Luxottica

La Cassa solidarietà aziendale regge la pandemia

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Andamento costante degli iscritti anche nell’anno della pandemia, nonostante le restrizioni e grazie all’uso delle tecnologie digitali per le comunicazioni con gli associati. È stato un anno del tutto particolare il 2020 anche per CSA, la Cassa Solidarietà Aziendale Lavoratori Luxottica istituita dai lavoratori, su proposta delle organizzazioni sindacali, nel 1996. Esempio virtuoso di welfare contrattato a livello aziendale, CSA è presente negli stabilimenti Luxottica di Agordo, Sedico produzione, Sedico logistica, Sedico 3, Cencenighe, Pederobba (Treviso) e Lauriano Po (Torino). Al 31 dicembre 2020 contava 2.643 associati, in linea con l’anno precedente, con i relativi familiari a carico (circa 2.800) che possono beneficiare delle stesse prestazioni. «L’andamento netto degli iscritti - sottolinea il vicepresidente Diego Palmeri - è rimasto costante anche nell’anno della pandemia, anche se ci troviamo ora a dover fare fronte a un’uscita anticipata dal mondo del lavoro di molti soci della prima ora, ben 150 in sei mesi, in pensione in anticipo beneficiando dell’incentivo all’esodo messo in campo dall’azienda».

«Il bilancio chiude quest’anno con un negativo di 20mila euro del tutto prevedibile perché legato soprattutto alla forte richiesta di copertura delle spese sanitarie - spiega il presidente Fabrizio Campedel -. In realtà avevamo previsto una chiusura con perdite maggiori, ma il minor accesso alle strutture sanitarie per prestazioni ‘normali' legato al lockdown e alla pandemia ha prodotto minori richieste di rimborso. L’attività più importante della CSA è infatti solitamente legata al settore della spesa sanitaria». La CSA opera nel settore della mutualità, a favore degli associati e loro familiari fiscalmente a carico, con numerosi interventi economici, come il contributo per spese sanitarie e apparecchi ortodontici, assegno di maternità, contributi per spese universitarie, per l’acquisto di ausili per disabilità, per spese funebri e importanti sostegni, di tipo economico ma non solo, per casi di particolari difficoltà economiche. Nel 2020 ha erogato 35mila euro per spese scolastiche, 32.700 euro in assegni di maternità, 49.385 per apparecchi ortodontici, 26.300 per spese universitarie, oltre ad aver stipulato numerose convenzioni con studi medici, dentistici, poliambulatori, ottiche e sanitarie.

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