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La Cina è pronta ad abbandonare i piani sul rilancio del nucleare in Gran Bretagna

La rappresaglia. Pechino e Londra ai ferri corti, l’agenzia statale Cgn vuol uscire dalla joint venture da 20 miliardi di sterline con i francesi di Edf a Sitewell in Inghilterra

di Rita Fatiguso

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La rappresaglia. Pechino e Londra ai ferri corti, l’agenzia statale Cgn vuol uscire dalla joint venture da 20 miliardi di sterline con i francesi di Edf a Sitewell in Inghilterra


2' di lettura

La Cina passa dalle minacce ai fatti per ritorsione contro il Regno Unito, “colpevole” di aver fatto slittare l’accordo sul 5G con Huawei e di alimentare sentimenti anticinesi su una serie di fronti, da Hong Kong a HSBC alla situazione dello Xinjiang. Fioccano le posizioni dei parlamentari, senza distinzioni tra Camera dei Comuni e Camera dei Lords.

Il dietrofront di Pechino

I cinesi di Cgn (China general nuclear power corp) stanno per abbandonare entro fine anno il progetto di centrale nucleare da 20 miliardi di sterline (26.5 miliardi di dollari), Sitewell C, sviluppato con i francesi di Electricitè de France ( Edf) nel Sud Est dell’inghilterra.

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La mossa azzopperebbe definitivamente il piano di ammodernamento del nucleare britannico.

L’Agenzia nucleare cinese sarebbe determinata a cancellare il piano, Rob Davies, un executive della branch britannica di Cgn ha rivelato di tentativi estremi di arrivare a una decisione finale nei prossimi giorni.

Sizewell C, nel Sud dell’Inghilterra, è in fase di sviluppo con un reattore basato sull'esistente Hinkley Point C.

Edf sta cercando di salvare in extremis il progetto evitando però di sobbarcarsi tutti i rischi finanziari, bilanciando finanza privata e pubblica. Una ricerca spasmodica di partners in grado di compensare la fuoriuscita dei cinesi.

Fine del Piano Net Zero

Nei prossimi 4 anni chiuderanno 4 siti, l'unico rimasto è Hinkley Point C che sarebbe dovuto entrare in funzione nel 2025.

Il piano britannico Net Zero, incentrato proprio sull'energia nucleare e sul suo rilancio in Gran bretagna, si sta sgretolando a causa delle continue frizioni politiche con la Cina.

Quasi a smarcarsi in anticipo da questo esito disastroso, Boris Johnson ha illustrato al congresso Tory il rilancio sì, ma dell’eolico.

La Gran Bretagna diventerà «leader mondiale nell'energia eolica pulita, con milioni di sterline e centinaia di migliaia di di posti di lavoro. Entro dieci anni le centrali eoliche offshore produrranno abbastanza energia per illuminare e riscaldare ogni abitazione nel Regno Unito “senza sensi di colpa”», ha detto Boris Johnson.

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