stabili organizzazioni

La «branch exemption» arriva in dichiarazione

di Andrea Marchegian e Luisa Miletta

(alexandro900 - Fotolia)

3' di lettura

Mentre si avvicina la scadenza per l’invio del modello Redditi 2017, le stabili organizzazioni estere delle imprese nazionali fanno i conti con un quadro normativo ancora incompleto. In attesa di auspicabili futuri chiarimenti da parte dell’ufficio, gli operatori cercano di interpetare le indicazioni dell’articolo 168-ter del Tuir sul regime di branch exemption (Bex) alla luce del provvedimento del 28 agosto scorso del direttore dell’agenzia delle Entrate (prot. n. 2017/165138).

Che cos’è la Bex

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La Bex è un’opzione che esenta utili e perdite delle stabili organizzazioni estere di imprese italiane dalla tassazione domestica, facendo scontare le imposte solo nel Paese di localizzazione.

Perché il meccanismo operi è però necessario che la filiale estera non sia situata in Stati o territori a fiscalità privilegiata secondo le regole contenute nell’articolo 168-ter, comma 3, del Tuir (Dpr 917/1986). Questa norma - al netto del refuso che rimanda alle “vecchie” black list soppresse dalla legge di Stabilità 2016 (articolo 1, comma 142, legge 208/2015) - sottopone l’applicabilità dell’opzione al test del livello di tassazione nominale (tax rate nominale inferiore al 50% di quello italiano), oppure alla presenza di alcune esimenti (si veda l’articolo pubblicato in basso).

Una volta superati i test - sostanzialmente volti ad assicurare che non si intenda perseguire un indebito risparmio di imposta - si ha quindi via libera per la Bex e occorre comunicare la scelta in dichiarazione.

Nel modello, peraltro, si deve dare separata indicazione del reddito della stabile organizzazione rispetto a quello della casa madre.

Come si esercita l’opzione

Per esercitare l’opzione per la Bex in presenza di black branch è sufficiente compilare il quadro FC del modello Redditi per le società di capitali, segnalando nella casella denominata «Articolo 168-ter, comma 4» se per le stabili organizzazioni all’estero ricorrono le esimenti. In questo caso, dovrebbe essere possibile utilizzare, in alternativa, il quadro RF: nel primo modulo vanno indicati i dati della casa madre senza riportare le variazioni in aumento e in diminuzione dei risultati reddituali delle filiali; per rispettare la separazione tra i dati della casa madre e i dati della branch devono essere utilizzati i moduli successivi al primo, nei quali, per ogni stabile organizzazione, deve essere indicato il reddito, determinato secondo i criteri indicati dall’articolo 152 del Tuir, e deve essere compilato il rigo RF130, dedicato alla raccolta delle informazioni similmente fornite nel quadro FC.

Invece, se si tratta di white branch, vale a dire di stabile organizzazione localizzata in uno Stato con fiscalità non privilegiata, dalle istruzioni non sembra possibile utilizzare il quadro FC ma solo il quadro RF.

Branch multiple all’estero

Potrebbe accadere che l’impresa abbia nello Stato estero più stabili organizzazioni. In questo caso, le branch non vengono ricondotte a un’unica entità ma devono essere considerate separatamente se, in assenza delle esimenti, a esse va applicata la disciplina delle Cfc.

Viceversa, la dimostrazione delle esimenti o la non integrazione delle condizioni previste dall’articolo 167 del Tuir fanno configurare i diversi siti produttivi come un’unica stabile organizzazione.

A precisare questo aspetto (non riportato nella sua versione in bozza) è il punto 8.2 del provvedimento del 28 agosto. Il punto ha dirette conseguenze in dichiarazione in termini, ad esempio, di opzioni esercitabili e modalità di indicazione del reddito imponibile.

Ad esempio, se un’impresa ha quattro stabili organizzazioni di cui soltanto due white branch, si può esercitare un’unica opzione che varrà per entrambe le white branch e i risultati imponibili conseguiti potranno essere cumulati quando in dichiarazione si dovrà riportare il reddito della filiale separatamente da quello della casa madre.

Dopo l’interpello

Il provvedimento del 28 agosto scorso chiarisce, inoltre, che l’obbligo di segnalazione in dichiarazione non sussiste se la casa madre ha ottenuto parere favorevole all’interpello probatorio delle esimenti. La presenza o meno dell’istanza influenza molto la compilazione del modello Redditi, poiché andrà di volta in volta segnalata, con essa, anche la sussistenza delle condizioni per la disapplicazione della disciplina Cfc, soprattutto in caso di risposta non favorevole.

L’amministrazione finanziaria fa riferimento all’istituto dell’interpello anche per le società che vogliano chiedere un parere sull’esistenza di una stabile organizzazione (si tratta di un interpello qualificatorio). È possibile presentare un interpello (antiabuso) anche se vengono costituite nuove branch dopo la cessazione dell’efficacia dell’opzione o per valutare operazioni che potrebbero anticipare il conseguimento di perdite o posticipare la realizzazione di utili.

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