Collezionare

La collezione di Thomas Kaplan, re dell’oro, in mostra al Louvre

di Gabriele Biglia

default onloading pic
Johannes Vermeer Ragazza al virginale (1670) Leiden Collection, New York


5' di lettura

Quasi un 1/3 dei dipinti di Rembrandt in mano privata sono di sua proprietà. Se ne contano in tutto il mondo 35, anche se le attribuzioni a volte vacillano. Undici appartengono a lui, Thomas Kaplan, imprenditore newyorkese di 55 anni, Presidente e ad della società di investimenti Electrum Group, la cui ricchezza proviene dalle speculazioni in risorse naturali, miniere d'oro, d'argento, platino e idrocarburi. Il patrimonio personale dell'abile “metal investor” americano, secondo Forbes, si aggira intorno a 1,03 miliardi di dollari.

La collezione delle meraviglie. L'eccezionale raccolta di pittura olandese del XVII secolo comprende, oltre agli 11 dipinti di Rembrandt, acquistati a partire dal 2005, opere di Jan Steen, Jan Lievens, Frans van Mieris, Gerard Dou, accanto ad un rarissimo e dibattuto dipinto di Johannes Vermeer e un altrettanto raro quadro di Carel Fabritius, talentuoso allievo di Rembrandt morto precocemente a soli 32 anni, autore del celebre dipinto “Il Cardellino” (1654) conservato alla Royal Picture Gallery Mauritshuis . Una selezione di opere della Leiden Collection ( la raccolta prende il nome dalla città natale di Rembrandt) fino al 22 maggio sarà esposta per la prima volta al Musée du Louvre nella mostra “Masterpieces from the Leiden Collection: The Age of Rembrandt”.

Loading...

Le highlights della raccolta. Il 36° Vermeer di Kaplan. Le ricerche su Johannes Vermeer (1632-1675) non si sono mai fermate. L'esigua produzione pittorica sopravvissuta del maestro di Delft che conta 35 dipinti, quattro discussi, ha sovente portato a divergenze attributive, anche per l'assenza di firme. Il piccolo “Ritratto di ragazza al virginale “ della collezione Kaplan (25x20 cm.) è un caso interessante, in quanto si tratta di uno dei pochi quadri di Vermeer in collezione privata. Fece la sua prima comparsa sul mercato nel 1921. Nel 2001 venne inserito all'ultimo minuto nell'esposizione “Vermeer and the Delft School” al Metropolitan Museum of Art in New York e successivamente alla National Gallery di Londra , ma senza essere ufficialmente ascritto al maestro: i membri del comitato scientifico non erano unanimemente concordi sulla autenticità del quadro, qualcuno lo ritenne opera del falsario Hans van Meegereen, artista olandese che durante la prima metà del Novecento, per vendicarsi dei critici, dipinse vari grossolani falsi del pittore di Delft. In seguito le analisi scientifiche sull'opera fatte dall'University College di Londra esclusero la contraffazione e certificarono che - pur in presenza di ridipinture - vi era la presenza di preziose e ricercate materie pittoriche solitamente utilizzate da Vermeer. L'artista usava spesso il costoso blu oltremare e il “massicot”, un pigmento giallo a base di piombo e stagno presente in diversi suoi quadri, adoperato per dipingere le celebri giacche di raso giallo. Sei mesi prima di essere messo all'incanto da Sotheby's nel 2004, dopo oltre 80 anni, con una stima di 3 milioni di sterline, un collegio di esperti di pittura dei musei olandesi certificò l'attribuzione a Vermeer. L'art dealer di Maastricht, Robert Noortman, ideatore del TEFAF, mollò la presa solo quando il dipinto raggiunse 14,5 milioni di sterline, e Steve Wynn, collezionista e magnate dei Casino di Las Vegas, se lo aggiudicò per 16,2 milioni. Thomas Kaplan lo riacquistò da Wynn per lo stesso prezzo (così dicono le voci). Il quadro è rimasto in prestito per alcuni anni al Philadelphia Museum, poi alle Scuderie del Quirinale per la mostra “Vermeer. Il secolo d'oro dell'arte olandese”. E ora, fino al 22 marzo, il dipinto sarà visibile al Louvre.

