prove di distensione

La Cina riduce i dazi sull’import delle auto Usa

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Dazi, Borse in calo su dubbi intesa Usa-Cina

2' di lettura

La Cina ha annunciato che ridurrà i dazi sulle auto americane importate. La riduzione dei dazi va dal 40% al 15%, ed è stata concordata durante una telefonata tra il vicepremier cinese Liu, il segretario Usa al Tesoro e il rappresentante del commercio americano Robert Lighthizer. Lo scrive il Wall Street Journal citando una fonte a conoscenza del dossier.

Cina e Stati Uniti provano dunque a stemperare le tensioni. Lunedì 10 dicembre, con una telefonata, il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin, il Rappresentante al commercio Robert Lighthizer e il vice primo ministro cinese Liu He hanno infatti dato il via ai negoziati di 90 giorni per tentare di dirimere le questioni ancora aperte nella guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, dopo la tregua siglata nella cena tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping al G 20 di Buenos Aires. L’iniziativa, spiega una nota del ministero del Commercio cinese, era finalizzata a promuovere un primo «scambio di vedute» sull’attuazione di quanto concordato tra i due presidenti in Argentina.

Nella conversazione telefonica si è discusso del programma e della roadmap dei negoziati sul commercio. È stato confermato da parte americana che il primo gennaio non verrà alzata l’aliquota dal 10 al 25% sui dazi imposti su 200 miliardi $ di prodotti cinesi. Si è parlato degli acquisti di prodotti agricoli americani, a partire dalla soia, promessi dai cinesi. I cinesi si sono detti disponibili anche a rivedere il loro piano industriale Made in China 2025 che punta, tra le altre cose, al primato del paese in vari settori tra cui intelligenza artificiale e robotica. Sia cinesi che americani hanno ribadito la volontà di non far deragliare i negoziati. Nonostante l’arresto di Meng Wangzhou, la top manager di Huawei accusata dagli Stati Uniti di aver violato le sanzioni contro l’Iran, da dieci giorni detenuta in Canada, in attesa di estradizione. Arresto per il quale si temono ritorsioni da parte cinese.

Lunedì 10 dicembre si è saputo che un tribunale cinese ha vietato le vendite di alcuni modelli di iPhone della Apple, per un vecchio contenzioso con Qualcomm, società che forniva microchip alla casa di Cupertino. Il tribunale cinese ha accolto la tesi di Qualcomm e cioè che i dispositivi violano due suoi brevetti. La Cina è il più grande mercato al mondo per la vendita di smartphone. L’iPhone da solo vale il 62% del fatturato di Apple, pari a circa 165 miliardi di dollari previsti nel 2018. Il 20% del fatturato della società californiana arriva dalla Cina.

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