solidarietà

La famiglia Della Valle 5 milioni alle famiglie delle vittime tra i sanitari, Lardini produce mascherine per le Marche

Damiani ospita la Protezione civile - Raccolte fondi per gli ospedali da parte di Stroili a Bergamo e Marco Bicego a Vicenza - Levi’s stanzia fondi in tutto il mondo, Italia compresa

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Damiani ospita la Protezione civile - Raccolte fondi per gli ospedali da parte di Stroili a Bergamo e Marco Bicego a Vicenza - Levi’s stanzia fondi in tutto il mondo, Italia compresa


6' di lettura

La Famiglia Della Valle, anche a nome dei dipendenti del Gruppo Tod’s, dona la somma di 5 milioni di euro da destinare ai familiari del personale sanitario che ha perso la vita nella lotta al Covid-19. «Il loro altruismo e il loro coraggio saranno per sempre un esempio per tutti noi – spiega la famiglia –. L’amministrazione del fondo sarà affidata alla Protezione Civile, che ringraziamo per l0immenso lavoro che svolge tutti i giorni nella lotta al virus. Il fondo si chiamerà “Sempre con Voi” e chiunque vorrà, potrà contribuire tramite il conto aperto dalla Protezione Civile:
IBAN IT66 J030 6905 0201 0000 0066 432.

L’impegno di Lardini
Oltre alla solidarietà dall’estero, prosegue la corsa di quella delle aziende italiane. Lardini ha organizzato una parte della sua filiera produttiva a Filottrano (Ancona), utilizzando la catena, le fasi di acquisto e logistica, per la realizzazione di mascherine protettive, ad uso esclusivamente civile, in vista della carenza di materiale per la popolazione. È stato acquistato da un fornitore italiano il tessuto non tessuto idoneo per la realizzazione di questi presidi di protezione, che permetterà la produzione di circa 60mila mascherine, nell’assoluto rispetto delle norme di fabbricazione. Verranno infine igienizzate con trattamento ad Ozono in camera stagna per oltre 300 minuti, e successivamente confezionate per essere consegnate. La produzione avverrà inizialmente all’interno dello stabilimento, rispettando ovviamente le norme sanitarie imposte. Le sarte hanno aderito all’iniziativa su base volontaria e avranno la possibilità di proseguire la realizzazione dal proprio domicilio, così da garantire un ulteriore sicurezza data dall’isolamento. Le mascherine saranno donate gratuitamente al paese di Filottrano e ai comuni carenti della regione Marche, anche grazie al supporto delle farmacie e del comune. «I nostri operai sono già a casa da diverse settimane, perché per noi la salute dei dipendenti è la priorità. Nonostante avessimo preso molte precauzioni, a un certo punto non ce la siamo sentita di continuare. Ora una parte di noi è tornata al lavoro, ma solo per produrre mascherine. Contribuire a sconfiggere questa emergenza è la cosa più importante. Al business ci penseremo dopo», spiega Andrea Lardini, presidente dell’azienda.

Il «triplo» sforzo di Damiani
Damiani Group ha messo a disposizione della Protezione civile 12mila metri quadrati di ExpoPiemonte, il palafiere recentemente acquistato a Valenza come futura sede delle manifatture del gruppo e ha avviato un piano da 100 mila euro destinato a vari ospedali, in primis a quelli di Tortona, Alessandria e Casale, fra i più colpiti dall'emergenza, oltre ad altri di varie regioni italiane. Come “seconda mossa” Damiani ha messo in moto il suo network per il recupero di mascherine e presidi sanitari da donare al personale degli ospedali perché possa lavorare in sicurezza. Last but not least, la mossa destinata al personale medico e infermieristico dell'ospedale di Tortona, trasformato in covid hospital, cui verrà donato un gioiello Bliss «per ringraziarli simbolicamente– dice Guido Damiani, presidente del gruppo – del grande lavoro che stanno svolgendo. In questo momento, mentre combattiamo questa battaglia dobbiamo essere uniti e ognuno fare qualcosa. È la stessa attenzione che rivolgiamo ai nostri dipendenti perché la loro salute e sicurezza ci stanno a cuore quanto il benessere dell'azienda e di tutto il territorio in cui è inserita». Per i dipendenti è infatti stata stipulata una polizza assicurativa in caso di ricovero o di bisogno di assistenza domiciliare.

Solidarietà dall’estero
C’è anche Flying Tiger Copenhagen, l’azienda danese di design low cost con sede in Danimarca e più di cento negozi in Italia, tra chi vuole contribuire al sostegno e alla salvaguardia del personale medico e ospedaliero, coinvolto in prima persona rischiando la salute ogni giorno, per l’emergenza coronavirus. Sono appena state consegnate 10mila mascherine modello KN95, equivalente allo standard ffp2, ad Areu (Azienda Regionale Emergenza Urgenza Lombardia), che provvederà a distribuire il materiale al personale sanitario della Lombardia che in questo momento si trova più in emergenza.

