Il secolo cinese

La Cina firma con 14 Paesi il più grande patto commerciale del pianeta. Ci sono Corea e Giappone

Rappresenterà il 30% dell'economia e della popolazione globale e raggiungerà 2,2 miliardi di consumatori

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Il primo ministro vietnamita Nguyen Xuan Phuc (a sinistra) e il ministro dell'Industria e del Commercio Tran Tuan Anh applaudono durante la cerimonia della firma virtuale del partenariato economico globale regionale (Epa)

Rappresenterà il 30% dell'economia e della popolazione globale e raggiungerà 2,2 miliardi di consumatori


2' di lettura

Quindici economie dell'Asia-Pacifico hanno formato il più grande patto di libero scambio del mondo, un accordo sostenuto dalla Cina che esclude gli Stati Uniti.

La firma del Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) in un summit regionale ad Hanoi, è un ulteriore colpo all’accordo promosso dall'ex presidente americano Barack Obama, dal quale il suo successore Trump è uscito nel 2017. Il RCEP potrebbe rafforzare la posizione della Cina come partner economico con il Sudest asiatico, il Giappone e la Corea, mettendo la seconda economia mondiale in una posizione migliore per dettare le regole commerciali della regione.

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Gli Stati Uniti sono assenti sia dal RCEP che dal successore della Trans-Pacific Partnership (TPP) guidata da Obama, lasciando l'economia più grande del mondo fuori da due intese commerciali che abbracciano la regione in più rapida crescita della terra.

Il RCEP potrebbe aiutare Pechino a ridurre la sua dipendenza dai mercati e dalla tecnologia d'oltremare, un cambiamento accelerato da una frattura sempre più profonda con Washington. RCEP raggruppa l'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), più Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. Nei prossimi anni mira ad abbassare progressivamente le tariffe in molti settori. L'accordo è stato firmato a margine di un summit ASEAN online tenutosi mentre i leader asiatici affrontavano le tensioni nel Mar Cinese Meridionale e i piani per una ripresa economica post-pandemica. L'India non ha firmato sui timori di un aumento del suo deficit commerciale con la Cina, ma potrebbe aderire in un secondo momento.

Il patto rappresenterà il 30% dell'economia e della popolazione globale e raggiungerà 2,2 miliardi di consumatori. Il ministero delle Finanze cinese ha detto che le promesse del nuovo blocco includono l'eliminazione di una serie di tariffe, alcune immediatamente e altre nell'arco di 10 anni.Non ci sono dettagli su quali prodotti e quali paesi vedrebbero una riduzione immediata dei dazi. «Per la prima volta, Cina e Giappone hanno raggiunto un accordo bilaterale di riduzione delle tariffe, raggiungendo una svolta storica», ha detto il ministero.

L'accordo comprende 20 capitoli di regole che coprono dal commercio di beni, investimenti e commercio elettronico alla proprietà intellettuale e agli appalti pubblici, con la prospettiva di entrare in vigore quando tutti i firmatari lo avranno ratificato. È il secondo grande accordo commerciale multilaterale per l'Asia, dopo quello globale e progressivo per la partnership transpacifica (Cptpp), la versione a 11 del Tpp senza gli Usa: sette Paesi fanno parte anche dei 15 del Rcep.

È la prima volta che le potenze rivali dell'Asia orientale - Cina, Giappone e Corea del Sud - hanno concluso un accordo di libero scambio.Nonostante sia al di fuori del RCEP e sia stato vicepresidente del governo americano che ha promosso il TPP, è improbabile che il Presidente eletto Joe Biden si unisca al TPP in tempi brevi, dato che il suo governo dovrà dare priorità alla gestione dell'epidemia di COVID-19.

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