Interventi

La Cina scommette sulla prosperità comune

di Keyu Jin

(Afp)

6' di lettura

LONDRA – L'anno 2021 ha segnato l'inizio di un nuovo paradigma per l'economia cinese. La Cina sta passando da un modello che sostiene soprattutto la crescita del PIL ad uno che enfatizza l'efficienza, il benessere e la protezione dei consumatori, la mitigazione dei cambiamenti climatici e la protezione dell'ambiente. La crescita delle aziende cinesi sarà meno sfrenata e più regolamentata e monitorata. L'obiettivo di costruire una potenza manifatturiera globale si è trasformato nel perseguimento del “tecno-nazionalismo”. I leader cinesi credono che il loro paese sia sul punto di trasformarsi in una vera “economia socialista moderna”.

La Cina non è da sola. Indipendentemente dall' epiteto attribuito ai rispettivi sistemi politici, e nonostante le tensioni bilaterali, la Cina e l'Occidente stanno affrontando alcune sfide simili. Entrambe le realtà si devono confrontare con crescenti disparità di reddito, crescita illimitata delle aziende Big Tech, e un divario sempre più profondo tra le élite e la base. Ma a differenza del resto del mondo, la Cina ha deciso di fronteggiare questi problemi a testa alta.

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Nel corso del 2021, il governo cinese ha intrapreso una serie di 20-30 passi fondamentali per regolamentare e disciplinare una vasta gamma di aziende leader, dalle imprese delle piattaforme rivolte ai consumatori alle società di formazione. Le motivazioni alla base di questi interventi sono stati l'antitrust, la sicurezza dei dati, e l'uguaglianza sociale – talvolta tutti e tre i motivi insieme.

Anche se queste iniziative radicali hanno generato una grande quantità di commenti fin troppo elaborati da parte della stampa internazionale, essi si sono limitati a scalfire la superficie della più profonda trasformazione in corso. Le azioni di regolamentazione e di esecuzione sono entrambe necessarie e benvenute in un paese in cui le prospettive di crescita delle aziende ed i loro contributi al PIL hanno a lungo ignorato il benessere e la protezione dei consumatori.

I cambiamenti introdotti nel 2021 rappresentano il “raggiungimento della maggiore età” per l'economia cinese, indicando che le persone contano più dei numeri aggregati. Sotto il nuovo registro della “prosperità comune”, l'obiettivo ufficiale del governo per il prossimo decennio è creare le condizioni per la crescita di una classe media ampia e prospera, migliori opportunità per tutti, e un comportamento più “empatico” da parte delle aziende. Si deve evitare il capitalismo sfrenato in stile occidentale che ha portato alla “compressione della classe media”, a favore invece di una distribuzione del reddito più “a forma di oliva”.

Il Punto di Svolta

Quarant'anni fa, Deng Xiaoping ha rimosso il tabù ideologico sulla ricerca del profitto individuale per consentire, dapprima, ad alcune persone di arricchirsi, e poi permettere alla “marea montante di sollevare tutte le barche”. La leadership cinese attuale crede che sia tempo di lasciare che la marea salga. Il COVID-19 ha messo a nudo le disuguaglianze tra chi ha e chi non ha. Le grandi aziende tecnologiche sono diventate ancora più grandi e potenti durante la pandemia. Con tutti costretti a casa, comodamente bloccati insieme – le élite con le masse – l'attenzione si è rivolta alle questioni interne e alla necessità di autosufficienza e indipendenza nazionali.

Contrariamente all'opinione convenzionale occidentale, la spinta della Cina verso una maggiore supervisione normativa non è motivata semplicemente dal desiderio di reprimere indiscriminatamente il settore privato, ridimensionare l'importanza dei miliardari, o limitare l'accesso internazionale delle aziende cinesi. Nel 2021 esistevano 407 elenchi pubblici per le società cinesi, e oltre l'83% di loro erano società private, non imprese statali.

La prosperità comune è legata all'obiettivo più ampio dell'armonia sociale. Una delle più grandi ironie della società cinese contemporanea è l'ipercompetizione nell'istruzione, che ha reso i genitori ansiosi e i bambini infelici. Le famiglie spendono una quantità eccessiva di tempo e denaro in attività extrascolastiche, riempiendo i programmi dei bambini con cose di cui non hanno necessariamente bisogno per l'economia moderna. Il fenomeno è stato paragonato a un teatro affollato in cui poche persone decidono di alzarsi in piedi per avere una visione migliore, costringendo tutti gli altri a fare lo stesso. Alla fine, nessuno sta meglio.

Ora che la maggior parte dei cinesi ha abbracciato pienamente la vita digitale, cresce anche la preoccupazione per l'uso improprio dei dati personali. In alcuni casi di alto profilo, tali abusi sono costati alle persone non solo la loro ricchezza personale, ma anche la vita. Inoltre, i colossi tecnologici cinesi hanno dimostrato scarsa preoccupazione per il benessere dei dipendenti, inducendo la perdita di motivazioni nei giovani oberati di lavoro che avevano sperato di costruire una famiglia e che oggi sono “sdraiati” (lavorando il minimo indispensabile).

