RISTORAZIONE E INVESTIMENTI

La catena di birrerie Doppio Malto non si ferma con il Covid. Nuove aperture in Italia e all'estero

La brewing company italiana aumenta i punti vendita nonostante la crisi del settore. E non è l’unica. Anche Spiller, il progetto ristorativo del gruppo Forst inaugura tre locali a Milano in un mese

di Maurizio Maestrelli

Birra, la regina della convivialita' responsabile

La brewing company italiana aumenta i punti vendita nonostante la crisi del settore. E non è l’unica. Anche Spiller, il progetto ristorativo del gruppo Forst inaugura tre locali a Milano in un mese


3' di lettura

C'era una volta un birrificio artigianale a Erba, in provincia di Como, con locale annesso, una piccola distribuzione e numerosi premi vinti in diversi concorsi internazionali. Ma c'è Doppio Malto oggi, una realtà che conta ben ventuno locali, gli ultimi tre aperti in un a dir poco difficile 2020, che da lavoro a più di 350 dipendenti, con un secondo birrificio in Sardegna in fase di collaudo ma destinato a diventare operativo nel primo trimestre del prossimo anno e infine un locale che segna lo sbarco all'estero di questa brillante imprenditoria brassicola tricolore. Il locale in questione si trova a Saint-Étienne, ma non è destinato a restare da solo a lungo considerato che, nei primi mesi del 2021, è già annunciata l'apertura di un doppio Malto a Glasgow. «In effetti anche quest'anno non ci siamo fermati», spiega Giovanni Porcu, ceo di FoodBrand, la società alla quale fa riferimento il brand Doppio Malto.

Dal 2021 operativo il birrificio in Sardegna da 6 milioni di euro

«Tutte le aperture previste nella road map del 2020 sono state rispettate, quelle in fase progettuale le abbiamo semplicemente lasciate in stand by per il prossimo anno. Ma il birrificio in Sardegna, nel quale abbiamo investito sei milioni di euro, sarà operativo a breve e diventerà, grazie a una capacità a pieno regime di cinque milioni di litri l'anno, il nostro centro di produzione principale lasciando a Erba il reparto ricerca e sviluppo». Le ambizioni di Doppio Malto, che ha chiuso il 2019 con un fatturato globale pari a 16 milioni di euro, 1,7 dei quali rappresentato dalla produzione di birra, non terminano qui. «Siamo anche in una fase di ricollocazione dell'azienda», prosegue Porcu, «che vuole sempre più essere un birrificio senza ovviamente tralasciare il fatto che restiamo comunque anche una catena di retail. Ma con il nuovo stabilimento saremo in grado di uscire dalla catena distributiva interna e affrontare le sfide dell'Horeca e anche della Gdo per la quale abbiamo già messo a punto una linea specifica di prodotti».

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Partnership più che franchising per l’espansione estera

Una delle caratteristiche della catena Doppio Malto è data da un ricorso, per così dire, parsimonioso del franchising. «Il 70% dei locali è controllato direttamente da noi», sottolinea il ceo dell'azienda, «e solo la restante parte è in franchising. Ad esempio il locale in Francia è 100% in franchising, ma quello di Glasgow ha una partnership con un imprenditore britannico. La nostra intenzione è certamente quella di crescere ancora, per il 2021 sono previste altre dieci aperture, ma mantenendo comunque le redini in mano. Il rapporto tra diretti e affiliati non supererà mai l'uno a uno». Che le difficoltà legate al Covid-19 e alle sempre più frequenti decisioni in merito da parte dei vari governi ovviamente rende più cauto Porcu ma non in misura tale da immobilizzarlo. «Le difficoltà ovviamente ci sono state e ci sono: anche nella fase di realizzazione vera e propria dei locali. Materiali che ritardavano ad arrivare, fornitori bloccati da problemi legati al Covid e altro ancora. Ma crediamo che il progetto Doppio Malto possa crescere anche più velocemente di quanto si riesca noi a seguirlo», confessa. «All'estero siamo stati invitati a entrare e altre domande ci sono pervenute. Credo che la formula di un ristorante con birre artigianali e, soprattutto, con lo stile e l'ospitalità italiana abbiano enormi potenzialità fuori dai confini nazionali. Noi usiamo solo materie prime italiane, con l'unica eccezione per le carni rosse, e garantiamo la stessa formula, perfino lo stesso menu, che ha portato al successo Doppio Malto in Italia». Locali effettivamente adatti a tutti e non solo beer nerds, dove la cucina è seguita con attenzione, le birre sono sempre a posto e il servizio è amichevole quanto puntuale.

Anche il gruppo Forst rilancia con tre aperture in un mese

Spiller, il progetto ristorativo dal tocco altoatesino del gruppo Forst apre a Milano altre tre sedi in poco più di un mese. Il format, per giovani e famiglie, che unisce buona cucina e birra di qualità già presente a Riccione, Verona, Vicenza, Padova, Trieste, Brescia, Gorizia dopo aver inaugurato l’8 ottobre il locale nel quartiere Isola ne aprirà uno all’Arco della Pace il 22 e un altro vicino al Duomo il 12 novembre. Le protagoniste indiscusse del menù sono naturalmente le diverse tipologie di birra Forst: Felsenkeller, Heller Bock, Sixtus, V.I.P. Pils e Kronen (oltre a Menabrea Rossa e Weihenstephan) accompagnate da speck, formaggi, primi piatti, wurstel e per finire il birramisù.


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