ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Settimana ostaggio dei tassi Fed, Milano cede l’1,4%, BTp decennali, balzo rendimenti

Venerdì 9 dicembre chiusura positiva ma non basta. Si aspettano le riunioni della Federal Reserve e della Bce della prossima settimana sui tassi

di Flavia Carletti e Eleonora Micheli

La Borsa, gli indici dell’8 dicembre 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’inizio di dicembre è all’insegna della debolezza per le Borse europee, dopo la corsa registrata a ottobre e novembre. Milano, nell’ultima settimana, ha perso l’1,4% e così il bilancio da inizio anno è negativo per l’11,2 per cento. Francoforte, inoltre, nelle ultime cinque sedute ha lasciato sul parterre l’1,1% (-9,6% da inizio 2022), Parigi l’1% (-6,7%), Madrid l’1,1% (-4,9%) e Londra l’1,1% (+1,2%).

Il Dow Jones a Wall Street chiude in calo dello 0,90% a 33.476,46 punti. L’S&P 500 perde lo 0,74% a 3.934,16 punti mentre il Nasdaq chiude in calo dello 0,70% a 11.004,62 punti.
Wall Street ha risentito anche dell’incertezza per le decisioni che la prossima settimana prenderà la Federal Reserve in tema di tassi di interesse. Invece hanno rialzato la testa le borse di Tokyo (+0,4%), di Shanghai (+1,6%) e soprattutto Hong Kong (+6,6%), festeggiando l’allentamento delle misure anti-Covid in Cina, che fanno sperare in un cambio di passo dell’economia cinese. In Europa il settore oil ha accusato la performance peggiore (-2,9%). A scuotere il comparto è stato lo scivolone del prezzo del greggio, con il Wti che ha accusato una flessione del 9,6% (-4,2% da inizio anno). È invece andato bene il settore assicurativo (+1,1%). A Piazza Affari Hera ha vantato la performance migliore, con un rialzo del 5,6%, anche se da inizio anno le quotazioni della multiutility perdono quasi il 23%. Sono inoltre andate bene le azioni Prysmian (+5,4% e +7,2% da inizio anno), festeggiando anche la notizia dell’ok del Ministero dell`Ambiente per la realizzazione del nuovo elettrodotto di Terna tra Italia e Tunisia, che comporterà un investimento di circa 850 milioni. Moncler (+2,3%) ha beneficiato delle riaperture in Cina (da inizio anno però perde il 22,9%). Sono andate bene le Azimut (+2% e -18,6%) e le Bper (+0,7% e +7,1%). Per contro la peggiore è stata Nexi (-8,7%), che da inizio anno perde quasi il 45 per cento. Sono andate male Stellantis (-6% e -17,8%) e Pirelli (-4,3% e -33%). Tenaris, inoltre, ha perso il 4,2%, anche se da inizio anno guadagna il 67 per cento. In Europa si sono distinte le Prosus (+4,3%), mentre hanno perso il 6,5% le Kering, risentendo ancora dell’incertezza per il futuro di Gucci, dopo l’addio del direttore creativo, Alessandro Michele.

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Venerdì chiusura positiva dopo seduta volatile

Le Borse europee chiudono in rialzo una seduta volatile, caratterizzata da una nuova tornata di dati Usa, aspettando le riunioni di Federal Reserve e Bce della prossima settimana. Gli investitori soppesano gli aggiornamenti sul fronte dell'inflazione, con il dato sui prezzi alla produzione statunitense salito più delle aspettative (+0,4% in novembre su base annuale +7,4%). Il dato fa scemare la speranza che le banche centrali rallentino il ritmo della stretta di politica monetaria. Migliore delle attese e in rialzo, invece, l'indice preliminare sulla fiducia redatto mensilmente dall'Università del Michigan, che è stato pari a 59,1 punti, dopo i 56,8 della lettura finale di novembre. Le attese erano per un dato in ribasso a 56,5. Per quanto riguarda le banche centrali, l'attenzione è già rivolta alla settimana prossima quando la Federal Reserve, mercoledì, e la Bce, giovedì, annunceranno le decisioni sui tassi e daranno indicazioni sulle prospettive dell'economia nel 2023. Il Ftse Mib è salito dello 0,29%, il Cac40 di Parigi dello 0,46% e il Dax40 di Francoforte dello 0,74 per cento. Ha recuperato terreno Wall Street, dopo un avvio debole. Gli indici asiatici hanno chiuso invece la sesta settimana consecutiva in rialzo, la serie più lunga da due anni, mentre in Cina l'inflazione ha rallentato il passo in novembre.

