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La Cina scalza la Germania come primo importatore della Gran Bretagna

Brexit, pound debole, pandemìa: è il mix di fattori dietro la svolta. Nonostante le relazioni diplomatiche tese tra Londra e Pechino

di Rita Fatiguso

2' di lettura

Londra importa più dalla Cina che dalla Germania. Le ultime rilevazioni dell’Istituto nazionale di statistica cinese dicono che, per la prima volta dal 1997, da quando Pechino ha iniziato a registrare i flussi commerciali, Londra ha importato merci dalla Cina per 16,9 miliardi di pounds (24 miliardi di dollari) nel primo trimestre contro i 12.5 miliardi di pounds dalla Germania. La Cina prende così il posto della Germania come primo importatore della Gran Bretagna.

Il boom cinese nel Regno Unito

Relazioni diplomatiche tese tra Londra e Pechino, com’è noto, tuttavia i continui contrasti su 5G, sui diritti umani, e la situazione di Hong Kong non hanno fermato il traffico merci tra i due Paesi.

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Al contrario, il business è andato alla grande, come confermano anche le Dogane di Sua Maestà. La Cina ha registrato la seconda crescita più ampia a marzo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con oltre 455 milioni di pounds (646 millioni di dollari) .

La Cina ha totalizzato il 13% del totale delle merci britanniche importate, in aumento del 5.5 rispetto al mese di marzo del 2020.

Le possibilità dietro l’angolo

A causa della Brexit, ma anche della pandemìa, le merci europee hanno perso appeal, a scapito di quelle cinesi. Non è certo che il trend si stabilizzi, in futuro, tra UK e Cina. Ma ci sono comunque opportunità nel settore food&drinks, farmaci, green energy.

Il pound inoltre ha continuato a calare, rendendo le merci europee più costose.

La Gran Bretagna ha importato in ogni caso più merci dalla Cina che da qualsiasi altro Paese nella seconda metà del 2020. Circa il 16,1% delle merci importate, con un aumento nel primo trimestre del 2021 del 65,6 per cento.

Dopo la Brexit , la Gran Bretagna gioca a tutto campo e ha chiesto di entrare nel Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership, che raggruppa 11 Paesi dell’Asia-Pacifico, incluso Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Vietnam che totalizzano oltre il 13% del Pil mondiale, il 15% del traffico globale e 500 milioni di persone. Anche la Cina ha detto che potrebbe esserci una opportunità di adesione.

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