sanità

La bufala del cartone al posto del gesso all’ospedale di Reggio Calabria

di Donata Marrazzo

Fake news: la bufala del cartone al posto del gesso all'ospedale di Reggio Calabria

3' di lettura

«Nel reparto di ortopedia dell'ospedale di Reggio Calabria il cartone non è uno strumento di cura né di medicamento». Il primario Angelo Ianni sgonfia in un attimo la bufala che da ieri impazza sul web: «Nell'ospedale calabrese i pazienti sono medicati con pezzi di cartone» titola la stampa locale e nazionale. Un post dietro l'altro e in bella vista la foto di un arto (che poi diventano due) immobilizzato con stecche di cartone. La notizia diventa virale sui social suscitando clamore, scandalo e indignazione.

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Una delle foto choc pubblicate dal "Corriere della Calabria" a corredo dell'inchiesta condotta dal giornalista Pietro Bellantoni mostra una fasciatura ortopedica realizzata con un cartone al posto del gesso al pronto soccorso dell'ospedale di Reggio Calabria, 31 luglio 2018 ANSA/ PER GENTILE CONCESSIONE DEL CORRIERE DELLA CABRIA

Il bersaglio facile della sanità calabrese
La sanità calabrese è un bersaglio facile: un lungo commissariamento, soglia minima dei livelli essenziali di assistenza, servizi territoriali indeboliti, 88 milioni di debiti e una migrazione sanitaria che pesa sulle casse regionali per oltre 300 milioni di euro. Intervengono i sindacati e la questione si fa macroscopica: «La situazione creatasi al pronto soccorso di Reggio Calabria è l'infelice evidenza di un male già più volte denunciato: l'accumularsi di scarsa programmazione, cattiva organizzazione e carenze di dotazioni adeguate, frutto di tagli costanti ai finanziamenti del servizio sanitario nazionale», dichiara in prima battuta Guido Quici, il presidente del sindacato dei medici, veterinari e odontoiatri Cimo (Coordinamento italiano medici ospedalieri).

Una delle foto choc pubblicate dal "Corriere della Calabria" a corredo dell'inchiesta condotta dal giornalista Pietro Bellantoni mostra una fasciatura ortopedica realizzata con un cartone al posto del gesso al pronto soccorso dell'ospedale di Reggio Calabria, 31 luglio 2018 ANSA/ PER GENTILE CONCESSIONE DEL CORRIERE DELLA CABRIA

Medicazione sul posto
Nessuno va a fondo alla questione, però. Nessuno dice che il paziente era stato immobilizzato con il cartone sul luogo dell'incidente. Una pratica che, in caso di sospetta frattura, viene spesso utilizzata. Nella nota congiunta del segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato, e della segretaria generale della Fp Calabria, Alessandra Baldari, si legge: «Quanto denunciato in queste ore se non fosse documentato da immagini sarebbe incredibile in un ospedale hub che deve garantire l'emergenza in reparti h 24 e dà la misura di quanto possa precipitare in basso una struttura che contemporaneamente ha punte elevatissime di eccellenza, proprio per carenza di personale».

La ministra attende le indagini dei Nas
Interviene anche la ministra Giulia Grillo: «Quello che è accaduto è di una gravità estrema. Nessuno intende sottovalutare le oggettive difficoltà in cui gli operatori svolgono la loro attività, ma quanto accaduto, se confermato, è frutto di evidenti ed ingiustificabili carenze organizzative. I carabinieri del Nas, che ringrazio per il prezioso lavoro, sono già stati sul posto e i miei uffici hanno formalmente preso contatti con il Commissario Scura e con il direttore generale».

«Abbiamo gesso e garze a volontà»
Con il passare delle ore il caso si smonta e si riduce la portata della notizia: il direttore generale del Grande ospedale metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” Frank Benedetto, spiega che l'unità operativa complessa di Ortopedia è operativa 24 ore su 24, con 30 posti letto di ricovero e 2 unità reperibili per le urgenze nelle ore notturne. Che hanno gesso e garza a volontà, anche se «le risorse umane utilizzate debbono far fronte a tutte le necessità ortopediche afferenti alla provincia di Reggio Calabria».

La relazione della direzione sanitaria
La direzione sanitaria quindi puntualizza, con una relazione al presidente della Regione Mario Oliverio, lì per lì sconvolto da quanto appreso dalla stampa, che «al Pronto Soccorso risulta formale accesso di un unico paziente di sesso maschile, C.A., giunto al triage alle ore 9:32 del 28 luglio, già immobilizzato sul luogo dell'incidente con “cartone”, come dichiarato dallo stesso paziente al direttore della Uoc Ortopedia alla presenza dei suoi collaboratori. Codificato con codice giallo, il paziente veniva visitato alle 9,35, sottoposto a visita di pronto soccorso, Ecg ed esami radiografici. Si precisa che l'immobilizzazione provvisoria con cartone con cui era giunto il paziente non è stata rimossa per non provocare ulteriori dolori e poter effettuare le radiografie senza interferenze». È stato fatto successivamente, dopo il ricovero in reparto, con l'applicazione di valva gessata di contenimento. E successiva trazione transcheletrica.

L’altro caso
C'è anche il caso di un'altra paziente, O.G, che si è rivolta al pronto soccorso lunedì dopo le 7, a seguito di un incidente. Soccorsa dal 118, le è stato applicato un tutore con anima di metallo (non radiotrasparente) e poi «inviata in radiologia con immobilizzazione provvisoria di cartone e radiotrasparente». Dopo le radiografie e la consulenza ortopedica, i medici le hanno applicato il gesso.

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