Stroili aiuta l’ospedale di Bergamo
Il gruppo Stroili e la community dei suoi dipendenti hanno scelto di sostenere l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. È stata avviata la campagna per la raccolta fondi attraverso la piattaforma di crowfunding GoFundMe, con un’importante donazione da parte del gruppo Stroili cui si aggiungerà il contributo dei dipendenti che credono fortemente in questa iniziativa. L’obiettivo è coinvolgere il maggior numero possibile di persone a sostenere l’ospedale lombardo, il maggiore presidio nell’area d’Italia più colpita dall’emergenza.

Misure per i lavoratori del gruppo di gioielleria
Ma in primo piano anche le misure efficaci di salute e di sicurezza dei lavoratori che sono state garantite dal gruppo Stroili anticipando le direttive emanate dal governo fin dalle prime fasi dell’emergenza nell’interesse e nella tutela della sua comunità e della collettività di cui è parte, arrivando alla pronta e ferma decisione di chiudere i 400 negozi presenti sul territorio nazionale, il magazzino e gli uffici e di abilitare il lavoro in modalità smartworking dove possibile.

Marco Bicego sostiene l’ospedale di Vicenza
Marco Bicego ha deciso di sostenere con una donazione la Fondazione S. Bortolo dell’Ospedale di Vicenza, sponsorizzando l’acquisto di strumenti per la terapia intensiva. «Questo è il nostro modo per ringraziare gli angeli dell’Ospedale che non hanno paura di mettere a rischio la loro vita per salvare la nostra, tutti gli operatori sanitari che ogni giorno si trovano in prima linea ad affrontare l’emergenza legata al Covid-19», spiega Marco Bicego. L’azienda veneta aveva interrotto la produzione già settimane prima che venisse chiesto di farlo, al fine di non mettere a repentaglio la salute dei propri dipendenti, clienti e fornitori. «Amiamo profondamente ciò che facciamo ma la salute e la sicurezza di tutti, per noi, sono oggi ancora più importanti. Per questo abbiamo deciso di proteggere tutti i luoghi di lavoro dei nostri impareggiabili “maestri” artigiani, custodi del più puro patrimonio italiano, nonché spirito di questa Azienda e della terra a cui apparteniamo. Perché se ami questa terra, allora devi spendere il tuo amore per difenderla», ha aggiunto il presidente.

La scelta di Calze Ileana: mascherine in Dryarn
Calze Ileana ha riconvertito 10 delle proprie macchine di produzione per destinarle alla produzione di mascherine. Solo nei primi tre giorni sono state prodotte 35.000 mascherine lavabili e riutilizzabili. Per realizzare i dispositivi di protezione di primo livello è stato scelto il filato Dryarn: le mascherine risultano così leggere, traspiranti, batteriostatiche, lavabili e quindi riutilizzabili. Il Dryarn è la fibra più leggera esistente in natura: grazie al suo basso peso specifico permette di realizzare mascherine estremamente leggere. «Quando mi hanno chiesto di riconvertire la produzione – afferma Luca Bondioli, general manager di Calze Ileana – non abbiamo esitato. L’emergenza spinge tutti a fare del proprio meglio per aiutare l’Italia ad uscire il più presto possibile dall’emergenza. Le mascherine che produciamo sono destinate ad enti ma ho voluto pensare anche alla popolazione civile. O ggi è molto difficile trovare mascherine per la gente comune e, attraverso il contatto diretto con l’azienda (info@calzeileana.it), tutti avranno la possibilità acquistarle. E siccome in questi giorni la tempestività è tutto, garantisco la spedizione gratuita in 2 giorni dall’ordine».

Dalle carrozzine alle mascherine
Anche Inglesina Baby si è mobilitata affiancandosi a tutte quelle aziende che in questi giorni si sono attivate e reinventate per aiutare la comunità ed il paese. Nasce così dalla collaborazione tra la storica azienda italiana leader nella produzione di prodotti per l’infanzia il collegato atelier tessile Creazioni Mario l’importante progetto di riconversione produttiva che porterà alla realizzazione di oltre 3mila mascherine al giorno. La produzione sarà data in beneficenza e destinata principalmente a enti e associazioni del territorio vicentino (dove l’azienda ha sede) tra cui il personale civile dell’Azienda Ussl 8 Berica, gli operatori locali della protezione civile, le forze dell’ordine e gli uffici pubblici. L’iniziativa fa seguito alla decisione di stipulare una copertura assicurativa per i dipendenti a tutela in caso di contagio da Covid-19.

Levi’s stanzia tre milioni per un aiuto worldwide
Si muovono anche i giganti americani, per aiutare l’emergenza nel loro Paese e non solo. «Adatteremo il nostro intervento allo sviluppo della crisi ma per cominciare abbiamo stanziato 3 milioni di dollari da destinare principalmente a supporto dei nostri dipendenti, fornitori e partner commerciali, non ultimi i lavoratori delle catene di montaggio», ha spiegato Chip Bergh, presidente e ceo di Levi Strauss & Co, annunciando il primo passo di un programma di sostegno alle persone che nel mondo collaborano con l’azienda, estendendolo a tutte le comunità dei Paesi coinvolti dall’emergenza Covid-19 e potenziando l’attività già da anni svolta dalla Levi’s Red Tab Foundation in favore dei dipendenti Levi’s® e dalla Levi Strauss Foundation.

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