CARIGE VERSO L’AUMENTO

La bozza del cda: assemblea il 21 dicembre e doppio impegno per i soci

di Andrea Fontana

(Ansa)

2' di lettura

Domani il voto in consiglio e la raccolta degli impegni alla sottoscrizione, il 21 dicembre l'assemblea straordinaria, entro il 30 aprile l'avvio dell'aumento. È una raffica di scadenze quella contenuta in un documento riservato che Radiocor è riuscita a visionare, e che con ogni probabilità sarà discussa domani nel cda presieduto da Pietro Modiano.

Com’era già accaduto un anno fa, con la manovra bipartita (scambio di bond più aumento), anche in questo caso “l'operazione prevede due elementi separati, ma collegati”, si legge nella “bozza riservata e confidenziale”. Punto primo, da espletarsi entro la fine del 2018, l'emissione di obbligazioni subordinate. Destinate a essere rimborsate in tutto o in parte con azioni derivanti dall'aumento di capitale, nel caso in cui ci fosse una parte inoptata. Come noto, il Fondo interbancario di tutela dei depositi dovrebbe aderire all'emissione per circa 200 milioni; il documento prevede che già domani in cda vengano raccolti gli impegni a sottoscrivere il bond da parte dei soci, necessari per arrivare a coprire i 400 milioni complessivi che servono a riportare in sicurezza il capitale della banca. Un passaggio preliminare e determinante, ma non scontato: a stasera, infatti, non risultano ancora arrivati impegni scritti, neanche dalla famiglia Malacalza che nei giorni scorsi avrebbe dato la propria disponibilità per 50 milioni.

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Solo con l'emissione andata a bon fine si potrà procedere con l'aumento. In questo caso, la bozza prevede che l'assemblea dei soci si tenga entro il 21 dicembre, e proprio quella potrebbe essere la data di convocazione. L'aumento sarà in opzione ai soci, e il documento esplicita “l'obbligo dei titolari di obbligazioni, che siano anche azionisti, di sottoscrivere pro quota l'aumento di capitale”: dunque per loro l'impegno sarà doppio, e la sottoscrizione del bond non li esenterà dalla partecipazione all'aumento. Per quanto riguarda il Fitd, invece, tra le clausole è compresa quella che esclude la possibilità per il fondo di assumere una quota di controllo della banca al termine del percorso. Che è lungo, articolato e integralmente soggetto alle pluricitate “condizioni di mercato”. Tutt'altro che una passeggiata.

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