intervista alla Sueddeutsche Zeitung

La cancelliera Merkel dice «no» a Salvini nel Ppe


Salvini: bisogna cambiare Ue, anche infrangendo vincoli

2' di lettura

Porte sbarrate alla Lega nel Partito popolare europeo, il principale raggruppamento delle forze politiche di centrodestra a Bruxelles, e quello attualmente con più seggi nel Parlamento Ue. A dire un secco «no» all'ingresso di Matteo Salvini nel Ppe, come invece auspica il premier sovranista ungherese Viktor Orban, è la cancelliera tedesca Angela Merkel, in un'intervista alla Sueddeutsche Zeitung. «È ovvio che abbiamo vedute differenti su temi come le politiche migratorie. Questa da sola è una ragione per cui il Ppe non permetterà l'adesione di Salvini», spiega Merkel, aggiungendo: «Se Manfred Weber (il deputato bavarese scelto dal Ppe come candidato alla guida dell'esecutivo Ue, ndr) sarà eletto presidente della Commissione non dipenderà dai voti di questi partiti. Tuttavia, non possiamo condizionare noi il fatto che decidano di votarlo o meno».

«Spero l'Italia trovi la strada per crescita maggiore»
Se Merkel è categorica nei confronti di Salvini, non è più tenera con Orban e ribadisce la linea dei popolari europei, di cui lei è un po' l'azionista di maggioranza: «Il Ppe ha messo su un team di tre persone che tratteranno l'argomento Fidesz entro un tempo limite. Al momento, il partito di Orban è sospeso. Il Ppe deciderà a tempo debito». Quanto all'Italia, «spero che trovi finalmente una strada per una crescita maggiore. Tutti abbiamo bisogno l'uno dell'altro. Lo abbiamo visto durante la crisi dell'euro. Nessuno nell'Eurozona può andare avanti in modo indipendente o restando isolato».

GUARDA IL VIDEO: Il Ppe sospende Orban ma non lo caccia dal partito

Con Macron «lunghezza d'onda» simile su questioni fondamentali
Riguardo alla risposta tardiva al discorso di Macron alla Sorbona nel 2017, Merkel spiega che si trattava di una condizione particolarmente delicata in Germania: il paese era appena uscito dalle elezioni e la formazione del nuovo governo era lenta e faticosa. Dalle elezioni di fine settembre 2017 il governo tedesco si è infatti insediato solo nel marzo 2018. Con Macron «certo lottiamo l'uno contro l'altro», «ma nelle questioni fondamentali - dove sta andando l'Europa, la responsabilità sul clima e nei confronti dell'Africa - siamo su una lunghezza d'onda molto simile», dichiara la cancelliera tedesca.

Con Francia «enormi progressi» su difesa comune
Nell'intervista Merkel sottolinea anche gli «enormi progressi» nella politica di difesa comune, ricorda Merkel a proposito della decisione di sviluppare insieme alla Francia il progetto di un'aereo da guerra e un carro armato. E questo vale anche per la questione «dove dobbiamo eventualmente agire in modo indipendente dagli Stati Uniti, anche se non mi augurerei una condizione del genere», ha continuato la cancelliera. Merkel nega di aver smorzato l'impulso europeista di Macron: «Troviamo sempre un punto nel mezzo» e «la Germania ha sostenuto una serie di iniziative» con la Francia, per esempio nei Balcani e nel Compacts with Africa..

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