ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl confronto Mosca-Nato

La Casa Bianca: «Attacco russo all’Ucraina possibile in ogni momento»

La diplomazia moltiplica gli sforzi per trovare una soluzione al confronto nel Donbass ma la Russia va in direzione opposta alla de-escalation e annuncia nuove esercitazioni militari in Bielorussia. Venerdì a Ginevra nuovo incontro Blinken-Lavrov

di Antonella Scott

Ucraina, Nato: "Rischio di conflitto con Russia"

3' di lettura

La maratona diplomatica si è trasformata in un braccio di ferro, e ora questi giorni fitti di iniziative, alla ricerca di una via d’uscita dalla crisi ucraina riaccesa dalla mobilitazione di imponenti forze militari russe (si parla di 100.000 uomini e armamenti pesanti) nelle regioni confinanti con l’Ucraina, rischiano di scivolare nel disastro.

Il quadro è cambiato con l’annuncio di nuove esercitazioni militari russe in prossimità dei confini polacchi, quindi della Ue: le manovre battezzate “Risolutezza alleata 2022”, in programma dal 10 al 20 febbraio, si svolgeranno in Bielorussia con l’obiettivo - riferisce il viceministro della Difesa Aleksandr Fomin - di «contrastare e respingere un’aggressione straniera». Le truppe sono state trasferite verso l’Europa dai distretti militari della Siberia e dell’Estremo Oriente russo, un’ulteriore mobilitazione che spinge gli Stati Uniti ad affermare che malgrado i negoziati dei giorni scorsi, dalla Russia si è visto il contrario della de-escalation auspicata. La crisi ucraina è «estremamente pericolosa», ha avvertito martedì sera da Washington Jen Psaki, portavoce della Casa Bianca: Mosca potrebbe lanciare un attacco in qualunque momento, tra gennaio e febbraio.

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La pazienza di Lavrov

Se i russi stanno ancora trattando, e se - come ripetono - non hanno alcuna intenzione di invadere l’Ucraina, devono essere convinti che mostrare i muscoli è la strada giusta per farsi sentire. Dopo aver avanzato agli Stati Uniti e alla Nato le proprie richieste, chiedendo impegni scritti a garanzia della propria sicurezza, Mosca sta aspettando con impazienza una risposta: andando, nel frattempo, nella direzione contraria a un allentamento della tensione.

La maratona diplomatica, partita dai negoziati bilaterali del 10 gennaio tra Russia e Stati Uniti, era presto finita in un vicolo cieco, con l’Alleanza Atlantica a ripetere di non poter accettare la richiesta russa di escludere per iscritto un ingresso dell’Ucraina nella Nato, e la Russia a insistere di non essere disposta a subordinare questo punto ad altre concessioni. Sull’espansione della Nato a Est, aveva avvertito il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov il 14 gennaio, «la nostra pazienza è finita».

E ora la grande sfida per l’Occidente è preparare una “risposta scritta” che non venga meno ai propri principi e alle ripetute rassicurazioni sulla sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, impegnando allo stesso tempo la Russia nella costruzione di un nuovo scenario in cui venga garantita la sicurezza di tutti in Europa, accogliendo anche le preoccupazioni manifestate da Mosca.

Un «corposo portfolio»

Mosca, per il momento, ha avuto l’attenzione che chiedeva. Martedì 18 gennaio è stata nella capitale russa Annalena Baerbock, nuovo ministro degli Esteri tedesco che ha incontrato Lavrov ricordandogli «il corposo portfolio» di questioni con cui si presentava a Mosca proprio perché «vediamo potenziale di cooperazione tra Russia e Germania su tanti temi»; in seguito il capo della diplomazia russa ha parlato al telefono con il segretario di Stato americano Antony Blinken: torneranno a incontrarsi, venerdì prossimo a Ginevra.

Anche dalla Nato sono in arrivo inviti. Confermando l’invio a breve delle risposte scritte richieste, Jens Stoltenberg, segretario generale dell’Alleanza, ha convocato i Paesi membri del Consiglio Nato/Russia per parlare di miglioramento della sicurezza in Europa, di controllo degli armamenti e del modo di aumentare la trasparenza sulle rispettive attività militari e lo schieramento di sistemi missilistici. Blinken si preparerà al confronto con Lavrov incontrando il 19 gennaio a Kiev il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskyj, e Annalena Baerbock a Berlino il giorno dopo.

Tra gli annunci sperati, quello di una ripresa del dialogo tra russi e ucraini all’interno del “quartetto Normandia”, il formato a quattro (con i leader di Francia e Germania) che dal 2015 cerca una soluzione diplomatica al conflitto nel Donbass, finora senza grande fortuna. In questi ultimi giorni si è studiata l’opportunità di includere nel dialogo gli americani, idea che Lavrov ha detto di accogliere positivamente. Purché a Ginevra Blinken non sia costretto dagli eventi e dall’intransigenza dell’interlocutore a concentrarsi sulla determinazione di americani ed europei a imporre «pesanti conseguenze e seri costi economici alla Russia», se trovassero fondamento i timori di un’invasione.

«Il presidente Putin - ha dichiarato martedì un alto funzionario del dipartimento di Stato americano - ha in suo potere la decisione di passi distensivi, in modo che gli Stati Uniti e la Russia possano costruire un rapporto che non sia basato sull’ostilità».

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