Piano del governo

La Cina pronta a dimezzare i dazi sull’import di auto dall’attuale 25%

di Rita Fatiguso

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(Adobe Stock)


2' di lettura

Che l'idea di ridurre sensibilmente i dazi all'import sulle auto di fabbricazione estera ci fosse, non c'è dubbio: l'annuncio è stato dato dal presidente Xi Jinping in persona al Boao Forum for Asia come piatto forte dell'opening cinese. Ma il quantum, finora, era rimasto indefinito rispetto alla quota, altissima, del 25 per cento sulle auto prodotte all'estero. Lo State Council – ovvero, il Governo cinese - sta considerando, invece, di tagliare di circa la metà i dazi all'import sulle autovetture come parte del maxi-piano di Pechino per aprire ulteriormente il mercato automobilistico agli stranieri e favorire i consumi interni.

L'anticipazione è dell'agenzia Bloomberg News, che riferisce di un piano di imminente annuncio – piano prevedibile, proprio in questi giorni è in corso l'importante Salone dell'auto a Pechino - per ridurre l'imposta sulle auto importate al 10 percento o al 15 percento dall'attuale 25 per cento.

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Il provvedimento sarebbe un plus rispetto a quanto deciso dalla Cina sul fronte dell'apertura in un arco di tempo determinato della compagine societaria per le joint venture sull'auto. Un'importante riduzione delle tariffe potrebbe spingere le vendite delle case automobilistiche estere, in particolare i marchi di auto di lusso; potrebbe far aumentare le importazioni di automobili realizzate all'estero nel mercato cinese, aumentandone la competitività e aiutando a ridurre la differenza di prezzo sui concorrenti locali.

L'alta tariffa - contro un 2,5% di prelievo negli Stati Uniti - è stata al centro delle polemiche con l'amministrazione degli Stati Uniti. Donald Trump, presidente Usa, l'ha presa ad esempio della politica cinese. In ogni caso, un altro tassello dell'opening cinese su un mercato, quello delle auto, che è il più grande al mondo, sta per andare a posto, in un momento cruciale, con l'imminente arrivo a Pechino del segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, per riattivare i negoziati economici tra Cina e Stati Uniti.

Quanto potrebbe valere un dimezzamento dei dazi attualmente in vigore? Ci sarebbero contraccolpi per Pechino? Intanto, una diminuzione drastica del 5% - considerata in precedenza del tutto improbabile - farebbe perdere circa un quinto dei profitti dell'industria nazionale. Questo, in effetti, è un effetto collaterale non da poco, visto che la Cina ha un mercato molto poco competitivo alla ricerca di qualità.

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