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La Camera vota l’impeachment, Trump: «È una caccia alle streghe»

Il voto della Camera (in serata a Washington) è l’ultimo passo per l’apertura del processo a carico del presidente «per abuso di potere e ostruzione al Congresso» per l’Ucrainagate. Ma dopo il dibattimento al Senato per arrivare alla condanna non basteranno i voti dei Democratici

di Luca Veronese


Il 18 Camera Usa vota l'impeachment. E' gia' scontro in Senato

3' di lettura

La Camera degli Stati Uniti è pronta a votare l’impeachement contro Donald Trump. E il presidente ha già fatto capire che si difenderà con ogni mezzo: «I Democratici stanno dichiarando guerra alla democrazia americana», ha scritto in una durissima lettera indirizzata alla speaker della Camera Nancy Pelosi. La quale ha risposto definendo «ridicole e nauseanti» le parole del presidente.

Il voto della Camera è l’ultimo passo formale per l’apertura del processo a carico del presidente americano «per abuso di potere e ostruzione al Congresso» per l’Ucrainagate: il leader repubblicano avrebbe fatto pressioni su Kiev per fare indagare il suo rivale nella corsa alla Casa Bianca Joe Biden, come hanno dichiarato in blocco i testimoni - diplomatici e collaboratori stretti dell’Amministrazione - e come sembrano confermare anche i documenti emersi durante l’indagine parlamentare. Tanto che - si legge nel rapporto di 658 pagine diffuso dalla commissione Giustizia della Camera - le accuse includono implicitamente anche quella di corruzione.

La maggioranza dei Democratici voterà l’Impeachment
Non ci sono dubbi che la Camera, in maggioranza democratica, darà seguito alle accuse aprendo l’impeachement. Alla Camera, dove è sufficiente la maggioranza semplice, i Democratici possono fare affidamento su almeno 218 voti a favore dell’impeachment sui 435 seggi complessivi. Mentre - secondo il New York Times - sarebbero 169 i deputati, tutti repubblicani, sicuramente contrari. Sarebbero invece due gli indecisi dichiarati: fra i democratici, Tulsi Gabbard, in corsa alle primarie per la Casa Bianca; e tra i repubblicani Francis Rooney. Ancora non chiara invece la posizione di oltre 40 parlamentari, democratici e repubblicani.

Al Senato invece, dove serve una maggioranza qualificata dei due terzi, e sono quindi necessari i voti dei Repubblicani, il procedimento a carico di Trump finirà in una assoluzione. Salvo colpi di scena e ribaltoni oggi davvero impensabili tra le fila dei conservatori.

Il voto nella tarda serata di Washington
Alla Camera i Democratici hanno previsto sei ore di dibattito prima del voto sull’impeachment: ognuno dei due capi d’accusa - abuso d’ufficio e ostruzione al Congresso - sarà votato separatamente. E il via definitivo al procedimento contro Trump dovrebbe essere deciso nella sera a Washington, quando in Italia sarà notte fonda.

Nelle città del Paese, migliaia di americani sono già scesi in piazza per sostenere l’impeachment contro Trump. «Il regime Trump/Pence deve essere smantellato», e ancora, «È tempo di mettere in stato di accusa Trump e di rimuoverlo», si legge nei cartelloni agitati a New York dai manifestanti organizzati in corteo per sostenere i democratici, nonostante il freddo e la pioggia.

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La propaganda di Trump
«Gli accusati nel processo alle streghe di Salem hanno avuto un processo più giusto», scrive Trump alla leader democratica Nancy Pelosi, riferendosi alla caccia alle streghe di fine 1600 avvenuta nel Massachusetts. E la propaganda difensiva del presidente continua per esprimere «la più forte e potente protesta contro la faziosa crociata dell’impeachment che rappresenta un abuso senza precedenti e incostituzionale da parte dei deputati democratici, senza pari in quasi due secoli e mezzo di storia legislativa americana». Trump definisce l’accusa di abuso di potere una «invenzione completamente falsa e infondata della vostra immaginazione» e la seconda di ostruzione al Congresso «assurda e pericolosa». E arriva ad accusare i Democratici di «colpo di Stato illegale e di parte».

La risposta dei Democratici
«È una lettera ridicola e nauseante», ha risposto Nancy Pelosi liquidando la vicenda. Nei giorni scorsi la speaker democratica della Camera aveva ribadito la volontà ferma di difendere i principi democratici degli Stati Uniti: «Noi siamo i custodi della Costituzione americana - aveva detto ai parlamentari americani - e se non facciamo qualcosa contro Trump, avremo mancato ai nostri doveri».
Trump è certo di essere assolto, come Andrew Johnson nel 1868 e come Bill Clinton nel 1998 (mentre Richard Nixon si dimise nel 1974 prima del voto della Camera). E ha tutta l’intenzione di utilizzare il procedimento di impeachment per contrattaccare e guadagnare consensi nella campagna verso le elezioni presidenziali di fine 2020.

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