Le autorità cinesi hanno riconosciuto le tensioni e le vulnerabilità sociali che derivano da una crescita incontrollata guidata dal mercato. Sebbene i fallimenti del mercato e le disuguaglianze della nuova era digitale non appartengano esclusivamente alla Cina, l'approccio cinese per affrontare questi problemi è specificatamente diverso da quello della maggior parte degli altri paesi. Per cominciare, le risposte sono spesso più rapide e radicali. Al contrario, i politici statunitensi non hanno fatto quasi nulla per tenere a freno Facebook, ad esempio, nonostante la serie di rivelazioni riguardo alle pratiche discutibili dell'azienda, ed i frequenti richiami ai profondi problemi sociali causati dal suo modello di business.

Una seconda differenza consiste nel fatto che è improbabile che la Cina adotti quel tipo di welfare state di grandi dimensioni che si trova in alcuni paesi europei. Il paese premia il duro lavoro come virtù nazionale e tradizionale. E, a differenza degli Stati Uniti, l'1% più ricco non viene punito, anche se occasionalmente ha un ruolo il disonore personale (o peggio, quando è coinvolta la violazione della legge). I leader cinesi vogliono eliminare solo le fonti “ingiuste” di disuguaglianza, come le barriere all'ingresso, i poteri monopolistici eccessivi e le scappatoie legali che consentono “redditi illegittimi”.

Una critica di comodo è che gli sforzi della Cina per regolamentare le aziende e limitare le loro ambizioni di crescita uccideranno l'incentivo a innovare. Ma questo argomento ignora il fatto che l'imprenditorialità cinese è guidata da qualcosa di più della ricompensa monetaria. Diventare “importante” attraverso una carriera impegnata o un contributo rilevante per la società è un modo per “glorificare i propri antenati”, come dice il proverbio confuciano. Spinti da un fine più grande, gli imprenditori cinesi si adattano agilmente alle mutevoli circostanze mentre perseguono tenacemente i propri obiettivi.

Inoltre, per ogni miliardario scontento che ha bisogno di essere “persuaso” a contribuire in modo più filantropico, ci sono molti più milionari felici che accolgono sinceramente le nuove normative sulle dimensioni e la portata delle grandi aziende, poiché queste miglioreranno le loro possibilità di diventare miliardari.

Rischi e Benefici

La strada della Cina è piena di sfide. Nessun paese di simili dimensioni ha promosso un'economia politica equa e capace di sfruttare appieno l'innovazione dinamica e l'efficienza. Ci sono rischi associati non solo alla de-globalizzazione, ma anche a una continuazione della globalizzazione che escluda la Cina. Un altro grosso rischio, secondo alcuni outsider, è che le politiche progettate per trasformare il clima di investimento e l'ambiente imprenditoriale peggioreranno le cose o diventeranno eccessive. Ed un rischio dalle conseguenze ancora più importanti è che l'ideologia prenda il sopravvento su una gestione economica prudente, annullando l'apertura mentale che negli ultimi 40 anni ha consentito il passaggio ad un'economia di mercato a tutti gli effetti. Ma è improbabile che ciò accada.

Fortunatamente, lo scorso anno ha portato anche molti sviluppi favorevoli al mercato, da BlackRock che ha lanciato il suo primo fondo cinese alla borsa di Hong Kong che è stata autorizzata a offrire A-share futures. Gli attori stranieri si stanno attrezzando per espandere la portata degli investimenti istituzionali con finanziamenti esteri in Cina, dimostrando che una maggiore liberalizzazione economica può coesistere con un controllo normativo più rigoroso. Inoltre, a partire dall'accordo commerciale di fase uno con gli Stati Uniti, la Cina ha approvato 28 licenze finanziarie e il 100% di tutte le esenzioni tariffarie richieste dalle società statunitensi. Nonostante le tensioni sino-americane e le interruzioni legate alla pandemia, i flussi commerciali e finanziari hanno resistito.

La Cina ha anche rafforzato i suoi impegni sul clima e ha annunciato che fermerà il finanziamento esterno della produzione di energia elettrica a carbone. Con la crescente consapevolezza del problema tra le aziende e le famiglie, la People's Bank of China, i governi locali e le istituzioni finanziarie si sono impegnati a sostenere le aziende più piccole, e le autorità di regolamentazione hanno pubblicato una classificazione dei “green bond” come parte di uno sforzo più ampio per integrare le questioni climatiche all'interno di una gestione fortemente prudenziale. La diplomazia climatica rimane un canale importante attraverso il quale la Cina può rafforzare i suoi legami con il resto del mondo e dimostrare una leadership globale. Ciò significa sia lavorare con le economie avanzate, sia aiutare gli altri paesi in via di sviluppo a raggiungere i propri obiettivi di zero emissioni nette.

Come molti altri paesi, nel prossimo anno la Cina dovrà tenere conto di vari problemi ciclici a breve termine, tra cui la lenta ripresa dalla pandemia, l'aumento dell'indebitamento e del rischio di default, disastri naturali più frequenti, ed investimenti e consumi contenuti. Ma sotto la spinta del naturale “flusso e riflusso” delle economie di mercato, il paese si muoverà verso una maggiore equità, tollerando tassi di crescita più bassi con enfasi sulla qualità, ed una maggiore volatilità ciclica. La maggior parte dei cinesi considererà necessari e saggi i sacrifici fatti per raggiungere la “prosperità comune”.

Keyu Jin, Professore Associato di Economia presso la London School of Economics and Political Science, è Young Global Leader del World Economic Forum.

Copyright: Project Syndicate, 2021.
www.project-syndicate.org

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