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La camicia 4.0 su misura? Si produce nelle Marche (e si vende da Londra)

di Natascia Ronchetti - Ancona


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La camicia 4.0 su misura

2' di lettura

Hanno quasi definitivamente archiviato la standardizzazione delle taglie. Poi hanno puntato sulle tecnologie digitali. Le più evolute. È nata così la camicia 4.0, su misura, personalizzabile, con una vastissima gamma di scelta che spazia da tremila tessuti – tutti prodotti da aziende italiane, tra cui Albini, Canclini, DJ Anderson – a tremila miliardi di combinazioni possibili, tra colori, fatture, modello. Oggi Apposta.com, l'azienda nata ad Ancona e poi traslocata a Londra, pur mantenendo la produzione in Italia, può vantare numeri di tutto rispetto e molti riconoscimenti. Dal 2015 ha venduto nel mondo, in ottanta Paesi, 30mila camicie. E ha appena vinto il Netcomm E-Commerce Award 2019, nella categoria fashion, distinguendosi come una eccellenza nel panorama del commercio elettronico. «Tutto nato dall'idea che operando online potevamo dialogare con i clienti: ed è stato partendo da questa intuizione che abbiamo costruito il nostro progetto», dice Gianluca Mei.

Mei è un ingegnere informatico, uno dei due fondatori dell'azienda; l'altro – una laurea in Economia – è Gianmarco Taccoliti. Il primo ha messo a disposizione la sua esperienza di esperto di strategie digitali e web marketing. Il secondo ha portato la sua storia: appartiene alla quarta generazione di una famiglia di camiciai marchigiani. «Quando ci siamo incontrati – ricorda Mei – ci siamo chiesti come era possibile vendere un prodotto di abbigliamento cavalcando l'evoluzione delle tecnologie digitali. Adesso abbiamo un obiettivo: diventare un brand di riferimento in Europa».

Proprio l'Europa è diventato nell'arco di breve tempo uno sbocco fondamentale per Apposta.com. La domanda, in crescita, arriva soprattutto da Germania, Francia, Italia, Regno Unito. Anche se Mei e Taccoliti sono riusciti a spingersi fino alla lontana Nuova Zelanda e all'Australia. All'inizio l'azienda si chiamava Neronote. Nome poco spendibile oltreconfine, dove risultava impronunciabile e difficile da ricordare. Da qui la decisione di costruire una nuova identità di brand, capace di competere sul mercato globale, e di trasferire la sede operativa a Londra, «perché è la culla del digitale europeo, la città dove si concentrano le migliori competenze e professionalità», dice Mei.

La produzione è però rimasta nelle Marche, affidata a imprese che provengono da una lunga tradizione artigianale ma si sono sviluppate in chiave 4.0, per garantire il made in Italy. I clienti sono per il 90% uomini. E fanno parte di quella categoria di “consumatori razionali” che chiedono qualità a un prezzo concorrenziale rispetto alla rete del commercio tradizionale. «Siamo in grado di proporre un servizio customizzato a un costo relativamente basso perché saltiamo un pezzo della filiera – spiega Mei -. Disponiamo di tecnologie avanzate, con una piattaforma che ci permette di gestire tutto il processo, dalla customizzazione fino alla messa in produzione della camicia». L'azienda, che quest'anno prevede di raggiungere i 2 milioni di ricavi, si è prefissa un traguardo ambizioso: 100mila camicie all'anno. Traguardo da raggiungere anche grazie a un nuovo servizio: quello della “clonazione” delle vecchie camicie. «In pratica il cliente può inviarci il capo che per varie ragioni non riesce più a utilizzare e noi – spiega Mei – siamo in grado di produrne una copia esatta».

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