Italia

La carica dei 325 fondi sanitari

di Claudia La Via


default onloading pic

2' di lettura

Secondo il Rapporto Rbm-Censis, nel 2016 quasi 12,2 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi o hanno rinviato le cure per le lunghe attese o i costi elevati. Un ruolo chiave nel superamento di questo problema è svolto dai fondi sanitari, nati soprattutto dalla contrattazione sindacale e inseri ti nei contratti collettivi nazionali di lavoro. A censirli dal 2010 c’è l’Anagrafe dei fondi sanitari presso il ministero della Salute. «La registrazione è su base volontaria», precisa la dirigente dell’Anagrafe, Mariadonata Bellentani, spiegando che l’iscrizione viene confermata ogni anno solo se le strutture rispettano i requisiti richiesti. «I fondi integrativi sono un valore: per questo godono di una agevolazione fiscale», dice Bellentani, precisando che per la registrazione i fondi con fini esclusivamente assistenziali che erogano anche prestazioni comprese nei Lea (livelli essenziali di assistenza) sono tenuti a dedicare almeno il 20% delle prestazioni a precisi ambiti di assistenza: da quella odontoiatrica alle prestazioni riabilitative per soggetti temporaneamente disabili, fino a quelle sociosanitarie per i non autosufficienti. Nel 2016 i fondi registrati erano 305, di cui 297 creati da enti, casse e società di mutuo soccorso, con oltre 9 milioni di assistiti. Quest’anno ci sono 325 richieste di registrazione. «Nel 2015 i 297 fondi registrati avevano erogato prestazioni per 2,2 miliardi, di cui circa 695 milioni vincolati per le attività sanitarie e sociosanitarie integrative sopra indicate», ricorda Bellentani. Fra i fondi più giovani c’è San.Arti, per gli artigiani. «Prevede un basso costo contributivo potendo fare leva su una massa importante di aderenti - dice la vicepresidente, Annamaria Trovò -. Il fondo è uno strumento fondamentale per il comparto perché riesce a raggiungere le micro-imprese e garantire agli artigiani (a fronte di una contribuzione annua di 120 euro a carico del datore di lavoro), accesso a diagnostica, medicina specialistica, odontoiatria e visite di prevenzione». Gli aderenti sono 480mila ma la platea potenziale è di oltre un milione di persone. Dalla contrattazione regionale è nato ad agosto 2016 Wila, per gli artigiani lombardi, fondo territoriale in sinergia con San.Arti. «Abbiamo introdotto prestazioni a favore della non autosufficienza e dei genitori, riconoscendo un periodo di indennità aggiu ntiva durante i mesi di astensione facoltativa», spiega il presidente Ermanno Cova . Per i metalmeccanici c’è mètaSalute, passato dai 95mila iscri tti del 30 settembre al milione di lavoratori e familiari, racconta il presidente Roberto Toigo. Nel nuovo contratto metalmeccanico l’assistenza sanitaria è infatti diventata obbligatoria e al 100% a carico delle aziende. «Partirà una campagna di sensibilizzazione perché il fondo sia usato al massimo», conclude Toigo. Rbm, che ha vinto la maxi-gara, è avvisata.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...