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La Cina vara l’austerity nel calcio: salary cap e formazione per 27 milioni di studenti

Per agevolare la formazione di talenti interni, la Federazione cinese ha calmierato gli ingaggi per gli stranieri (tetto a 3 milioni). Intanto avviati al calcio gli studenti in 27mila scuole

di Marco Bellinazzo


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(Afp)

4' di lettura

La Cina vara la politica dell’austerity calcistica. Per chi si era abituato allo shopping compulsivo dei club della Chinese Super League con assegni multimilionari elargiti a società, calciatori e agenti pur di portare in Asia nomi più o meno altisonanti del football europeo e sudamericano, la musica è destinata a cambiare. Scottata dalle delusioni per gli insuccessi della Nazionale culminati con la mancata qualificazione ai mondiali russi del 2018 e finora da un zoppicante cammino nel percorso verso i mondiali qatarioti del 2022 la Federcalcio di Pechino ha deciso di puntare tutto sui vivai locali. Dopo l’allontanamento di Marcello Lippi, dimessosi lo scorso novembre dopo la sconfitta contro la Siria, i vertici federali hanno preso tempo nella scelta del nuovo commissario tecnico. Nel frattempo però sono state rese note le nuove linee guida della politica sportiva del Dragone nel settore.

Doppio evento

L’obiettivo resta quello di assecondare la passione calcistica del presidente Xi Jinping e porre le basi per creare una nazionale di assoluto livello entro il 2050. Intanto la Cina si prepara ad ospitere due competizioni internazionali, la nuova Coppa del Mondo per Club Fifa a 24 squadre, in programma tra giugno e luglio del 2021, e l’edizione del 2023 della Coppa d’Asia, preludio per una candidatura all’edizione 2030 o 2034 dei mondiali per nazionali.

La Chinese Football Association ha appena annunciato le sedi in cui si terrà il Mondiale per Club 2021; Shanghai, Tianjin, Guangzhou, Wuhan, Shenyang, Ji'nan, Hangzhou e Dalian. Nel 2023, invece, la Coppa d’Asia per team nazionali andrà in scena a Pechino, Tianjin, Shanghai, Chongqing, Xi'an, Dalian, Qingdao, Xiamen e Suzhou. «Ospitare la Coppa del Mondo per Club e la Coppa d’Asia – ha dichiarato un portavoce della Cfa alla Xinhua – darà una grande spinta per l’industria calcistica e le infrastrutture della Cina. Si tratta di un evento enorme per il calcio cinese, per lo sport e anche per l’intero Paese. La Cfa collaborerà con la Fifa, di cui sono già partner commerciali diverse grandi aziende cinesi, le città ospitanti per presentare un evento di successo, meraviglioso e perfetto».

«Riapertura» agli stranieri
Per agevolare la formazione di talenti interni, la Chinese Super League ha da poco varato, in vista del calciomercato di gennaio e del prossimo campionatoche inizierà a marzo, due misure apparentemente contraddittorie: da un lato, infatti, sono state alleggerite le restrizioni sul numero di stranieri tesserabili, dall’altro lato è stato introdotto un meccanismo di salary cap per calmierare le spese.

Il numero di calciatori stranieri tesserabili è stato elevato da tre a sei, anche se in campo potranno essere schiarati solo in quattro. Nel 2017 l’”importazione” di giocatori non cinesi era stata drasticamente limitata: alle società infatti era inibita la possibilità di mettere sotto contratto più di tre giocatori stranieri, di cui al massimo due non asiatici. Prima della stratta regolamentare i limiti erano cinque stranieri tesserabili (uno asiatico equattro extra-continentali) e quattro in campo. Nel 2012, ma solo per un anno, il limite venne innalzato a sette stranieri per le squadre impegnate in Afc Champions League.

Salary cap
Le maglie più larghe sul numero di calciatori non cinesi in realtà sono solo apparenti, perchè la Federcalcio di Pechino ha contestualmente fissato per la prima volta un tetto salariale, per di più differenziato tra giocatori locali e giocatori stranieri. Nessuno d’ora in avanti potrà guadagnare più dell’equivalente di tre milioni di euro all’anno, mentre per i giocatori cinesi, il tetto sarà di 10 milioni di yuan, pari a circa 1,2 milioni di euro. Questa cifra potrà essere aumentata al massimo del 20% per coloro che fanno parte della nazionale. In ogni caso l’ammontare complessivo degli stipendi pagati da ogni società non potrà essere superiore al 60% delle entrate complessive. Una percentuale ancora più nassa di quella fissata in Europa dalla Uefa nell’ambito del fair play finanziario.

In futuro, perciò, sarà molto difficile che la Chinese Super League possa attirare top player o comuque assicurare ingaggi super, come è accaduto anche a giocatori italiani. L’ex centravanti della Nazionale Graziano Pellè, emigrato in Cina dopo il buon Europeo disputato nel 2016 con la squadra allenata allora da Antonio Conte, ha ripagato i 15 milioni all’anno versatigli dallo Shandong Luneng segnando 45 gol in 88 match.

Scuola e calcio
La priorità d’ora in avanti sarà quella coltivare il talento calcistico cinese. I numeri lasciano ben sperare. Il M inistero dell’Istruzione poche settimane fa ha annunciato che sono 27.000 le scuole elementari e medie che offrono la possibilità agli alunni di frequentare anche la scuola calcio. Wang Dengfeng, direttore del dipartimento di salute fisica e di educazione artistica del ministero, ha spiegato in una conferenza stampa che sono circa 27 milioni, in media 1.000 per ogni scuola in media, gli studenti che frequentano lezioni di calcio almeno una volta alla settimana e partecipano ad allenamenti e competizioni calcistiche.

Inoltre, 181 istituti di istruzione superiore in Cina dispongono di giocatori di calcio di qualità, ha precisato Wang, aggiungendo che quasi 2.000 studenti si iscrivono ogni anno in virtù del loro talento calcistico. Inoltre sono state organizzate competizioni a livello di scuola primaria e secondaria e anche a livello universitario, con i team campioni ammessi a disputare partite nazionali. I programmi di formazione vengono diffusi principalmente su piattaforme online per gli insegnanti di calcio nelle scuole.

Campi da gioco
A partire dal 2017, il Paese sta costruendo campi di allenamento di calcio a livello di contea e di distretto per formare insegnanti e giovani talenti. Sempre secondo Wang, negli ultimi cinque anni sono stati costruiti o ristrutturati 40.000 campi da calcio, con altri 20.000 da realizzare a breve, entro la fine del 13° Piano quinquennale 2016-2020. Wang ha osservato che le attività sportive e le competizioni sono vitali per lo sviluppo sano e completo degli studenti, aggiungendo che è necessario un maggiore lavoro per sensibilizzare il pubblico, migliorare il sistema delle istituzioni, della governance, così come le infrastrutture e la competenza degli insegnanti.

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