L’offerta che cambia

La classe media scopre hi tech e originalità

Ds4. La versione E-Tense plug-in è la sintesi delle innovazioni proposte dalla nuova gamma.

di Massimo Mambretti

2' di lettura

Tecnologica e diversa dalle altre per l’originalità dello stile: la Ds4 è la pedina strategica di Ds Automobiles. Infatti, la nuova berlina media del brand premium di Stellantis si inserisce in un contesto dominato da modelli made in Germany nel quale non è facile farsi largo. Inoltre, si getta nella mischia anche con il compito di supportare il veloce processo di elettrificazione del marchio. Tuttavia propone accanto alla versione E-Tense ibrida alla spina le versioni turbo a benzina di 1,2 e 1,6 litri con 130 e 180 cavalli e turbodiesel di 1,5 litri con 130 cavalli.

Tutte poggiano sull’evoluzione dell’ architettura Emp2 scaturita dalla ridefinizione del 70% delle componenti per razionalizzare la sistemazione della rete elettrica, ma anche per ottimizzare comportamento, confort e sicurezza. Ovviamente, la rinnovata piattaforma si fa valere anche nei confronti dei canoni stilistici del marchio. Così, la nuova berlina entra in scena con un aspetto caratterizzato dall’equilibrio delle proporzioni, filante e discretamente muscoloso nel quale si integrano ispirazioni tratte dal mondo delle coupé e da quello dei crossover. Ma non è tutto, perché la poliedrica personalità della Ds4 può anche virare verso l’eleganza con la variante Ds4 “e basta” piuttosto che verso la sportività con le declinazioni Performance Line e i contesti off-road con la Cross. Poi, come ormai oggi sembra proprio inevitabile, c’è anche la versione di lancio. È La Première che aggiunge a tutto ciò anche un’esasperata ricercatezza realizzativa, l’estesa presenza di materiali pregiati e un ricco equipaggiamento tecnologico, che include anche gli Adas per il livello 2 avanzato della guida assistita.

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Parte del corredo della Ds4 La Prèmiere permea fortemente l’atmosfera dell’abitacolo arredato in maniera minimalista per avvantaggiare l’ampiezza dell’ambiente. La scena è dominata dalla plancia di andamento lineare che, però, si raccorda morbidamente con i pannelli delle porte integrando un cockpit digitale da 7”, configurabile (in modo minimale), e il display da 10,3” del sistema d’infotainment. Quest’ultimo nasconde le bocchette di aerazione, è estesamente connesso e personalizzabile, interagisce via wireless con Apple CarPlay e le release più recenti di Android Auto. Inoltre, è gestibile istintivamente anche con un touch display da 5”, ma non sempre con precisione. La digitalizzazione è completata dall’head up display con una diagonale di ben 21”.

Su strada conferma non stupisce tanto per il valido e lineare rendimento del suo powertrain (lo stesso delll’ammiraglia Ds9) quanto per il confort e maneggevolezza. Il risultato determina una guida gradevole in ogni situazione, grazie anche ai cambiamenti di personalità del powertrain impressi dalle configurazioni Hybrid, Electric, Comfort e Sport. Con quella elettrica abbiamo coperto 44 km del percorso extraurbano e autostradale del nostro test, al termine del quale viaggiando nella modalità ibrida abbiamo registrato una percorrenza vicina ai 14 chilometri con un litro. Considerando la scarsità di drastici rallentamenti, utili per ridare un po’ di linfa alla batteria da 12,4 kWh, è un risultato apprezzabile dovuto alla volonterosa gestione dei flussi che, dove possibile, ha consentito di marciare brevemente a emissioni zero tenendo a bada il consumo di benzina.

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