ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDopo l’emergenza

La Calabria continua a smaltire nelle discariche e con i viaggi in Svezia

di Donata Marrazzo

In discarica. Metà dei rifiuti prodotti

2' di lettura

Sedici anni di commissariamento e oltre due miliardi di euro non hanno affrancato la Calabria dal drammatico problema della gestione dei rifiuti, dove si continua a smaltire in discarica 196.169 tonnellate di immondizia delle 700mila prodotte in un anno. «Non solo, ogni giorno vengono spedite in Svezia 300 tonnellate di rifiuti per lo smaltimento, al costo esorbitante di 380 euro a tonnellata», sottolinea il presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto, evidenziando come l'emergenza nel 2020 si sia cronicizzata «per il collasso delle discariche pubbliche e private presenti sul territorio. E per questo è stato necessario individuare siti fuori regione». L’unica alternativa possibile, secondo la Regione, è il potenziamento dell’infrastruttura pubblica strategica di Gioia Tauro.

Secondo i dati elaborati per il 2020 dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, in Calabria sono stati prodotti circa 381 Kg di rifiuti per abitante (con una flessione del 6,7% rispetto al 2019): solo la metà è stata differenziata, ma senza raggiungere la soglia minima del 65% fissata dall' Europa. Cosenza e Catanzaro si approssimano al target, Crotone e Reggio Calabria si posizionano invece in coda.

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Il piano regionale per la gestione dei rifiuti, appena aggiornato, punta sull'incremento della raccolta differenziata, il potenziamento degli impianti di trattamento tecnologici esistenti sul territorio e l’ammodernamento del termovalorizzatore di Gioia Tauro, «per rilanciare la regione verso obiettivi più ambiziosi – dicono in Regione - ridefinendo la rete degli ecodistretti, in un'ottica di circolarità e di sostenibilità, realizzando impianti di valorizzazione e recupero dei rifiuti, incentivando l'adozione di sistemi di tariffazione del servizio secondo il principio “paghi per quanto produci”, incoraggiando il compostaggio domestico e quello di prossimità da impiegare anche in agricoltura». In sostituzione degli Ato provinciali (ambiti territoriali ottimali), con la gestione consorziata dei comuni, sarà operativa una «multiutility» che gestirà sia il ciclo dei rifiuti sia quello dell'acqua, altra emergenza locale. «Un'unica autorità - conclude il presidente Occhiuto – improntata ai criteri dell'efficienza e dell'economicità».

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