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La cessione del quinto dello stipendio (o pensione) piace agli italiani ma occhio ai tassi oltre il 10%

di V.L.


La cessione del quinto dello stipendio (o pensione) piace agli italiani ma occhio ai tassi oltre il 10%

2' di lettura

La cessione del quinto dello stipendio (o della pensione) piace agli italiani. Lo dimostrano i dati in costante crescita per questa formula di prestiti che rientra nella categoria del credito al consumo. Nel primo semetre 2018 le erogazioni delle società finanziarie finalizzate a questa categoria (sommando il quinto dello stipendio e della pensione) hanno superato i 4 miliardi, segnando un tasso di crescita del 10% sullo stesso periodo del 2017. L’anno potrebbe concludersi - stando alle stime - con un monte erogato di 7 miliardi.

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A questo mercato poi bisogna aggiungere quello delle coperture assicurative integrate che sono obbligatorie e che fanno sì che in caso di perdita del posto di lavoro (cessione del quinto dello stipendio) o del decesso del debitore (cessione di quinto della pensione) l’onere della restituzione del debito residuo non cada sui famigliari. Il mercato annesso delle assicurazioni obbligatorie vale circa 400 milioni di euro l’anno e cresce al ritmo del 15-20% l’anno.

Ma in concreto come funziona questo prestito? La formula prevede che chi abbia un lavoro (sia pubblico che privato, a tempo indeterminato o determinato, sarà poi la finanziaria a valutare la capacità di rimborso) o una pensione può fare richiesta di un finanziamento di durata non superiore ai 120 mesi la cui rata massima non superi il 20% (1/5 appunto) dello stipendio netto o pensione. L’addebito della rata (prelievo) avviene direttamente in busta puga o nell’assegno pensionistico. È una soluzione alternativa ad altre forme di credito al consumo (prestito di liquidità, prestiti finalizzati all’acquisto di un bene specifico come auto o mobili, carte revolving, ecc.) ed è, va detto, la più cara dopo le carte revolving.

Per capirlo basta osservare i Tegm (Tassi annui effettivi globali medi) fissati trimestralmente dalla Banca d’Italia per delimitare le soglie dei tassi applicabili da quelli considerati usurai.

Il Tegm per la cessione del quinto per importi fino a 15.000 euro è ora all’11,65%. Quello per importi superiori ai 15.000 scende all’8,43%. Come detto, in questo ambito, i tassi più alti vengono applicati sul credito rotativo, ovvero dagli acquisti effettuati attraverso le carte revolving. In questo caso il Tegm è al 16,12%. Per avere qualche altro parametro di confronto, la soglia d’usura per un prestito non finalizzato di liquidità oggi è al 10,01% che scende al 9,07% se il prestito è finalizzato a un bene specifico.

A differenza dei mutui - per cui non è prevista alcuna penale in caso di estinzione anticipato del debito residuio - per la cessione del quinto invece la finanziaria può applicare contrattualmente una penale fino all’1% del residuo.

twitter.com/vitolops

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