Ad ogni modo, l’incertezza e la volatilità di queste ultime sedute è dovuta alla presenza di più forze contrastanti che finiscono per condizionare gli investitori. «Questa settimana evidenzia come gli operatori debbano in qualche modo soppesare i benefici di una graduale riapertura cinese con i timori di un’imminente contrazione economica nell’anno a venire», sottolinea Joshua Mahony, senior market analyst di Ig, individuando un ulteriore fattore di rischio (almeno per l’Europa) anche nelle quotazioni del gas naturale, la cui impennata in caso di inverno rigido «potrebbe mettere nuovamente alla prova le forze rialziste sui mercati se dovessero riemergere i timori di inflazione».

Il nodo delle banche centrali, rischi per economia

Sul tema Banche centrali, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha aperto la conferenza dell’European Systemic Risk Board (Esrb) avvertendo che la situazione è «instabile» a causa degli shock concomitanti legati a guerra in Ucraina, pandemia e crisi energetica e questo «pone rischi notevoli alla stabilità finanziaria in Europa», rischi che sono «accresciuti da prospettive economiche che si indeboliscono». Non ci sono state però particolari indicazioni legate alla politica monetaria, se non il fatto che «si sta adeguando - ha ricordato Lagarde - per assicurare che l’inflazione elevata non si consolidi e che torni al 2% nel medio termine».

A Milano occhi su Unicredit, in calo Stellantis

A Piazza Affari l’attenzione si è concentrata su Unicredit (-0,16%), al centro di una girandola di notizie e voci. L’istituto ha confermato che il requisito patrimoniale Pillar 2 richiesto dalla Bce potrebbe aumentare, ma al tempo stesso ha sottolineato che ciò non impatterà sulle politiche distributive per il 2022 e per il futuro. Hanno chiuso in fondo al Ftse Mib Stellantis (-2,5%) e Leonardo (-1,6%). I titoli del gruppo della difesa e aerospazio sono stati colpiti dalle prese di beneficio, dopo l’annuncio che la società parteciperà al progetto Global combat air programme (Gcap), lanciato da Italia, Regno Unito e Giappone, per lo sviluppo del nuovo supercaccia invisibile di nuova generazione Tempest. Hanno chiuso le contrattazioni in rialzo Interpump (+2,96%), Buzzi Unicem (+2,38%) e Prysmian (+2,2%), grazie all’avvio, da parte del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, del procedimento autorizzativo per la nuova interconnessione elettrica di Terna (+0,85%) tra l’Italia e la Tunisia, il ponte energetico sottomarino da 600 MW in corrente continua che collegherà Europa e Africa. In evidenz anche St (+1,29%) e Moncler (+1,8%).

Il cambio euro / dollaro
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Euro resta su soglia 1,05 dollari, sale il petrolio

Sul mercato valutario, l’euro passa di mano a 1,0537 dollari (1,0548 ieri in chiusura) e a 143,72 yen (144,07), mentre il dollaro/yen è a 136,38 (136,58). È in rialzo il prezzo del petrolio: il contratto sul Wti consegna Gennaio scambia a 72,6 dollari al barile (+1,6%). È stabile il valore del gas: si attesta a 139,39 euro al megawattora (+0,3%).

Spread a 188 punti, in chiusura rendimento sale al 3,8%

Chiusura in leggero rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp benchmark decennale italiano (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco è indicato a 188 punti, in aumento rispetto ai 187 punti segnati al closing di ieri. Sale molto il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato la seduta al 3,80% dal 3,69% del riferimento della vigilia.

Bot: assegnati annuali per 6 mld, rendimento scende

Rendimento in lieve calo per i BoT annuali assegnati oggi dal Tesoro. Nel collocamento odierno il Tesoro ha emesso 6 miliardi di Buoni a 12 mesi con scadenza 14/12/2023 spuntando un rendimento pari al 2,669%, in flessione di 2 centesimi rispetto all'asta del mese precedente. Buona la domanda che si è attestata a 8,546 miliardi di euro, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,42. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 14 dicembre.

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