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Coronavirus, la Cina introduce l’isolamento a casa. Annullato il gp di Formula 1 del 2023

Pechino allenta la stretta anti-Covid in grandi città come Guangzhou, Chongqing, Zhengzhou e Pechino con l’isolamento domiciliare per i pazienti contagiati a basso rischio

Aggiornato venerdì 2 dicembre 2022 alle 7:28

Cina, proteste e scontri di piazza a Guangzhou

3' di lettura

La Cina allenta la stretta anti-Covid in grandi città come Guangzhou, Chongqing, Zhengzhou e Pechino dove, timidamente, si è affacciato l’isolamento domiciliare solo «in alcuni casi» per i pazienti contagiati a basso rischio, a partire dal distretto centrale più popoloso di Chaoyang.

Intanto, si apprende che proprio a causa delle continue difficoltà dovute alla pandemia di Covid è stato annullato il gran premio di Formula 1 previsto in Cina nel 2023. Una nota delgi organizzatori del Mondiale spiega che la F1 sta valutando opzioni alternative per sostituire l’appuntamento nel calendario dell’anno prossimo. La corsa si sarebbe dovuta svolgere a Shanghai il 16 aprile.

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Tutto questo accade mentre, tra temperature crollate sotto lo zero, la capitale si prepara a dare l’addio all’ex presidente Jiang Zemin, un “immortale” del Partito comunista, come ha ricordato il Quotidiano del Popolo, in vista dei funerali in programma il 6 dicembre.

Il Covid rialza la testa

Il Dragone ha avuto quasi tre anni di tempo per prepararsi a un’ondata di Covid dopo l’emersione del virus a gennaio 2020 nella città di Wuhan, ma piuttosto che investire nella prevenzione ha concentrato le risorse sul controllo, basato su ’tolleranza zero’, lockdown, test di massa e quarantene spartane.

Allo stato, i contagiati sono inviati obbligatoriamente ai siti di quarantena governativi, a prescindere dalla gravità dell’infezione per fermare le catene di trasmissione.

I nuovi piani su Pechino sono stati riportati dalla Bloomberg, che ha citato fonti vicine al dossier. Ma i media statali non si sono espressi sull’allentamento delle draconiane norme anti-pandemia alla base delle proteste dello scorso fine settimana, le più grandi dai fatti sanguinosi di Piazza Tienanmen del 1989.

Mentre ha avuto grande risalto sui media cinesi l’incontro di mercoledì della vice premier Sun Chunlan, responsabile della lotta al virus, con la Commissione sanitaria nazionale nazionale e diversi esperti.

«Man mano che la variante Omicron diventa meno patogena, più persone sono vaccinate e la nostra esperienza nella prevenzione del Covid-19 si accumula: la nostra lotta alla pandemia è in una nuova fase e comporta nuovi compiti», ha osservato la vice premier senza mai citare lo ’zero-Covid’, nel resoconto che ne ha fatto la Xinhua.

Le parole di Sun, nota come la ’Vecchia signora dei lockdown’, sono maturate dopo le proteste, e potrebbero segnalare un allontanamento dalla postura rigida finora seguita per alleviare rabbia e frustrazione della popolazione, invertire l’isolamento internazionale e cercare di mettere al riparo un’economia in forte difficoltà. Resta da vedere se al tono più morbido usato da Sun, destinata a lasciare il governo a marzo 2023, faranno seguito i fatti.

Le proteste di piazza

Nel frattempo, l’autorità sulla cybersicurezza ha chiesto alle compagnie tecnologiche di espandere la censura delle proteste di piazza e ha adottato misure per limitare l’accesso alle Vpn, ha riportato il Wsj.

La leadership, ha notato il giornale, non è tranquilla per l’ondata di proteste dei ’fogli bianchi’ che rappresenta la più grande crisi vissuta dal presidente Xi Jinping dalla salita al potere nel 2012, a poche settimane dal terzo e inedito mandato di fila ricevuto alla guida del Pcc. A Pechino e Shanghai i manifestanti hanno scandito slogan chiedendo le dimissioni di Xi. per il Pcc.

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In sofferenza l’attività manifatturiera

Le conseguenze sull’economia cinese della strategia «zero Covid» continuano intanto a farsi sentire: l’ultimo dato riguarda l’attività manifatturiera, che ha continuato a soffrire a novembre per il quarto mese consecutivo. L’indice Pmi del manifatturiero cinese calcolato da Ihs Markit per il gruppo media Caixin, si è attestato a 49,4 punti il ​​mese scorso, rispetto ai 49,2 punti di ottobre. Un numero inferiore a 50 indica una contrazione dell’attività. Da agosto questo indice è stato costantemente sotto la soglia di 50.

«L’offerta e la domanda di manufatti ha continuato a contrarsi il mese scorso a causa dell’aumento dei focolai di casi di Covid e delle successive misure di contenimento», ha dichiarato l’economista Wang Zhe di Caixin Insight Group. «Nel complesso, la pandemia continua a pesare sull’economia» aggiunge. «La produzione è in contrazione, la domanda è sotto pressione, la domanda esterna rimane debole, l’occupazione si sta deteriorando, la logistica sta soffrendo e i produttori stanno affrontando una crescente pressione operativa». In questo contesto, le aziende sono rimaste caute in termini di occupazione, con le assunzioni nel settore che sono diminuite a novembre per l’ottavo mese consecutivo, raggiungendo il livello più basso da febbraio 2020, secondo Caixin.

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