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La collaborazione commerciale tra Italia e Cina è entrata in una nuova epoca dallo sviluppo completo

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7' di lettura

L'Italia è stato uno dei primi paesi in Europa ad avviare scambi commerciali con la Cina. Già più di 2000 anni or sono, la famosa Via della Seta univa tra di loro queste due grandi civiltà. I frequenti scambi di ambasciatori come Marco Polo, Matteo Ricci e Giuseppe Castiglione ha promosso intensi scambi economici, culturali e commerciali tra l'Italia e la Cina, gettando un ponte all'amicizia dei nostri due popoli attraverso il tempo e lo spazio. In particolare, con la One Belt One Road Initiative i contatti ad alto livello tra le due parti si sono fatti di giorno in giorno più intensi, la loro reciproca fiducia a livello politico non ha smesso di rafforzarsi.

Sullo sfondo della strategia One Belt One Road, nel 2017 la Cina e l'Italia hanno sottoscritto un piano operativo quadriennale (2017–2020) per la cooperazione nei settori economico, culturale e delle tecnologie.

Lo scorso 3 luglio si è costituita a Milano su iniziativa di alcuni cinesi di prima e di seconda generazione residenti in questa città e con il patrocinio del Governo italiano, l'Associazione per la promozione degli scambi di One Belt One Road.

Il 21 agosto seguente, il Ministero dello sviluppo economico italiano ha annunciato la formazione di un comitato esecutivo per la Cina, con il mandato di stabilire meccanismi per il dialogo tra i Governi, il mondo degli affari e la società, per rafforzare ulteriormente le relazioni commerciali italo-cinesi.

Il Parco industriale Italia-Cina come piattaforma della cooperazione sino-italiana. L'Amministrazione cittadina di Ningbo e l'Ufficio per gli investimenti esteri e lo sviluppo industria-le italiano, alla presenza dei capi di Governo cinese ed italiano, hanno sottoscritto a Pechino l'accordo di cooperazione per lo sviluppo del Parco industriale Italia–Cina di Ningbo, che si è ufficialmente insediato nel nuovo distretto economico costiero di Yuyao. Il Parco sarà un importante fulcro per l'integrazione nella realizzazione della One Belt One Road Initiative., Sono più di cento le imprese a capitale misto con sede nel Parco biotecnologico di Ningbo, totalizzando un investimento complessivo di 20 miliardi di renminbi e ospitando 12 progetti di sviluppo tra cui una linea di produzione Geely da 300 mila veicoli, il polo tecnologico di TusPark, la joint-venture civile-militare BeiDou Navigation Satellite System e la ricerca sulle nuove energie di Confidence Electric. Con i progetti recente-mente avviati dalla svedese Sol Voltaics, da Forehope Electronic e per il periodo di prova della tecnologia IC package nei micro conduttori ad alta efficienza, il numero delle attività avviate quest'anno mostra un evidente salto in avanti rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Alcuni progetti, tra i quali quello di Forehope Electronic, della rete di prodotti medicali Rivamed, degli accessori per auto Guoxing, sono addirittura divenuti già operativi a pochi mesi dalla partenza.

