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La Collina dei Ciliegi apre il capitale e investe 7 milioni

L'azienda vitivinicola fondata da Massimo Gianolli (General Finance) archivia la fase di startup e apre il capitale con un club deal. Investimenti per 7 milioni su nuova wine farm e sviluppo internazionale

di Giambattista Marchetto

2' di lettura

Dopo un decennio da startup, con un investimento diretto di quasi 10 milioni di euro, Massimo Gianolli lancia la fase-2 per La Collina dei Ciliegi. L'azienda vitivinicola in Valpolicella (in Valpantena, per la precisione) fondata e guidata dall'amministrazione delegato di General Finance – finanziaria specializzata nel credito alle imprese, quotata da poco a Piazza Affari - punta infatti a un percorso di crescita con apertura del capitale e completamento di un piano di investimenti di circa 7 milioni.

«Con la fine del 2021 considero chiusa la messa a punto del progetto - spiega Gianolli - dato che in fase di startup abbiamo fatto e rifatto molte cose, ma siamo partiti dai pascoli sopra Erbin e siamo arrivati ad avere 30 ettari di vigneti, la cantina, un resort. Ho investito personalmente oltre 10 milioni per costruire la macchina e organizzarla. Ora abbiamo messo a terra il nuovo piano industriale e, dopo aver presentato le nuove ‘collezioni', passando da 10 a 16 etichette, lavoriamo per i prossimi dieci anni».

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La Collina ha gambe forti - Gianolli ne è convinto - dato che in pieno Covid ha lanciato nuovi vini e da poco ha acquisito 5 ettari che saranno destinati a nuovi vigneti, ma soprattutto «cresce il valore della bottiglia e proprio per questo riusciamo a crescere in fatturato nonostante il numero di bottiglie sia rimasto pressoché invariato».

Il 2021 si è chiuso con 2,6 milioni di fatturato per una produzione di circa 170mila bottiglie.

La svolta è dietro l'angolo. «Come per General Finance, ho deciso di aprire il capitale anche de La Collina dei Ciliegi - chiarisce il fondatore - perché altrimenti dovrei crescere molto più lentamente. Il piano industriale prevede invece una evoluzione rapida, per arrivare entro 8 anni alla quotazione in borsa della holding agroalimentare». Il primo passo è però un aumento di capitale di 7 milioni che verrà concretizzato attraverso un club deal che si sta costituendo in questi giorni.

«Stiamo raccogliendo le conferme degli investitori che avevano dato un pre-parere favorevole e il primo closing avverrà entro la fine di settembre», chiosa Gianolli. Taglio minimo 100mila euro, massimo a 1 milione.L'iniezione di nuove risorse permetterà di coprire il corrispondente piano di investimento da 7 milioni, di cui 2,5 solo per la realizzazione della nuova wine farm con aree di appassimento e di affinamento, imbottigliamento, centro direzionale e showroom. «Nella cantina attuale rimarrà solo la produzione - anticipa l'imprenditore - e nei nuovi spazi troverà collocazione anche il caveau con le bottiglie di Amarone collocate en primeur. Il nostro progetto di investimento sui fine wines sta infatti avendo un successo crescente (siamo a 60 barrique vendute) e abbiamo bisogno di più spazio per i nostri partner/investitori».

Aumento della produzione e del collocamento en primeur sono due leve importanti della crescita prevista nel piano de La Collina dei Ciliegi, ma parallelamente anche il lavoro sui mercati internazionali subirà una netta accelerazione grazie al pieno sviluppo della joint venture con Advini e a una nuova, importante partnership sul mercato italiano (sulla quale però Gianolli non anticipa nulla).

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