Italia

La casa allarga l’«area protetta»

di Federica Pezzatti

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(Agf)


3' di lettura

Proprio nei giorni in cui le popolazioni colpite dal terremoto del Centro Italia hanno festeggiato il secondo difficile Natale, spesso ancora in attesa di un nuovo alloggio, la manovra appena approvata prevede finalmente agevolazioni fiscali a chi stipulerà polizze assicurative che coprono dalle catastrofi naturali (sisma e alluvioni).

L’articolo 1, comma 768 della legge di Bilancio appena varata prevede infatti che «i premi di assicurazione aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi stipulate relativamente a unità immobiliari a uso abitativo» saranno detraibili dalle imposte sui redditi (analogamente a quanto avviene per le polizze infortuni e assicurazioni sulla vita) nella misura del 19%. Inoltre la parte di premio che copre appunto da questi rischi sarà anche esentata dall’imposta del 22,25% finora prevista per queste coperture, aliquota che invece continuerà a sussistere per la parte di premio relativa a incendio e scoppio e furto.

E anche di queste coperture assicurative, ancora poco diffuse in Italia, si parlerà nel volume che Il Sole 24 Ore ha dedicato al tema dell’acquisto della polizza: un fascicolo di 56 pagine, in uscita domani con il giornale. È uno dei dodici numeri che compongono la guida «Nuovo Risparmio», in edicola ogni giovedì sino al 15 febbraio 2018. Nello speciale si parlerà di polizze di investimento ma anche di protezione delle persone e delle cose, come la casa appunto: l’asset tra i più diffusi tra gli italiani che nell’80% dei casi sono proprietari di immobili.

Proprio in questo ambito ci sarà un approfondimento sulle coperture che proteggono la casa dalle catastrofi naturali in particolare terremoto e alluvioni. Le nuove agevolazioni fiscali, in vigore solo sui nuovi contratti stipulati dopo l’entrata in vigore della Legge di Bilancio, forse potranno servire a colmare il gap che ci separa da altri Paesi dove questo tipo di garanzie che coprono dalle catastrofi sono in molti casi addirittura obbligatorie o semi obbligatorie.

In Italia invece al 30 settembre 2016 risultavano attive, come segnala la pubblicazione Ania Trends dello scorso settembre, 435mila polizze per la copertura del rischio terremoto o del rischio alluvione (o di entrambi) pari a 610mila abitazioni. L’ombrello assicurativo protegge dunque solo il 2% delle abitazioni private. Eppure per le caratteristiche del suo territorio l’Italia è un Paese molto esposto alle calamità naturali. Dai dati elaborati da Ania, infatti, risulta che il 35% delle abitazioni è situato nelle zone 1 e 2 a più alta pericolosità sismica e questa percentuale sale a quasi il 55% quando si considera il rischio alluvionale. Nel complesso il 78% delle abitazioni è esposto a un rischio alto o medio-alto tra terremoto e alluvione.

La bassa penetrazione dei prodotti assicurativi è la diretta conseguenza del ruolo totalizzante che fino ad oggi lo Stato ha sempre svolto nel risarcimento dei danni subiti per le catastrofi naturali. È un’attività che ha pesato mediamente per 3 miliardi l’anno sulle casse pubbliche, escludendo il picco dell’ultimo periodo. I terremoti del Centro Italia infatti si stima abbia causato danni per circa 23,5 miliardi di euro e il contributo del settore assicurativo sarà inferiore all’1%.

Il massiccio intervento pubblico ha ingenerato insomma la convinzione, diffusa largamente tra l’opinione pubblica, che vi sia una sorta di diritto al risarcimento pubblico. Si tratta di una falsa credenza confermata nella recente ricerca condotta da GfK per conto dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici. Dalla survey risulta che il 46% delle famiglie interpellate (la quota supera il 50% nelle regioni del Centro e fra quanti ritengono di abitare nelle zone a rischio sismico o alluvionale) ritiene che lo Stato abbia l’obbligo di rimborsare, totalmente o parzialmente, le case danneggiate in seguito ad un terremoto o a un’inondazione.

La scarsa diffusione della polizza, soprattutto nelle zone più a rischio è però anche motivata dall’elevata entità dei premi richiesti dalle compagnie che talvolta non sono neppure disponibili ad assicurare. Anche se, secondo alcuni dati recenti, l’estensione delle garanzie alle catastrofi naturali comporta in media un premio assicurativo di 85 euro per abitazione prima delle famigerate tasse che ora sono state abolite.

Con questi nuovi incentivi fiscali diminuiscono gli alibi sia per le compagnie sia per i proprietari di immobili. Resta probabilmente da ipotizzare un sistema di intervento pubblico privato che, sulla scia di quanto succede all’estero, incentivi ulteriormente l’utilizzo di questi strumenti in modo che si crei un ecosistema di mutualità diffusa con premi di conseguenza calmierati nelle zone più a rischio.

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