La Cina e l'Italia sono importanti partner commerciali.
L'Italia è ormai per la Cina il quinto partner commerciale in Europa, il terzo importatore di tecnologia, il quarto mercato per l'export cinese e il quinto esportatore in Cina. Nel 2017, il valore del commercio italo-cinese nelle due direzioni era di 49 miliardi e 600 milioni di renminbi, con un incremento relativo del 15,1%. L'export cinese in Italia vale 29 miliardi e 170 milioni di dollari, con un incremento del 10,5% rispetto all'anno precedente, mentre le importazioni dall'Italia in Cina ammontano a più di 20 miliardi di dollari, con un incremento del 22,2%. Nell'Unione europea l'Italia è terza, dietro solo alla Gran Bretagna e alla Germania, come paese per destinazione degli investimenti cinesi.
Dal 2008 le imprese cinesi, attraverso fusioni o con l'acquisto di quote azionarie, hanno investito in una serie di aziende italiane di alto livello. Secondo le ultime statistiche dell'Ice, l'Istituto per il commercio estero, al 2017 i gruppi di investimento cinesi (incluso Hong Kong) in Italia erano almeno 300, con un afflusso di capitali riguardante 641 imprese e 32.690 lavoratori, mentre il ricavo lordo di queste attività era pari a quasi 18 miliardi di euro. Tra le operazioni più significative si segnala l'acquisizione del 65% di Pirelli da parte del gruppo ChemChina (CNCC) per 7 miliardi di euro, realizzando il maggiore investimento mai effettuato di capitali cinesi in Italia. ChemChina, secondo la classifica Forbes Global 500, è tra le prime 200 multinazionali al mondo e ad essa fanno capo numerosi marchi importanti del settore quale Aeolus Tyre. Inoltre ChemChina è uno dei primi esportatori di pneumatici al mondo, mentre Pirelli è il quinto maggior produttore, il primo sul mercato globale per qualità, nonché lo sponsor ufficiale dei pneumatici da competizione della Formula1. Combinando i punti di forza di ChemChina e Pirelli, il Gruppo è ora al secondo posto nell'industria mondiale degli pneumatici.
Le acquisizioni da parte di capitali cinesi hanno quindi creato le condizioni per la condivisione delle tecnologie e dei brevetti, con un processo bidirezionale di proficui scambi di competenze.

Cooperazione tra piccole e medie imprese
Le Pmi sono numerose in entrambi i Paesi. L'economia cinese e quella italiana hanno una forte complementarietà e la cooperazione bilaterale in questo settore trova ampi margini di sviluppo. L'Italia è famosa come la patria delle Pmi, che contribuiscono a più della metà del PIL. Anche in Cina le Pmi sono, la forza trainante dello sviluppo economico, producendo il 60% del reddito nazionale, contribuendo al 50% del gettito fiscale dello Stato ed offrendo il 75% dei posti di lavoro nelle aree urbane, oltre che realizzando l'80% dello sviluppo di nuovi prodotti. Le Pmi cinesi sono dotate di forza economica, tecnologica e produttiva. Esse sono sempre più attente all'Italia e sempre più disposte investirvi.
Già nel 2014 la Cina proponeva di rafforzare la cooperazione bilaterale nel settore delle Pmi. Nel 2017, all'apertura dei lavori del vertice sulla cooperazione internazionale alla One Belt One Road Initiative, il forum per la cooperazione commerciale e gli investimenti internazionali per le Pmi cinesi e italiane, convocato a Pechino su iniziativa della Bank of China, ha visto la partecipazione di 56 imprese italiane e 77 cinesi. Ciascuna azienda italiana ha dialogato con due o tre cinesi, per un totale di quasi 200 incontri diretti.

Cooperazione nel settore delle energie rinnovabili
Nel maggio del 2017, Cina e Italia hanno sottoscritto un piano d'azione per il rafforzamento della cooperazione bilaterale in economia, nella cultura e nella tecnologia (2017-2020), fissando la collaborazione nei settori delle energie sostenibili e dell'ambiente come prioritaria, vista la complementarietà tra le parti. Tra le principali economie del mondo, l'Italia è quella con il più basso indice di emissioni di CO2 per unità del Pil. Se la Cina realizzasse un livello di emissioni analogo sarebbe in grado di ridurre del 65% le proprie emissioni, sottraendone 645 milioni di tonnellate ogni anno, il che equivarrebbe a circa il 18% delle emissioni di CO2 a livello globale.
Nel 2014, la State Grid Corporation of China è entrata tra gli azionisti di Cassa Depositi e Prestiti Reti. Con questa mossa, l'operatore cinese ha investito in Terna e Snam Rete Gas. Nel 2000 il Ministero per la tutela dell'ambiente cinese e il Ministero dell'ambiente, del territorio e del mare italiano hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per la tutela dell'ambi-ente, avviando il programma congiunto SICP.
I due paesi hanno concordato sul fatto che la cooperazione per la tutela dell'ambiente sia da attuarsi sotto la direzione di accordi e dichiara-zioni bilaterali e internazionali, come la Dichiara-zione di Rio, l'Accordo di Montréal sulla difesa dell'ozonosfera, la Convenzione per la tutela della biodiversità, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e il Protocollo di Kyoto, con l'imperativo di rafforzare la cooperazione sino-italiana in settori quali il controllo dell'inquinamento atmosferico, la gestione delle risorse idriche e della fauna, la produzione “pulita”, la sostituzione dei prodotti che danneggiano l'ozono, l'efficienza energetica, l'agricoltura sostenibile e la biodiversità.

