aiuti alle imprese

La Camera di commercio delle Marche batte le banche ed eroga credito diretto alle Pmi

Sei milioni di finanziamenti immediati alle imprese per accelerare le riaperture dopo il lockdown, senza bandi e burocrazia

di Ilaria Vesentini

(7146)

2' di lettura

Quasi 6 milioni di credito diretto senza alcuna intermediazione bancaria in piena emergenza Covid-19: la Camera di commercio delle Marche è stata la prima in Italia a rispondere alla richiesta di liquidità immediata da parte delle imprese, per superare la barriera delle istruttorie in mano alle banche con una dilatazione dei tempi insostenibile per le Pmi pronte a ripartire dopo il lockdown.

Uno sforzo senza precedenti e un ruolo del tutto inedito per un ente camerale, tanto da aver dovuto affrontare anche un riordino del bilancio, «perché si tratta di un prestito diretto al sistema delle imprese e questi soldi torneranno indietro nel giro di otto anni», sottolinea Gino Sabatini, presidente della prima Camera di commercio in Italia a perimetro regionale, nata a fine 2018 dall'aggregazione dei precedenti cinque enti provinciali delle Marche, oggi quinta in Italia per imprese registrate (oltre 200mila imprese) e in testa per vastità territoriale.

Loading...

«Abbiamo liberato risorse impensabili se, invece che un ente a perimetro regionale, ci fossero state le cinque camere provinciali», fa notare il presidente. Il progetto ha attirato anche l’attenzione di Bankitalia, per i caratteri innovativi della disposizione regionale, che prevede tra le altre cose la possibilità di costituire un'Ati tra confidi vigilati e non.

Nelle settimane di lockdown, un po' tutti gli enti camerali hanno programmato i propri fondi in bilancio per supportare il credito attraverso bandi specifici, ma questo nella normalità dei casi di traduce in alcuni mesi di tempo tra scrittura e istruttoria del bando, verifiche e controlli sulle domande fino all’effettiva erogazione del denaro sul conto dell'impresa. Così come tutti gli altri strumenti istituzionali veicolati dalle banche per sostenere la liquidità.

La Camera marchigiana ha già destinato 4 milioni al credito diretto, «denaro fresco, che i confidi hanno trasferito subito alle aziende, grazie a un accesso facile alle domande e alla velocità nelle risposte, che non ha paragoni rispetto al percorso previsto dagli istituti di credito», osserva Sabatini. Dalla metà del mese scorso, il solo confidi Uni.co. (il primo in regione) ha ricevuto in poche ore oltre 600 richieste per prestiti fino a 40mila euro, che sono state evase nel giro di una settimana. Una boccata d'ossigeno vitale soprattutto per le piccole imprese, che hanno avuto risorse per far fronte alle urgenze già prima dell'inizio della fase 2, con un preammortamento di 24 mesi, rimborsabile in 6 anni e un tasso di interesse dell’1%.

La buona pratica delle Marche si regge su una fortunata triangolazione tra Camera di commercio, Confidi e Regione Marche, e ripesca il fondo per il credito, istituito nel 2008 al tempo della crisi dell’“Antonio Merloni”, ancora prima della grande recessione globale, e da allora non completamente utilizzato.

Fino al 10 aprile scorso, quando la legge regionale 13/20 ha attinto anche a quei fondi residui, generando un plafond complessivo di 8 milioni, che si pensa ora anche di rifinanziare. Alle risorse della Regione si sono aggiunti ulteriori 8 milioni messi a disposizione da Uni.co e Confidi Coop, che possono fare credito diretto, e da altri consorzi extra regionali. Si stima che lo strumento possa generare liquidità per almeno 50 milioni.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti