la svolta

La Chiesa d’Inghilterra pronta a cedere i terreni per costruire case per i poveri

Migliaia di ettari di terra potrebbero essere utilizzati per costruire case a prezzi accessibili per persone a basso reddito o senza fissa dimora

di Nicol Degli Innocenti

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Migliaia di ettari di terra potrebbero essere utilizzati per costruire case a prezzi accessibili per persone a basso reddito o senza fissa dimora


2' di lettura

La Chiesa d'Inghilterra ha deciso di dare il buon esempio. Da tempo investe i suoi tanti soldini solo in società “etiche” e ha messo al bando produttori di armi, di tabacco, di combustibili fossili e così via. Ora però ha deciso di andare oltre e farsi parte attiva, aiutando direttamente i poveri.

Migliaia di ettari di terra di proprietà della Church of England (CofE) potrebbero essere utilizzati per costruire case a prezzi accessibili per persone a basso reddito o senza fissa dimora. Questa è la proposta presentata da una Commissione di studio incaricata dal leader della Chiesa, l'arcivescovo di Canterbury.

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Il «fallimento morale» del governo

Justin Welby, l'arcivescovo, sostiene quest'iniziativa a spada tratta. «È una questione di giustizia e quindi riguarda la Chiesa -, afferma -. Costruire case a basso costo vuol dire anche costruire comunità più forti».

Otto milioni di persone in Gran Bretagna vivono in case fatiscenti o sovraffollate, mentre il numero di senzatetto aumenta ogni anno. La Chiesa punta il dito contro il “fallimento morale” del Governo che non ha fatto abbastanza per risolvere la crisi, ma si impegna anche a agire con i fatti e non solo con le parole.

Piano ventennale per migliaia di case

Il rapporto della Commissione, dal titolo “Coming home: Tackling the housing crisis together”, propone un piano ventennale per costruire migliaia di case a prezzi contenuti, partendo immediatamente dalle zone dove il bisogno è maggiore.

La CofE è, per ragioni storiche, uno dei maggiori proprietari terrieri del Regno Unito e controlla circa 81mila ettari di terreni, molti dei quali edificabili, nelle sue 42 diocesi e 12.500 parrocchie. Finora, negli ultimi cinque anni, sono stati ottenuti permessi edilizi per costruire quasi 4mila case su terreni di proprietà della Chiesa, ma solo una frazione erano a basso costo.

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Cessioni dei terreni anche per motivi sociali

Sarà necessario modificare lo statuto, che per ora prevede che la vendita di edifici e terreni di proprietà della CofE sia autorizzata solo per ottenere il massimo beneficio economico, per pagare gli stipendi dei preti, restaurare chiese pericolanti e presumibilmente per opere di beneficenza.

La Commissione vuole che d'ora in poi le cessioni possano avvenire anche per motivi ambientali e sociali e non solo finanziari. «È essenziale modificare le regole, altrimenti sembra che la Chiesa sia più interessata al denaro che alla sua missione di aiutare i bisognosi», afferma il rapporto.

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