La cooperazione nelle infrastrutture di base
Huawei ha aperto già nel 2011 il suo primo centro di ricerca e sviluppo all'estero, stabilendo la collaborazione con i tre principali operatori di telefonia mobile in Italia: Tim, Vodafone e Wind. In questo settore le imprese cinesi, ricche di competenza ed esperienza, possono offrire molte soluzioni al mercato italiano. Un ruolo importante possono averlo, ad esempio, i fornitori di apparecchiature per la telefonia quali Huawei e Zte, che hanno già sviluppato iniziative di partnership in Italia.
Nel 2007 un'azienda italiana, in collaborazione con l'Istituto di fisica della Accademia delle scienze cinese ha realizzato sul lago Qiandao nella provincia del Zhejiang, il primo “ponte di Archimede” al mondo: un tunnel galleggiante sott'acqua, lungo cento metri e perfettamente ecocompatibile. Nel settore dell'architettura dei viadotti le imprese cinesi potranno rafforzare ulteriormente la cooperazione tecnologica con Autostrade per l'Italia, per sviluppare rapporti nel settore della ricerca e dello sviluppo delle costruzioni stradali.
Alla fine del 2017, il gruppo cinese Crsc e l'Italfer hanno firmato il primo memorandum d'intesa strategica nel settore dei trasporti ferroviari, aprendo un canale privilegiato per la cooperazione tra le imprese dei due Paesi. La tecnologia del gruppo Crsc è in grado di offrire ai propri clienti progetti di stazioni ferroviarie” chiavi in mano” e standardizzate. Quest'approccio, oltre che un grande risparmio economico per gli operatori del settore ferroviario, può garantire la centralizza-zione, la digitalizzazione e la velocizzazione dei servizi. Con la firma del memorandum, le due aziende hanno stabilito nel dettaglio le modalità della cooperazione sulla base delle rispettive eccellenze tecnologiche e posizioni aziendali ed alcuni progetti sono già in fase di attivazione.

Cooperazione nell'ambito della navigazione e dei trasporti marittimi
La cooperazione nell'ambito della navigazione e dei trasporti marittimi si può far risalire agli anni '90 del secolo scorso. In questo settore le compagnie di navigazione cinese Cosco e China Shipping hanno stabilito delle filiali in Italia, incaricate dello sviluppo dei traffici del settore in questo paese. Già nel 2005 il settore delle operazioni nel mediterraneo di Cosco ha acquisito Conateco, il più grande terminal container di Napoli, rinnovandone gli impianti e facendone un modello di cooperazione sino-italiana. Nell'ambito delle costruzioni navali, agli inizi del 2012 il gruppo Shandong Heavy Industries ha acquisito il costruttore di yacht Ferretti. Nell'aprile del 2013, il primo progetto di cooperazione tra Cina e Italia nel settore delle imbarcazioni da turismo si è stabilito a Sanya, dimostrando un enorme potenziale di sviluppo del mercato cinese per l'Italia sulla base delle sue peculiari eccellenze nel settore delle imbarcazioni da turismo e soprattutto degli yacht.
Il futuro della cooperazione del settore nautico prevede la costituzione di imprese con capitale misto e la partecipazione cinese alla costruzione ed acquisizione di impianti e scali portuali.

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