Rembrandt Fecit? Anche le attribuzioni di Rembrandt van Rijn (1606-1669), pittore nato in un mulino sulle rive del Reno, vicino a Leida, spesso hanno oscillato. Dagli anni Sessanta ad oggi il Rembrandt Research Project (RRP) ha ridotto a circa 240 il numero dei dipinti certi e autografi del maestro, archiviandone altri 162 come dubbi, tra immaginabili polemiche e dolorose delusioni. In oltre 40 anni di lavoro il RRP ha pubblicato cinque volumi del corpus dei dipinti del maestro di Leida. Tra gli 11 lavori del pittore in mano a Thomas Kaplan, vi sono tre dei cinque rari pannelli raffiguranti i “Cinque sensi” realizzati in gioventù da Rembrandt. Uno di questi pannelli, “L'Allegoria dell'olfatto”, sembrava solo un vecchio e polveroso quadretto del XIX secolo quando venne messo all'incanto nel 2015 da una coppia di coniugi del New Jersey in una piccola casa d'aste di New York, con una valutazione di 600-800 dollari. Ma Bernard Gautier, esperto di pittura antica della galleria di Parigi Talabardon & Gautier , con stand alla fiera TEFAF di Maastricht, riuscì a leggere attraverso lo strato di vernice ossidata e la patina di sporco depositata sulla superficie della piccola tavola, che non permetteva l'individuazione delle iniziali del maestro, RF (Rembrandt fecit). Senza avere alcuna certezza sull'autografia, Gautier si assunse il rischio, aggiudicandosi il quadro dopo una lunga sequenza di rilanci per 870.000 dollari. Nulla rispetto al prezzo per il quale fu poi rivenduto a Thomas Kaplan: presentato al TEFAF nel 2016, il piccolo dipinto fu comprato per 3 milioni di euro.

Gli autoritratti di Rembrandt rappresentano, secondo gli esperti, 1/10 della sua intera produzione, e lo resero largamente noto al tempo della sua attività. In quarant'anni dipinse se stesso più di 40 volte e ben 31 incisioni riproducono il suo volto in “studi di espressione”. Il “Self-Portrait with Shaded Eyes”, firmato e datato “Rembrandt. f. / 1634”, quando venne aggiudicato al telefono da Sotheby's a Steve Wynn nel 2003 per 6,9 milioni di sterline, rappresentava il prezzo più alto pagato allora per un suo autoritratto. Il dipinto che raffigura il pittore all'età di 28 anni con in testa un berretto nero, rimase nelle mani di un ignaro collezionista privato per 300 anni. Ritocchi e ridipinture avevano trasformato e camuffato infatti Rembrandt in un nobile russo con capelli riccioli e lunghi mustacchi sotto al naso.

Al Louvre si potrà ammirare, inoltre, lo straordinario ritratto di uomo con giubba rossa (Portrait of a Man in a Red Coat, 1633) dipinto su due pannelli di quercia, pubblicato per la prima volta nel 1930 e rimasto celato in una collezione privata sino al 1993, quando venne sottoposto e autenticato dal RRP. Anche questo dipinto apparteneva alla collezione di Steve Wynn che lo acquistò da Christie's nel 2001 per 12,7 milioni di dollari. Kaplan ne entrò in possesso nel 2008 attraverso la galleria Noortman di Maastricht.

Un altro capolavoro, la ragazza con il pappagallo di Van Meiris. Inoltre, sarà contemplabile anche un incantevole dipinto di un altro pittore di Leida, Frans van Meiris the Elder (1635-1681). Il piccolo pannello di quercia (22,3 x 17,5 cm) firmato e datato “F van Mieris fect Anno 1663” che raffigura una “Ragazza che dà da mangiare ad un pappagallo”, in prestito al Louvre, proviene dall'incanto di Sotheby's del 3 dicembre 2008 della collezione di Lady Samuel of Wych Cross. Proposto con una valutazione di 500-700.000 sterline, venne comprato da Thomas Kaplan per 3,6 milioni sterline, cinque volte la stima massima.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti