e non un prospetto vero e proprio) che può essere autorizzato da studi legali o revisori. Rispetto alla medie grandi imprese, poi, le Pmi non hanno obblighi di flottante minimo e possono limitarsi a pubblicare solo il bilancio (e non financial report come le big) e non hanno nemmno vincoli legati a report trimestrali o codici di corporate governance.

In rampa di lancio diversi candidati
L’evento di oggi servirà quindi a illustrare alle aziende gli aspetti positivi collegati a una prospettiva di crescita e internazionalizzazione. Con l’obiettivo, come detto, di catturare l’interesse delle Pmi, dalle Fintech alla farmaceutica, dal retail all’immobiliare. «Abbiamo già cinque possibili candidati in rampa di lancio - prosegue Palumbo - ma puntiamo ad arrivare, a regime, a quotare 6-8 società all’anno. In Francia, dove siamo partiti tre anni fa, abbiamo finora quotato 15-16 piccole e medie realtà».

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