approvata al senato

La cefalea cronica è malattia sociale: con la nuova legge non è più invisibile

In Italia ne soffrono 7-8 milioni di persone. Serve la diagnosi di uno specialista del settore, inserito in un centro accreditato per la diagnosi e la cura delle cefalee

di Nicoletta Cottone

Salute, la prevenzione per combattere l'emicrania

In Italia ne soffrono 7-8 milioni di persone. Serve la diagnosi di uno specialista del settore, inserito in un centro accreditato per la diagnosi e la cura delle cefalee


2' di lettura

Ne hanno sofferto celebrità, da Sigmund Freud ad Elizabeth Taylor, da Elvis Presley a Giulio Andreotti. ma anche il celebre compositore polacco Fryderye Chopin. Ora in Italia la cefalea cronica è riconosciuta come una malattia sociale, invalidante. Lo ha stabilito la legge approvata definitivamente dal Senato l’8 luglio con 235 voti favorevoli, 2 contrari e nessuna astensione.

Come si accerta

Un solo articolo per dire che la cefalea primaria cronica, deve essere accertata da almeno un anno in un paziente. Come? Serve la diagnosi di uno specialista del settore, inserito in un centro accreditato per la diagnosi e la cura delle cefalee. Si deve attestare l’effetto invalidante della malattia che viene riconosciuta come malattia sociale. Si attesta, dunque, che la cefalea influisce in maniera negativa e severa sulle attività quotidiane di chi ne soffre. In Italia si calcola che la cefalea, nelle sue forme primarie (emicrania, cefalea tensiva e cefalea a grappolo), colpisca in media circa il 12% degli individui, dunque circa 7-8 milioni di persone, in prevalenza donne.

Le sei forme di cefalea invalidanti

Le forme riconosciute dalla legge sono sei: 1) l’emicrania cronica e ad alta frequenza; 2) la cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici; 3) la cefalea a grappolo cronica; 4) l’emicrania parossistica cronica; 5) la cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione; 6) l’emicrania continua.

Lazzarini: è una malattia invisibile che esce dal cono d’ombra

«L’Italia diventa così il primo Paese in Europa - ha dichiarato la deputata leghista Arianna Lazzarini, prima firmataria della proposta di legge approvata definitivamente dal Senato - ad adottare un provvedimento come questo. Un primo punto di partenza e di attenzione verso i circa sette milioni di italiani che ne soffrono, con una prevalenza netta di donne e nella fascia 20-50 anni». É «una malattia invisibile - ha ricordato Lazzarini - che oggi esce finalmente dal cono d’ombra in cui è sempre stata. Non parliamo del semplice “mal di testa” passeggero, ma di una malattia cronica e invalidante vera e propria, molto più diffusa di quanto si possa immaginare, che purtroppo ha già portato alcuni pazienti a compiere anche gesti estremi».

Per l’attuazione serve un decreto Salute

A dare attuazione alla legge sarà un decreto del ministro della Salute, previa intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Saranno individuati progetti per sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone affette da cefalea. saranno anche stabiliti i criteri e le modalità per l’attuazione dei progetti da parte delle regioni. Le due relazini tecniche depositate dal Governo alla Camera nel corso dell’esame, ha attestato che l'assistenza sanitaria per i soggetti affetti da cefalea è già svolta dall’attuale rete dei servizi e strutture del Servizio sanitario nazionale.

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