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La città più smart resta Firenze, grandi centri in vantaggio nei servizi digitali

Tra le città più smart ben 10 sono capoluoghi metropolitani: a dirlo è la nuova edizione di IcityRank, la graduatoria dei comuni più digitali che monitora la diffusione di servizi digitali nella Pa, app, wi-fi pubblico e piattaforme abilitanti

di Michela Finizio

: "Opportuna una riflessione sul rapporto tra vita e digitale"

4' di lettura

La classifica dei Comuni più digitali d’Italia nel 2022 conferma Firenze in testa, seguita al secondo posto da Milano e al terzo da un gruppo di città a pari merito: Bergamo, Bologna, Cremona, Modena, Roma Capitale e Trento. Tra le città più smart ben 10 sono capoluoghi metropolitani (su 14 complessivi), quasi tutte del Centro-nord, a testimonianza del permanere di un certo ritardo del Mezzogiorno e delle realtà più piccole nonostante si evidenzi una tendenza al recupero.

Sono questi i principali risultati della nuova edizione di ICity Rank, la ricerca di Fpa (società del gruppo Digital360) presentata il 29 novembre nel corso dell’evento Forum Pa Città. La graduatoria dei 108 comuni capoluogo, che ogni anno viene inclusa tra i parametri dell’indagine della Qualità della vita del Sole 24 Ore, esamina la trasformazione digitale dei territori ed è ottenuta come media aritmetica di otto indici settoriali, che sintetizzano 35 indicatori basati su 150 variabili: servizi online, canali social, piattaforme abilitanti, open data, apertura, wi-fi pubblico, app municipali e internet of things (IoT).

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Le 26 città «digitali» accelerano

Scorrendo la graduatoria, alla nona posizione troviamo l’ex aequo di Cagliari e Genova, all’11esima Parma e Torino, alla 13esima Brescia e Venezia, alla 15esima Palermo, Prato, Reggio-Emilia, Rimini e Verona, alla 20esima Bari, Cesena e Pisa, alla 23esima Padova, alla 24esima Lecce, Siena e Vicenza. Insieme ai comuni sul podio, questi centri urbani compongono il gruppo delle 26 «città digitali», capaci di utilizzare in modo diffuso, organico e continuativo le nuove tecnologie. Altre 75 sono invece in una fase intermedia nel percorso di crescita digitale e sette in fondo classifica, a livello critico con indice inferiore a 30 (Rieti, Avellino, Benevento, Foggia, Agrigento, Enna e all’ultimo posto Isernia).

Lo sprint di alcuni centri del Mezzogiorno

A livello generale, infatti, si assiste a una decisa accelerazione nel livello medio di digitalizzazione e a un riequilibrio che ha portato ad accorciare le distanze dal vertice anche da parte di diverse realtà tra le città del Sud e i centri più piccoli. Tra i casi di crescita più significativi, Messina, che nel corso del 2022 è migliorata di ben 34 posizioni (dalla 62esima alla 28esima), L’Aquila, Cuneo, Imperia e Trapani, che guadagnano 16 punti.

Cagliari, Palermo e Bari si confermano al vertice tra le città del Mezzogiorno. Dopo Lecce, anche Messina, Napoli e Pescara sono ormai vicine all’ingresso tra le città digitali.«Nel 2022 abbiamo assistito ad una forte accelerazione digitale delle città italiane, da un lato grazie al consolidamento delle piattaforme abilitanti come Spid, PagoPa, AppIo, dall’altro al supporto finanziario e operativo centrale», commenta Gianni Dominici, direttore generale di Fpa.

«Molte città si sono avvicinate al modello che per anni è stato di poche realtà innovative, ormai la grande maggioranza dei capoluoghi è a buon punto nel percorso di digitalizzazione. Ora bisogna stimolare la fruizione effettiva dei servizi online e utilizzare le tecnologie per creare strumenti integrati di monitoraggio», aggiunge Dominici. «Il 2023 lo sarà ancora di più per lo stimolo che verrà dal Pnrr ai processi avviati»dice Raffaello Balocco, amministratore delegato di Digital360.

La crescita digitale delle città

Se si analizza l’ultimo decennio di risultati di ICity Rank si evidenzia una progressiva crescita digitale delle città su due livelli:

- livello “funzionale”, con la messa online di sempre più servizi e la creazione di piattaforme di identità, pagamento, interazione che ne hanno facilitato l’utilizzo;

- livello della “comunicazione”, con la diffusione di social media, app, open data, reti wi-fi pubbliche e gratuite.

La copertura di servizi online è passata dal 41% nel 2019 all'82% nel 2022 (con ben 75 amministrazioni che hanno attivato on line almeno 8 servizi sui 10 monitorati), quelli accessibili tramite Spid sono saliti dal 39% del 2020 al 71% del 2022 e il flusso di transazioni tramite PagoPa è raddoppiato rispetto allo scorso anno. Il “grado di copertura” delle app in un anno è salito dal 57% al 66%; l’indice sintetico di attivazione dei social è passato dall'86% all'88%; le amministrazioni che pubblicano opendata sono passate da 64 a 69; quelle con reti wi-fi pubbliche da 104 a 105.

Dai servizi online alle app: i record città per città

Cremona guida la classifica per disponibilità di accesso ai servizi in rete, seguita da Bergamo, Rovigo, Trento, Lodi e Verona. New entry Cesena, Pisa e Siena, tutte al settimo posto. Per quanto riguarda i capoluoghi metropolitani, solo Milano e Bologna entrano nella top 10.

Anche le applicazioni per dispositivi mobili proseguono la loro progressiva diffusione nei comuni capoluogo. Emergono realtà meridionali come Bari e Napoli nella top 10. Più precisamente, Bari è al primo posto del ranking (a pari merito con Cremona, Modena, Prato, Trento), Napoli al sesto.

Medaglia d’oro per Cremona nell’utilizzo delle piattaforme digitali nazionali abilitanti, seguono Cesena e Lodi. In questa classifica l’unica città del Mezzogiorno presente è Campobasso, in ottava posizione, e solo tre capoluoghi metropolitani (Milano, Genova e Firenze) si collocano nella top ten

Più contenuto, invece, il trend di diffusione della pubblicazione di open data: attualmente sono ancora oltre un terzo del totale le amministrazioni capoluogo che non ne pubblicano. In vetta alla classifica Torino, Arezzo e Milano, mentre l’unica città del Mezzogiorno è Lecce, all’ottavo posto nella top ten.

Sono solo due, poi, i capoluoghi italiani per i quali non è stata individuata l’esistenza di una rete wi-Fi pubblica. Per la diffusione delle tecnologie di rete (Iot) nei servizi urbani (dall’illuminazione pubblica alla rete semaforica o alla raccolta di rifiuti) in testa si piazzano a pari merito Bologna, Bolzano, Cuneo, Firenze, Mantova, Trento e Vicenza.

Tra i capoluoghi più social, infine, troviamo i centri metropolitani (a partire da Bologna, Venezia, Firenze, Torino e Napoli), che dominano la graduatoria occupando nove delle prime dieci posizioni (anche con Roma, Cagliari, Genova e Milano). Si conferma l'eccezione di Pordenone, che sale quest'anno in sesta posizione.

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