MERCATI IN ALLARME

La Camera Usa: più sanzioni alla Cina per gli abusi sugli Uiguri

L’inasprimento del testo già approvato al Senato fa infuriare Pechino e aumenta le preoccupazioni degli investitori, che paventano le sempre minori possibilità che Washington e Pechino raggiungano un accordo sulla «fase uno» di distensione sul fronte commerciale

di Stefano Carrer


Sui dazi preoccupano le azioni unilaterali di Trump

2' di lettura

L’approvazione da parte della Camera Usa di una normativa finalizzata a imporre sanzioni su alti funzionari cinesi per violazioni dei diritti umani nei confronti degli Uiguri si somma alle ultime dichiarazioni di Donald Trump nel rafforzare i timori degli investitori sull’allontanamento delal prospettiva di un accordo commerciale tra Pechino e Washington

Maggioranza schiacciante
La Camera, con una maggioranza schiacciante di 407 voti contro uno, ha reso più aspra la legislazione passata al Senato a settembre e chiede tra l’altro a Trump di sanzionare per la prima volta un membro del potente politburo cinese. Pechino ha subito reagito chiedendo lo stop alla legislazione e preannunciando reazioni se entrerà in vigore (il Senato dovrà rivotare sul tema, per uniformare il testo normativo).

La settimana scorsa Trump ha firmato una legge a sostegno del movimento democratico a Hong Kong, che ha suscitato analoghe apre reazioni da parte di Pechino. Ieri, inoltre, il presidente ha ventilato l’ipotesi che il raggiungimento della cosiddetta «fase uno» dell’intesa commerciale con la Cina potrebbe verificarsi anche dopo le elezioni presidenziali, il che ha scosso i mercati finanziari internazionali che sperando in un accordo considerato molto importante per sostenere una economia globale in rallentamento. Ulteriori dazi americani su prodotti cinesi dovrebbero scattare entro meno di due settimane e per ora non sono previsti nuovi colloqui ad alto livello tra i negoziatori.

Pressioni sulle Borse
Oggi in Asia sono preseguite le tensioni sui mercati. L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso di oltre l’1% a quota 23.135,23: secondo alcuni analisti, la linea dura del Congresso sulla questione del trattamento della minoranza musulmana nello Xinjiang avrà un impatto ancora maggiore della mormativa su Hong Kong nell’aumentare il risentimento cinese e rendere più difficile ogni schiarita sul fronte commerciale.

I media cinese hanno reso noto ieri che il governo potrebbe stilare una lista di «entità inaffidabili», come prodromo di sanzioni verso imprese statunitensi. Già alcune Ong americane sono state oggetto di un giro di vite, così come sono state sospese le visite di navi militari americane a Hong Kong.

Le norme approvate dalla Camera prevedono che la Casa Bianca presenti al Congresso entro 120 giorni una lista di alti funzionari cinesi responsabili di abusi sul fronte dei diritti umani contro gli Uiguri, nello Xinjiang o altrove. Una lista che includerebbe il segretario del partito nella regione della Cina occidentale, Chen Quanguo, e i responsabili delle detenzioni di massa che, secondo alcune fonti, coinvolgerebbero circa un milione di persone in campi di rieducazione. Sono previste restrizioni all’export di materiali e attrezzature utilizzabili per sorveglianza di massa e repressione. Il Dipartimento di Stato, inoltre, dovrà inoltrare un rapporto dettagliato sulle violazioni dei diritti umani nella regione.

I molti promotori della legge stanno cercando di accelerare le procedure al Senato affinchè la legislazione possa essere approvata in via definitiva in meno di tre settimane, ossia prima della pausa di fine anno.

Per approfondire:
Cosa rischiano i mercati con le prossime mosse di Trump sul commercio globale

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