economia circolare

La carta da parati riprende vita nei campi da calcio

La Jannelli&Volpi ha avviato una produzione all’insegna della sostenibilità a ciclo intero: gli scarti di carta vinilica diventano il substrato dell’erba sintetica

di M.Cristina Ceresa

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La Jannelli&Volpi ha avviato una produzione all’insegna della sostenibilità a ciclo intero: gli scarti di carta vinilica diventano il substrato dell’erba sintetica


3' di lettura

C'è sempre più carta da parati sui muri delle case degli italiani. Il successo si deve anche a un'azienda milanese come la Jannelli&Volpi che, attraverso il suo braccio produttivo Sirpi Spa, produce rivestimenti murali in una fabbrica di 23mila metri quadri, nel cuore del Parco Agricolo Sud. Nella fabbrica di Tribiano la carta da parati, proveniente da cartiere certificate, ma anche lavorata su stoffa, Tnt o base vinilica, si traduce in un prodotto di design frutto di un processo sostenibile.

A partire dai consumi: acqua ridotta del 90% rispetto agli standard grazie a un circuito di raccolta e depurazione con accumulo anche delle acque piovane; recupero di energia termica tra il 15 e il 25% (a breve sarà installato finalmente anche il fotovoltaico sul tetto). Gli inchiostri usati sono a base di acqua: un'attenzione fondamentale viste le quantità che se ne consumano: 2.943 kg al giorno. Le colle – usate per creare l'effetto goffratura simile al 3D – sono a base di cereali.

A ciò si aggiunge che la carta da parati che esce dalle rotative, se trattata con una soluzione a base di titanio sviluppata in collaborazione con l'Università di Ferrara, funge da catalizzatore dell'inquinamento indoor, formando una barriera alle particelle di polvere.

«Fin dal 1972 – quando la fabbrica era a Peschiera Borromeo, precisa Vito Intini, general manager della Sirpi – abbiamo riposto grande attenzione al rapporto dell'industria con l'ambiente circostante, sebbene ecologia e rispetto della natura non fossero allora temi prioritari».

A quei tempi non c’era, infatti, una legislazione sullo smaltimento dei rifiuti, né alcuna norma sulle emissioni sia in atmosfera che nelle acque superficiali. Ma Intini, che è anche uno dei più grandi esperti di peonie in Italia, aveva una missione: far convivere questa industria con il territorio agricolo circostante. Così Sirpi «si dota di un grande impianto di depurazione chimico-fisico delle acque con relativo smaltimento fanghi». Ancora oggi nei canali attigui allo stabilimento, crescono i gamberi di acqua dolce.

Ma ora Jannelli&Volpi sta lavorando anche sugli scarti: quelli di carta vinilica non finiscono già più in discarica, ma contribuiscono a comporre il sottostrato dei campi da calcio. «Abbiamo un accordo con la Polygreen – spiega Intini - ed è così che nasce Greenwall, materiale ottenuto dagli scarti di lavorazione della carta da parati vinilica che, grazie all'aggiunta di particelle di origine vegetale, come per esempio la fibra di cellulosa, viene utilizzato per dare vita a superfici in erba sintetica destinate prevalentemente al mondo dello sport dove viene garantito un minore consumo di acqua per l'irrigazione». Ma non basta: qualcosa va anche a finire nelle mani dei bambini. Sono i coriandoli che un'azienda svizzera produce partendo dagli scarti della carta e Tnt ottenuti dalle bobine di avviamento.

Gli addetti ai lavori sanno che tra le rotative di Tribiano c'è l'ultima “reginetta”, datata 1930. Non è archeologia industriale: il tratto di questa macchina che stampa tradizionale è molto richiesto dai designer del Nord Europa che amano l'effetto “disegno a mano”. Ma basta salire al primo piano della fabbrica per trovare le macchine che stampano in digitale.

«“Questo è il futuro – continua Intini – perché malgrado gli alti costi di implementazione, queste macchine ci danno modo di ridurre al minimo gli stock e consegnare nel giro di 24 ore». A Jannelli&Volpi affida la propria linea di carte da parati Armani Casa e anche MissoniHome e Marimekko. Nel 2018 sono stati evasi più di 24mila ordini verso 80 Paesi.

L'esportazione, infatti, pesa per il 90% sul fatturato che nel 2018 ha raggiunto i 32 milioni di euro. È così che 3 container partono ogni giorno trasportando 16, 5 tonnellate di rolli di carte da parati in tutto il mondo.

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