IL CEO DI TCL INDUSTRIAL HOLDINGS

La cinese Tcl non teme gli Usa. «Con Google e Amazon per diventare leader globali»

Parla Kevin Wang, Ceo di Tcl Industrial Holdings, colosso della tecnologia consumer made in China

di Gianni Rusconi


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4' di lettura

È molto convinto delle sue affermazioni, Kevin Wang, Ceo di Tcl Industrial Holdings, branchia del colosso di Shenzen che produce televisori, pannelli, dispositivi elettronici di vario genere e proprietaria dei marchi Alcatel e Blackberry. Lo abbiamo incontrato all'Ifa di Berlino e, quando sollecitato a fornire un'opinione sui potenziali impatti della guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina, il manager cinese (con in tasca un Master in Business Administration dell'Università del Texas) ha risposto in modo pacato e al contempo fermo, “ammettendo” che una questione commerciale fra i due Paesi è in atto ma puntualizzando subito un aspetto chiave: «il commercio globale non è l'unica incertezza che affrontiamo a livello di compagnia multinazionale. Anche nella stessa Cina c'è una grande incertezza e per questo in Tcl ci concentriamo su ciò che possiamo fare per continuare a sviluppare prodotti da offrire ai consumatori di tutto il mondo, investendo in ricerca e sviluppo per migliorarli costantemente e rendere il nostro marchio un brand premium».

Il nome di Huawei non emerge mai, in questa discussione, ma è evidente come Wang desideri in qualche modo “prendere le distanze” dall'altro gigante tecnologico di Shenzen, mettendo sul tavolo i risultati ottenuti fino a oggi. «Siamo il secondo produttore di Tv al mondo e negli Stati Uniti siamo al secondo posto nel ranking di vendita», ci spiega in modo dettagliato. “Siamo attualmente nella top 5 negli smartphone e abbiamo spazio per crescere ulteriormente in questo settore. Geograficamente siamo già molto forti in Nord America e in Asia ma c'è ancora molto spazio per aumentare la nostra quota di mercato in Europa, dove puntiamo al terzo posto nelle Tv entro tre anni, e in Africa. Dove vogliamo arrivare? Vogliamo essere un leader globale e stiamo espandendo le categorie di prodotto offerte, evitando di concentrarsi solo su una regione e ottimizzando pienamente le opportunità della China's Belt and Road Initiative (la Nuova via della seta, ndr)”.

Anche la questione dell'affidabilità e della sicurezza da garantire al mercato, tema sul quale abbiamo insistito, trova il Ceo di Tcl preparato a rispondere. «È un ottimo punto, questo, ma noi abbiamo iniziato a lavorare in Europa 20 anni fa, e quindi non siamo nuovi a operare su scala internazionale. La strategia di globalizzazione è cominciata nel 1999, con l'apertura della nostra prima fabbrica fuori dalla Cina. Oggi operiamo con stabilimenti di proprietà in Polonia, Messico, India, Indonesia, Brasile, Argentina e altri Paesi, oltre alle diverse fabbriche in Cina, siamo un'organizzazione molto integrata verticalmente e abbiamo creato un sistema di supply chain globale in grado di garantire una corretta distribuzione dei prodotti in ogni mercato”.

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Non entra, Wang, nel merito del rischio che i marchi cinesi possano essere penalizzati dalle misure restrittive del governo di Washington, perché di fatto è un problema che non riguarda la sua azienda, e sposta invece la sua focalizzazione sull'aspetto tecnologico, confermando come l'Internet of Things e l'intelligenza artificiale siano la prossima grande sfida e come Tcl stia lavorando sodo proprio su questi due fronti (all'AI è dedicato il nuovo centro di R&D di Varsavia). La collaborazione stretta a tutto tondo con Google, per portare Android e la galassia dei servizi di BigG a bordo dei suoi device, va invece letta ad ampio spettro. Le relazioni di Tcl con le compagnie tech americane sono buone e sono confermate anche dal fatto che su Android l'azienda sta investendo parecchio per aumentare l'appeal dei suoi Smart Tv. Ma - come dice il Ceo -, “siamo aperti a qualsiasi tipo di partnership industriale che possa portare valore e vantaggio ai nostri utenti”.


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L'ecosistema di casa intelligente multipiattaforma e in grado di collegare tutti i vari prodotti Tcl (elettrodomestici e apparecchi audio compresi) attraverso sensori e reti 5, è, infatti, un elemento centrale nella strategia di crescita dell'azienda. E le parole di Wang in proposito – “continueremo a collaborare con Google e Amazon per offrire ai consumatori più prodotti dotati di intelligenza artificiale e per rendere le loro vite più intelligenti” - assomigliano molto a una dichiarazione di fedele alleanza con le big tech a stelle strisce.
Precise scelte di campo, dunque, come quella di puntare sulla tecnologia a cristalli liquidi QLed e Mini Led per i TV, ambito nel quale Tcl lavora in forte sinergia con Samsung, e di recitare da protagonista nell'industria dei pannelli grande formato (con vista sui contenuti 8K) tramite la sussidiaria China Star Optoelectronics Technology. Quanto al luogo comune che vede i brand cinesi conquistare nuovi mercati grazie al fattore prezzo, l'analisi di Wang è ancora una volta molto lucida, e riflette l'essenza di un approccio che vuole la tecnologia “essere accessibile a tutti a prezzi accessibili” puntando su prestazioni, funzionalità e affidabilità dell'esperienza di intrattenimento. Senza timori di “Ban”.

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