IL NUOVO IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE

La Cappella degli Scrovegni a Padova si veste di una nuova luce

di Andrea Carli

3' di lettura

Può accadere che la tecnologia si metta al servizio della bellezza. È il caso della Cappella degli Scrovegni a Padova, emblema della pittura del Trecento italiano e del genio di Giotto: grazie a un innovativo impianto di illuminazione si veste di nuovi colori. La tonalità e l’intensità della luce vengono regolate in maniera automatica nel corso della giornata in funzione della luce naturale, assicurando una migliore percezione delle opere.

Questa tecnologia, realizzata dall’azienda iGuzzini e inaugurata questa mattina alla presenza del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, garantisce un miglioramento immediato delle già ottime condizioni di conservazione degli affreschi, in quanto sono eliminate del tutto le emissioni nello spettro dell’ultravioletto e dell’infrarosso. «Grazie alle tecnologie più avanzate nel campo dell'illuminazione, sarà possibile apprezzare i capolavori di Giotto meglio di come lo stesso Maestro e i suoi contemporanei potevano fare nel 1300», sottolinea Adolfo Guzzini, Presidente di iGuzzini Illuminazione. L’impianto di illuminazione di Padova segue di due anni quello che l’azienda ha applicato all’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci.

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Migliora la percezione dei colori degli affreschi
Che cosa cambia con questo nuovo sistema di illuminazione? L’installazione di dispositivi, a elevato indice di resa cromatica – e adattati appositamente alle caratteristiche architettoniche della Cappella, garantisce immediatamente una migliore percezione cromatica degli affreschi, in particolare per la lettura delle tonalità calde (giallo-arancio-rosso), esaltando le aureole e le dorature all’interno.

Vantaggi dal punto di vista della conservazione delle opere
L’impianto porta inoltre a un miglioramento immediato delle già ottimali condizioni conservative, con un azzeramento delle emissioni UV e IR per evitare il rischio di danneggiamento del ciclo pittorico. Nella Cappella viene utilizzata una tecnologia particolare che consente di regolare la tonalità di luce bianca in modo dinamico al variare dell’intensità della luce naturale. La soluzione assicurerà nella seconda fase la migliore percezione delle opere in tutti i momenti della giornata.

Variazioni di luce «sotto controllo»
La distribuzione asimmetrica delle sei finestre all’interno della Cappella, concentrate sulla facciata sud, produce una diffusione non uniforme della luce del sole: la parete finestrata è meno illuminata dalla luce naturale rispetto alla parete di fronte. Ciò determina un costante cambiamento degli equilibri visivi nell’ambiente e un fastidioso effetto di controluce sugli osservatori. Ora, grazie al nuovo impianto, le variazioni di luce saranno rilevate e trasmesse al sistema di controllo, che agirà sugli apparecchi – ampiamente nel rispetto delle normative europee sui limiti di esposizione per la conservazione delle opere –, migliorando sensibilmente la fruizione degli affreschi. Il sistema opera su protocollo internet, scalato per nodi sensori e compatibile con la rete internet globale. Ciascun nodo sensore è quindi raggiungibile da remoto per visualizzare i dati misurati o modificare le impostazioni per la migliore fruizione del sito.

Un dossier per l’Unesco targato Padova
L’inaugurazione del nuovo sistema di illuminazione è stata l’occasione anche per presentare e consegnare al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini il dossier che candida “Padova Urbs picta” all’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Il dossier, che sarà sottoposto all’Organizzazione delle Nazioni Unite, parte dall’idea di non limitare la candidatura alla sola Cappella degli Scrovegni, come ipotizzato in passato, ma di coinvolgere gli altri cicli pittorici presenti in città e realizzati nel corso di un secolo, a partire dall’insegnamento di Giotto.

La nuova illuminazione della Cappella degli Scrovegni e dei iGuzzini

Franceschini: puntare su qualità e più attrattori
«Bisogna puntare sul turismo di alta qualità e sulla moltiplicazione dei grandi attrattori internazionali - sottolinea Franceschini -: non possiamo avere alcuni luoghi come Venezia, Firenze e Roma con il problema urgentissimo del sovraffollamento e del controllo degli accessi e avere a pochi chilometri di distanza luoghi splendidi che potrebbero attrarre numeri enormi, dobbiamo uscire da questa contraddizione». La città veneta è uno di questi. «A Padova - spiega l’assessore alla cultura e al turismo Andrea Colasio - nasce la pittura moderna e la Cappella degli Scrovegni rappresenta un punto di rottura da un punto di vista epistemologico, è un punto di non ritorno: a Venezia in quegli anni siamo ancora all'iconografia bizantina. Ma perchè Padova Urbs picta? Perchè Padova è la città, in assoluto, che ha il maggior numero di metri lineari di affreschi trecenteschi, tutti di grandissimi artisti». Padova icona dell’arte. Lanciata nel futuro con un occhio al passato.

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