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La “cavalletta spaziale” di Elon Musk ha acceso i motori: l’obiettivo finale è arrivare su Marte

di Leopoldo Benacchio

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3' di lettura

La cavalletta spaziale, Starhopper, di Elon Musk, l’imprenditore proprietario di SpaceX, la più importante e fortunata industria spaziale privata americana, ha fatto il primo timido salto forse di un centimetro, nei giorni scorsi nella nuova sede di test e lancio nel sud del Texas. Non è uno scherzo, il nuovo potentissimo motore Raptor, ben legato al suolo, ha subito un test di accensione per pochi secondi perfettamente riuscito e Musk ha dichiarato, probabilmente a scopo pubblicitario, che si è mosso nonostante i vincoli, come avesse quasi vogli di sfidare i cieli.

Certo che questo motore innovativo, a metano e quindi venduto anche come poco inquinante, si avvia a essere il più potente della storia, superando il record che ora appartiene ai russi.

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Una potente fiammata e soprattutto un boato che ha creato qualche problema nel paese vicino alla base hanno accompagnato l’evento, non molto gradito dagli abitanti che hanno avuto problemi al sistema uditivo e i vetri delle case che hanno vibrato minacciosamente. Musk in effetti ha ritenuto di poter mettere la base spaziale a meno di 3 km dall’abitato, mentre la Nasa utilizza parametri che sono almeno il doppio. Per la verità si era premurato di avvisare la popolazione con un volantino nella buca delle lettere ma pare che comunque non ci sia stato un grande entusiasmo considerato anche che molti altri test seguiranno.

Starhopper è una parte relativamente piccola, siamo sui 20 metri, del razzo che Musk sogna da tanto tempo: il Super Heavy. Con la sua altezza di 120 metri e gli 11 motori Raptor, come quello testato nei giorni scorsi, si avvia a superare, anche se di poco, quello sviluppato da uno dei miti dell’imprenditore, Wernher von Braun: il Saturno V che 50 anni fa esattamente portò l’uomo sulla Luna.

Il gigantesco razzo è composto da varie parti, le prime riutilizzabili una volta che saranno tornate sulla Terra, e la navicella alla sommità è pensata per portare fino a 100 persone su Marte per popolarlo, altro sogno di Musk.

Il test dei giorni scorsi è quindi un altro piccolo passo verso la realizzazione dei piani di questo fantasioso ma capace imprenditore che ha già venduto addirittura un biglietto per un viaggio attorno alla Luna, 30 milioni di dollari, nel 2023 a Yusaku Maezawa, un miliardario giapponese fondatore del colosso dell'abbigliamento online ZooTown. Questo altro imprenditore se ne andrà attorno al nostro satellite con 8 artisti, come fecero i personaggi di uno dei primi romanzi lunari di Giulio Verne.

Musk ci ha abituato a uscite veramente estemporanee - ricordiamo la sua Tesla con manichino lanciata oltre Marte -, che però accompagnano risultati importanti come i continui rifornimenti alla Stazione spaziale internazionale, Iss, i test positivi per il trasporto di astronauti, o la riutilizzabilità dei primi stadi dei suoi razzi Falcon, i primi che tornano dolcemente dopo aver portato in quota il resto del vettore, impresa che non era riuscita prima a nessuno.

Per dimostrare quanto seriamente stia procedendo nel suo progetto di colonizzare Marte, Elon Musk ha anche fugato ogni dubbio sul prezzo del biglietto per andare al pianeta rosso. Su Twitter ha risposto a una domanda e specificato che andare su Marte costerà tra i 100 e i 500.000 dollari. In pratica quello che vuole il nostro geniale e fantasioso imprenditore è che un umano possa vendere la casa e realizzare il sogno della sua vita. Un prezzo un po' “marziano” per la maggioranza di noi, però occorre specificare che Musk offre il ritorno gratuito, se proprio il pianeta non risultasse gradito. Diritto di ripensamento spaziale.

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