Lo scambio

La Cina libera i due canadesi dopo il rilascio di Lady Huawei. Pechino: persecuzione politica

I due cittadini canadesi erano detenuti in Cina dal 2018 dopo il fermo di Meng Wanzhou

I due canadesi liberati per cui si è manifestato in questi anni

4' di lettura

I due cittadini canadesi detenuti in Cina dal 2018, Michael Kovrig e Michael Spavor, sono stati liberati da Pechino e stanno per ritornare in patria. Questo poche ore dopo che gli Usa hanno raggiunto un accordo per rilasciare Lady Huawei, Meng Wanzhou, che a sua volta sta ritornando in Cina. Si tratta evidentemente di uno scambio dietro il fermo di una delle signore della telefonia mondiale, la figlia del fondatore di Huawei accusata di frode bancaria. La figlia del fondatore di Huawei, che è agli arresti domiciliari a Vancouver dalla fine del 2018, è tornata in libertà ed è sfuggita all’estradizione negli Stati Uniti che volevano processarla. Un giudice del tribunale di Vancouver ha infatti dichiarato chiuso il caso di estradizione.

L’annuncio di Trudeau

Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha potuto annunciare “I due canadesi Michael Kovrig e Michael Spavor, detenuti in Cina dal 2018, sono stati liberati e stanno rientrando in Canada” poco dopo che la direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou, aveva lasciato il Canada per la Cina in seguito alla liberazione a Vancouver. “Pochi minuti fa, Michael Kovrig e Michael Spavor hanno lasciato lo spazio aereo cinese per tornare a casa”, ha detto Trudeau nel corso di una conferenza stampa. “Questi due uomini hanno vissuto per più di 1.000 giorni una terribile prova. Hanno mostrato determinazione e resilienza giorno per giorno e sono un’ispirazione per tutti noi”, ha aggiunto. “Dato che si tratta di un’operazione attualmente in corso - ha concluso rivolgendosi ai giornalisti - non posso condividere ulteriori dettagli”.

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L’odissea dei due Michael

L’ex diplomatico Michael Kovrig e l’uomo d’affari Michael Spavor erano stati arrestati nel dicembre 2018 in Cina per spionaggio, causando una crisi diplomatica senza precedenti tra Ottawa e Pechino. La loro detenzione è stata vista dal Canada come una misura di ritorsione dopo l’arresto di Meng Wanzhou su richiesta degli Stati Uniti. Rimasti in carcere oltre mille giorni i due Michael, come erano conosciuti, si sono sempre proclamati innocenti. Il Canada e altri governi occidentali hanno accusato la Cina di impegnarsi in una “diplomazia degli ostaggi”, arrestando arbitrariamente gli uomini con accuse che il Canada ha ritenuto infondate.

Lady Huawei verso Shenzhen

Mentre i due canadesi sono in viaggio verso Ottawa, accompagnati dall’ambasciatore canadese Dominic Barton, come ha spiegato il ​​primo ministro canadese Justin Trudeau, lady Huawei ripartiva su un aereo charter per Shenzhen in virtù di un accordo con gli Stati Uniti. “Negli ultimi tre anni, la mia vita è stata stravolta”, ha detto Meng.Il dipartimento di Giustizia Usa ha annunciato di aver raggiunto un accordo con Meng Wanzhou per la sospensione in via cautelare delle accuse di frode che cadranno il primo dicembre 2022 se lei rispetterà l’intesa.

Cina e Huawei aggressive contro Usa e Canada

La cosa però non finisce qui: la Cina interviene e sostiene che la sua posizione “è coerente e chiara: i fatti hanno pienamente dimostrato che si tratta di un episodio di persecuzione politica contro cittadini cinesi, con lo scopo di sopprimere le imprese high-tech della Cina”. L’accusa di frode, si legge in una breve nota del ministero degli Esteri, “è puramente inventata” e le azioni di Usa e Canada “sono una tipica detenzione arbitraria”.

Dopo la liberazione di Meng interviene anche l’azienda: Huawei si “difenderà” dalle accuse secondo cui ha violato le sanzioni Usa all’Iran, dopo l’accordo con il Dipartimento di Giustizia sul ritiro degli addebiti di frode contro la responsabile della finanza, Meng Wanzhou. “Huawei continuerà a difendersi dalle accuse della Corte Distrettuale degli Usa per il Distretto Orientale di New York”, si legge in una nota del gruppo diffusa mentre Meng è in viaggio verso la Cina. Concludendo l’accordo, “Meng si è assunta la responsabilità del suo ruolo principale nel perpetrare un piano per frodare un’istituzione finanziaria globale”, ha però rilevato il procuratore ad interim Nicole Boeckmann.

Meng ringrazia il governo di Pechino

“Senza un Paese forte non avrei oggi la mia libertà”. E’ il ringraziamento rivolto alla Cina del capo della finanza di Huawei. Meng, secondo i media cinesi, ha ringraziato anche il Partito comunista e il governo di Pechino. “E’ il brillante rosso cinese che ha acceso il fuoco della fede nel mio cuore, ha illuminato i momenti più bui e mi ha condotto nel lungo viaggio verso casa. Nonostante tutti i colpi di scena, questo viaggio di ritorno è il più dolce verso casa”, ha aggiunto Meng, sulla cui vicenda sta soffiando con forza la propaganda

La donna ha accettato di fare una dichiarazione in merito ai fatti inerenti al caso ma non si è dichiarata colpevole. Meng Wanzhou, 49 anni, figlia del fondatore di Huawei, è stata arrestata il 1 dicembre 2018 all’aeroporto di Vancouver su richiesta di Washington, che voleva processarla per vari reati tra cui la frode bancaria. La donna ha sempre negato queste accuse e si è dichiarata “non colpevole”. Secondo il dipartimento di Giustizia, Meng ha ammesso, secondo i termini dell’accordo, di aver fatto “false dichiarazioni” e di aver “nascosto la verità” al dirigente Hsbc dell’epoca sulle “attività di Huawei in Iran”, un paese soggetto a sanzioni statunitensi e internazionali. Il governo cinese ha sostenuto fin dal 2018 che l’amministrazione statunitense - con l’allora presidente Donald Trump - cercasse principalmente di indebolire Huawei, azienda cinese di primo piano e leader mondiale nelle apparecchiature e reti 5G.

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